Quando smettiamo di ascoltarci, ci perdiamo.
Quando torniamo a sentirci, ritroviamo la strada. Ci sono momenti nella vita in cui smettiamo di fidarci di ciò che sentiamo.
Non perché l’intuizione non ci parli più, ma perché abbiamo imparato, spesso molto presto, a dubitare di lei.
“Non esagerare.”
“Stai pensando troppo.”
“Sii razionale.”
“Non farti film.”
Così, un po’ alla volta, iniziamo a spostare il baricentro fuori da noi:
chiediamo conferme, pareri, approvazioni.
Cerchiamo risposte ovunque, tranne che nel punto più semplice e più vicino: dentro.
Eppure l’intuizione non è qualcosa di magico o misterioso.
È una forma di intelligenza profonda, silenziosa, immediata.
È il corpo che sa prima della mente..
È una sensazione sottile che non urla, ma insiste.
Nel mio lavoro e nella mia vita personale ho visto accadere questo molte volte: le persone sanno già.
Sanno quando una relazione non è più allineata.
Sanno quando una scelta non risuona.
Sanno quando stanno andando contro se stesse.
Ma non si fidano.
Non perché siano “sbagliate”, ma perché hanno imparato che sentirsi non era sicuro.
Quando l’intuizione viene zittita
Perdere fiducia nella propria intuizione è spesso il risultato di un adattamento. Un modo per sopravvivere, per essere accettati, per non creare conflitto. Se da piccoli siamo stati ignorati, smentiti o corretti ogni volta che esprimevamo un sentire, abbiamo imparato che ascoltarci non serviva. Così abbiamo iniziato a delegare fuori: alla mente, alle regole, agli altri.
Ma l’intuizione non se ne va. Resta lì. Si trasforma in tensione, disagio, stanchezza, confusione. A volte in sintomi fisici. A volte in una sensazione costante di “non essere al posto giusto”.
Lettura psicosomatica e crescita interiore
Dal punto di vista psicosomatico, la perdita di fiducia nell’intuizione è spesso collegata a una scissione tra sentire e agire.
Il corpo percepisce una direzione, ma la mente ne impone un’altra.
Questa frattura interna, se protratta nel tempo, può manifestarsi come:
• stanchezza cronica
• tensioni muscolari persistenti
• disturbi digestivi
• ansia “senza motivo apparente”
• difficoltà decisionali
• senso di vuoto o disorientamento
Non perché il corpo sia “contro di noi”, ma perché sta cercando di richiamarci a casa. L’intuizione è un ponte tra corpo e coscienza.
Quando non la ascoltiamo, il corpo alza il volume.
La crescita interiore non consiste nel diventare più “bravi” o più “forti”,
ma nel tornare coerenti, nel permettere a ciò che sentiamo di avere dignità, spazio, voce.
ESERCIZI – Cosa fare
ESERCIZI – Cosa non fare
• Non forzarti a capire tutto subito.
L’intuizione non si spiega, si sente.
• Non cercare conferme immediate dagli altri.
Chiedere troppo fuori indebolisce la fiducia dentro.
• Non svalutare ciò che senti solo perché è sottile.
Le verità più importanti non fanno rumore.
- La domanda semplice
Ogni volta che devi prendere una decisione, fermati un istante e chiediti: “Questa cosa mi espande o mi contrae?”
Non cercare una risposta logica. Ascolta la sensazione fisica.
Il corpo non mente. - Il diario dell’intuizione
Per una settimana, ogni sera scrivi:
• un momento in cui hai seguito la tua intuizione
• un momento in cui l’hai ignorata
Non per giudicarti, ma per riconoscere come ti sei sentito dopo.
La fiducia nasce dall’esperienza, non dalla teoria. - Un piccolo sì a te stesso
Scegli ogni giorno un gesto minuscolo ma autentico:
dire no quando vorresti compiacere
prenderti una pausa
cambiare programma
ascoltare un bisogno
L’intuizione si rafforza quando vede che le dai seguito.
Il seme della settimana
“Mi concedo di ascoltarmi, anche quando non ho ancora tutte le risposte.”
Ripetilo ogni giorno.
L’intuizione non chiede perfezione. Chiede presenza.
