approfondimenti

Il concetto di bellezza ed estetica

 

Per molti la bellezza delle cose o degli esseri esiste in se stessa in quanto è una loro proprietà intrinseca che li contraddistingue e li qualifica; per altri invece la bellezza è un semplice prodotto della nostra mente, che non esiste in se stessa, ma soltanto in noi e nella proiezione del nostro spirito. Nella prima concezione, la bellezza è universale, assoluta, elargita dalla natura (di cui facciamo parte) da un’entità superiore appunto; per la seconda concezione invece la bellezza è relativa a noi stessi, mutabile quindi con i tempi, con le civiltà, con i luoghi e gli individui. Senza addentrarci troppo in queste puntualizzazioni filosofiche si potrebbe dire che la bellezza nasce dall’uomo come coscienza sensibile di differenziazione delle cose, specifica solo in lui, a differenza di tutti gli esseri animati dalla vita. Con l’emergere nell’uomo della coscienza estetica, egli sente di voler manifestare una propria creatività sul piano pratico. L’esigenza estetica nasce quindi come istinto cosciente della ricerca dell’armonia, della forma, del ritmo e della perfezione. In altri termini, ogni individuo, attraverso l’estetica, può essere trasformato in opera d’arte, in edizioni e forme diverse. Non occorre essere belli per sembrarlo: c’è una bellezza che si riceve dalla natura e c’è una bellezza che possiamo crearci da noi. Questa bellezza fittizia ha il grande vantaggio su quella congenita di essere variabile a piacere. Individui che si creano la loro bellezza sono i “veri padroni del proprio aspetto” e quindi possono essere ciò che vogliono. Solo così, mettendo in risalto attraverso i trattamenti estetici le proprie doti naturali, consenso d’arte e misura, si può conseguire quella bellezza che attraverso i tempi ha sempre costituito motivo di ammirazione estetica e incondizionata da parte dell’uomo.
Tuttavia il mondo della bellezza, oggigiorno, sembra oramai essere diventato una giungla sia per le donne che per gli uomini: migliaia di prodotti e trattamenti, con altrettante promesse scientifiche o stravaganti, infiniti richiami pubblicitari, innumerevoli possibilità di scelta. I trattamenti estetici ai quali si ricorrere per la cura della pelle, dei capelli, del viso e del corpo sono infiniti. Nel XXI secolo abbiamo a disposizione oramai tutto e anche più di tutto e desideriamo ottenere il massimo dei risultati nel minor tempo possibile.

 

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La pelle:  struttura anatomica e funzionale  e significato simbolico

La pelle, insieme allo sguardo, è il primo strumento di comunicazione tra noi e il mondo. Attraverso la superficie corporea entriamo in contatto con l’esterno già nella vita intrauterina e l’esperienza continua dopo la nascita con i giochi, le carezze, i baci e le cure materne e paterne. La relazione con gli altri inizia da queste prime fondamentali sensazioni corporee. Il ruolo della pelle è essere il confine tra noi e l’esterno: la pelle vuole essere il mezzo di seduzione per attirare gli altri empaticamente, ma anche il limite tra la nostra e l’altrui sensibilità, perché rivela, nostro malgrado,  ciò che accade dentro ciascuno di noi! La pelle è lo specchio delle interazioni tra due mondi intraprendenti: l’interiorità e l’esteriorità in continua comunicazione. La pelle svolge funzioni fondamentali per la sopravvivenza essendo organo di protezione, di rivestimento, di contenimento, di termoregolazione, di secrezione e anche organo di senso e del tatto che è il più esteso organo sensoriale del corpo di cui è impossibile escludere l’attività continua. Noi riceviamo, nostro malgrado, stimoli derivanti dal contatto, dal dolore, dal freddo, dal caldo, dalla pressione sull’intera superficie corporea. Questi contatti sono dei messaggi di riconoscimento, interesse, ostilità, amore.
La pelle è il centro di ricezione sensoriale che crea una rete di stimoli e di risposte tra l’individuo e l’ambiente. Basti sapere che la maggioranza dei ricettori tattili è nei polpastrelli, e ciò spiega come mai le mani siano per eccellenza un organo “visivo” predominante.  Altri recettori sono responsabili dalla percezione del freddo e del caldo. Le labbra solo uno dei punti di massima sensibilità percettiva ed è per questo che il bambino esplora la quantità e la qualità degli oggetti portandoli alla bocca. Senza questa libera attività esplorativa dell’infanzia la conoscenza del mondo circostanze e delle sensazioni corporee che ne derivano resterà un’esperienza tronca, con ripercussioni sulla futura capacità di muoversi con sicurezza in relazione al mondo esterno.

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Il viaggio attraverso i segreti della bellezza quindi non può che cominciare dalla pelle. Da un punto di vista strutturale la pelle, o cute, è un apparato continuo, elastico, distendibile che riveste completamente la superficie del corpo umano, e come abbiamo detto è l’organo più esteso del corpo (circa 2 m²) e corrisponde circa al 15%  del peso di tutto il corpo: è un organo che si rinnova continuamente con spessore, colorito che varia a seconda della razza, dell’età, del peso, del sesso e della ragione corporea. Oltre a svolgere le numerose funzioni che abbiamo già elencato, la pelle è di protezione degli organi interni e degli agenti infettivi, da corrente elettriche a bassa intensità e da sostanze debolmente caustiche  o irritanti. Mantiene una temperatura corporea a 37 °C affinché le reazioni chimiche dell’organismo avvengano in modo ottimale. Elimina scorie e tossine tramite le secrezioni sebacee e sudoripare e grazie ai dotti pilo sebacei (i condotti attraverso i quali peli e sebo raggiungono la superficie) assorbe sostanze liofile, cioè affini ai grassi.

Per comprendere come un cosmetico funziona sulla pelle però è opportuno conoscere la struttura della pelle.

La pelle è costituita da tessuto epiteliale, vale a dire una membrana che avvolge il nostro corpo fungendo da involucro di protezione, sia dall’ambito esterno (la pelle) che dall’ambito interno (altri tipo di tessuto epiteliale) 

La pelle è formata da tre strati:

  1. epidermide: il più superficiale 
  2. derma: lo strato intermedio 
  3. ipoderma: il più profondo 

Ogni strato ha caratteristiche ben precise, che lo differenziano dagli altri e in modo chiaro e determinato.

1. Epidermide

È un particolare tipo di tessuto che non presenta né una circolazione sanguigna ne linfatica, ma è proprio in questo strato che avviene il rinnovamento cellulare. Le cellule nascono nella parte più profonda dell’epidermide e il 25-30 giorni “migrano” verso la superficie. Da un punto di vista sia atomico che funzionale l’epidermide si definisce strato corneo (superficiale).
Lo stato corneo è costituito da cellule morte, dure o piatte. Le cellule hanno origine in realtà nello stato germinativo e salgono verso la superficie. Le cellule qui cominciano a produrre la cheratina (una proteina fibrosa presente nell’organismo sotto forma molle o dura) che si accumula completamente all’interno della cellula.  Quindi avviene il cosiddetto processo di cheratinizzazione, in cui le cellule vengono gradualmente trasformata in lamelle cornee prive di vita e formano una validissima barriera protettiva. Il ciclo è continuo e man mano che le cellule si sfaldano e cadono vengono sostituite da quelle nuove che nel frattempo si sono trasformate. Quando c’è equilibrio tra la produzione e l’eliminazione di queste cellule la pelle presenta uno spessore normale. Viceversa sarà piuttosto spessa se le cellule cornee non vengono eliminate velocemente e sottile se sono eliminate troppo velocemente.

2. Derma

Il derma è lo stato connettivo appena sotto l’epidermide, dove è presente una lamina sottile che è collegata attraverso sottilissime fibre elastiche chiamate elaunina. Le stesse poi si ramificano più sotto e prendono il nome di elastina. Lo strato del derma presenta un proprio circolo, sia sanguigno che linfatico, che dato il calibro dei vasi piuttosto ridotto viene definito microcircolo cutaneo, ed è formato da una componente cellulare (dove l’acido jaluronico svolge una funzione di vitale importanza) e da una componente intracellulare (fibre di collagene, fibre elastiche e fibre reticolari).
Il collagene è la proteina più diffusa e rappresenta 1/3 di tutte le proteine dell’organismo

3. Ipoderma

È lo strato più profondo dove sono presenti cellule ricche di grasso, vasi, nervi e annessi.

È indispensabile conoscere esattamente il tipo di pelle per essere in grado di applicare le sostanze cosmetiche più indicate durante i trattamenti.
L’attività delle ghiandole sebacee sudoripare è fondamentale per determinare il tipo di pelle: una giusta secrezione di queste ghiandole determina uno strato protettivo misto di acqua e grassi che conferisce all’epidermide qualità particolari, quali la morbidezza e l’elasticità, rendendola idonea ad opporsi a fattori negativi esterni. Una disfunzione di queste ghiandole da luogo a tipi di pelle diversa dal normale. 

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In base al concetto appena espresso, quindi è fondamentale prima di utilizzare un cosmetico, classificare il tipo di pelle che si deve trattare. 

Normalmente la pelle viene distinta in: 

  1. pelle normale 
  2. pelle mista 
  3. pelle grassa e acneica 
  4. pelle secca o ipolipidica 
  5. pelle sensibile 
  6. pelle couperosica 


La cosmesi

Oggi si fa un gran parlare di naturale e come risposta alla crescente richiesta di ridimensionamento generale, soprattutto nella cosmesi, è iniziato da qualche anno un ritorno alle sostanze naturali. Le piante sono sempre state utili sia dal punto di vista della salute sia da quello della bellezza, tanto che molte di loro sono diventate indispensabili. Ma vediamo cosa si intende con il termine “cosmetico”.

Il termine cosmetico deriva dal greco “cosmeo” che significa “adornare” “truccare”: ma tale concetto è alquanto limitato ai giorni nostri. 

Oggi giorno per definire i prodotti cosmetici e le funzioni ad essi attribuiti si fa riferimento ad una legge che disciplina l’intero settore,  e che definisce cosmetico “le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinati ad essere applicati sulla superficie esterna del corpo umano (o sui denti o sulle mucose della bocca) allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato”.

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I prodotti cosmetici svolgono infatti diverse funzioni: igienica, eutrofica (nutrimento) ed estetica.

Queste tre funzioni possono operare sia indipendentemente che coesistere a seconda dei casi. Esempio: un sapone svolge un’azione prettamente igienica; una crema idratante sicuramente eutrofica; un moderno shampoo-balsamo svolge un’azione igienica ed eutrofica contemporaneamente, un trucco può esaltare la bellezza e quindi avere una funzione estetica.
Anche se chiaramente la legge non impone conoscenze specifiche per utilizzare i prodotti che sono sul mercato, prima di passare a vedere di cosa si compone un prodotto cosmetico sarebbe opportuno avere una piccola conoscenza generale di base. Questo al solo scopo di  capire come funziona un cosmetico e il suo utilizzo e affinché possiamo fare delle scelte utili e consapevoli.

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