È un’associazione di volontariato senza scopo di lucro e a finalità esclusivamente umanitarie, senza discriminazioni di ordine ideologico, politico, religioso. Il progetto nasce dalla convinzione che ognuno di noi, anche con minimo impegno, può aiutare chi ne ha bisogno, con una particolare attenzione ai bambini, che sono il futuro del nostro pianeta. Abbiamo scelto di dedicare particolare attenzione alle persone che si trovano in situazioni di disagio nel territorio indiano, raccogliendo fondi per il nostro progetto principale: costruire il “Pranam Girls village“, una vera e propria area di riferimento con la costruzione di un orfanotrofio femminile nella regione del West Bengala. Attraverso questo progetto non abbiamo ovviamente la possibilità di salvare il mondo, e non possiamo intervenire per tutte le future donne dell’India in difficoltà, ma possiamo dare inizio a una svolta importante per alcune di loro, migliorando la qualità della loro vita e, si spera di conseguenza, anche delle generazioni future. Da qui, quello che sembrava un folle progetto individuale, è diventato un vero e proprio viaggio per molti.
Perché l’India?
I motivi che hanno portato a fondare questa associazione sono molteplici. L’idea nasce nel 2011 a rientro da un viaggio in India e da una esperienza unica che ha determinato un profondo cambiamento della visione della vita di alcuni noi soci. Solo nel 2019 il sogno si è trasformato in un vero e proprio ambizioso progetto da realizzare. L’India è un paese che avvolge di fragranze, tra spezie e piante. È un mondo che mette insieme razze, culture, linguaggi, che abbraccia differenti microcosmi con il fascino di una cultura varia e secolare che può travolgere di colori, suoni, profumi e sapori. Alcuni di noi che hanno vissuto questa avventura non potranno mai dimenticare questo paese e porteranno impresso nella mente una moltitudine di esperienze e immagini, tra le quali i bambini indiani e il loro sguardo profondo. Bambini con pochi vestiti, senza giocattoli, senza cibo, scalzi e sporchi ma con un sorriso disarmante che trafigge il cuore.
I bambini sono universali, sono meravigliose creature innocenti e hanno diritto alla loro esistenza di fanciulli in ogni parte del mondo. Nasce proprio da questo il desiderio di partecipare in maniera attiva per sostenere un piccolo aiuto in loro favore. Ma come spesso accade qui da noi in Occidente, ritornando in Italia, tutti i buoni principi vengono ostacolati dalla burocrazia e da chi, nascondendosi dietro a progetti umanitari, cerca in realtà di arricchirsi in maniera poco etica. Alcuni di noi che avevano delle adozioni a distanza si rendono conto che i soldi che venivano inviati tramite una onlus internazionale, arrivavano in misura ridotta a destinazione. Da qui una grande delusione, quindi l’idea di unire le forze e di lavorare insieme ad un progetto tutto nostro: il Pranam Girls Village, impegnandoci personalmente, “mettendoci la faccia” e andando direttamente sul territorio indiano a seguire i lavori per la costruzione di questo orfanotrofio femminile, perché in India le bambine hanno spesso molte meno possibilità dei maschi e vivono in condizioni sicuramente più disagiate.
Perché un progetto femminile
Storicamente le donne indiane hanno goduto di pari dignità e diritti per tutto il primo periodo vedi Hijo, vale a dire fino al 500 a.C. circa. Da quel momento la loro condizione ha cominciato lentamente a declinare, prima a causa dell’invasione islamica e successivamente a causa del colonialismo cristiano-britannico, durante tutto il periodo dell’ottocento. Tutti questi passaggi storici hanno contribuito a limitare sempre di più la libertà e i diritti spettanti alle donne. Oggi l’India è il quarto paese più pericoloso al mondo per le donne, ed il peggiore tra i paesi del G20. Un importante strato della popolazione femminile indiana continua a vivere in una condizione di discriminazione rispetto agli uomini e molte donne continuano a subire violenze, uccisioni per accaparrarsi la dote; molte giovani donne vengono costrette a prostituirsi da trafficanti e sfruttatori, altre vengono promessi spose a mariti sconosciuti. Tutto ciò nonostante la costituzione indiana garantisca a tutte le donne uguaglianza, parità di opportunità e parità di retribuzione salariale (articolo 14,15, 16, 39). Sulla carta questa contiene disposizioni speciali a favore di donne e bambini, la rinuncia totale a pratiche sprezzanti per la dignità umana e disposizioni che debbono essere effettuate per garantire giuste e umane condizioni di lavoro e di aiuto alla maternità (articolo 51 e 42). L’aspettativa media di vita femminile oggi in India è più bassa rispetto a quelle di molti altri paesi, ma ha mostrato un miglioramento graduale nel corso degli ultimi anni.
Il tasso di mortalità per parto è il secondo più alto al mondo: solo il 42% delle nascite del paese sono supervisionate da personale sanitario. Anche se in costante graduale aumento, il tasso di alfabetizzazione femminile in India è ancora inferiore a quello maschile, Molti meno bambini vengono iscritti a scuola e la percentuale di abbandono scolastico femminile è sempre molto alta. Solo nei grandi centri urbani le ragazze si trovano quasi alla pari con i maschi in termini di istruzione.
