[Detox 4] Stile di vita

“Il vero equilibrio non nasce da ciò che elimini una volta, ma da ciò che scegli di nutrire ogni giorno.”

La detox come stile di vita: quando il benessere diventa una scelta quotidiana.

Oltre la depurazione
Con questo quarto appuntamento della rubrica detox facciamo un passo ulteriore. Non parliamo più di depurazione come intervento temporaneo, ma di uno stile di vita consapevole, che accompagna il corpo nel tempo e lo sostiene con continuità. Dopo aver lavorato sulla trasformazione (fegato), sull’eliminazione (reni, intestino, pelle) e sull’integrazione di movimento, alimentazione e meditazione, diventa naturale porsi una domanda diversa: come posso vivere ogni giorno in modo più leggero, senza dover “rimediare” continuamente?
La detox 4 nasce proprio da qui.

La detox come abitudine, non come emergenza
Quando il corpo è ascoltato, non ha bisogno di essere “ripulito” spesso.
Ha bisogno di ritmi, coerenza, presenza. La detox come stile di vita significa:
• scegliere con più consapevolezza ciò che introduciamo (cibo, pensieri, relazioni)
• imparare a riconoscere prima i segnali di sovraccarico
• accompagnare il corpo invece di forzarlo
È un cambio di prospettiva: dal fare detox al vivere in modo detox.

Il ruolo centrale del mindset
Qui entra in gioco il vero cuore di questa fase: il corpo segue la mente.
Se la mente è costantemente in tensione, in allerta, in giudizio, anche il corpo si irrigidisce e trattiene.
Uno stile di vita detox parte da un mindset più gentile:
• meno controllo
• meno rigidità
• più ascolto
Allenare il mindset significa imparare a:
• fermarsi prima di arrivare allo sfinimento
• concedersi pause senza sensi di colpa
• riconoscere ciò che appesantisce e scegliere di lasciarlo andare
La detox diventa così un atto quotidiano di cura mentale ed emotiva, non solo fisica.

Routine detox quotidiana – uno stile di vita possibile
Non servono gesti eclatanti. Servono piccole abitudini costanti.

Al mattino
• Acqua tiepida, respiro consapevole, qualche minuto di movimento dolce.
• Un’intenzione per la giornata: “Oggi scelgo ciò che mi sostiene.”

Durante la giornata
• Alimentazione semplice, stagionale, colorata.
• Pause brevi di consapevolezza: fermarsi, respirare, ascoltare il corpo.
• Movimento naturale: camminare, allungarsi, sciogliere le tensioni.

Alla sera
• Tisana, luce soffusa, rallentamento.
• Breve riflessione o journaling: cosa posso lasciare andare oggi?
• Respirazione o meditazione per accompagnare il riposo.

Alimentazione come alleata, non come regola
In questa fase l’alimentazione non è più detox in senso stretto, ma nutriente e rispettosa:
• cibi vivi, semplici, poco processati
• verdura e frutta di stagione
• cereali integrali
• spezie e piante amare come supporto quotidiano
Mangiare diventa un gesto di presenza, non di compensazione.

Movimento e presenza nel corpo
Il movimento non serve per “bruciare”, ma per far fluire.
Yoga dolce, stretching, camminata, esercizi di mobilità aiutano il corpo a non trattenere tensioni e ristagni.
Il corpo che si muove con dolcezza è un corpo che non accumula.

La lettura simbolica
La detox 4 rappresenta una maturità del percorso. Non c’è più l’urgenza di togliere, ma la saggezza di scegliere.
Simbolicamente:
• non ripulisci una stanza ogni volta che è invasa dal caos
• impari a non accumulare ciò che non serve
Questo vale per il corpo, per le emozioni, per la vita.

Scheda pratica – Detox come stile di vita
• Idratazione consapevole quotidiana
• Alimentazione semplice e stagionale
• Movimento dolce e costante
• Respirazione e meditazione quotidiana
• Ascolto dei segnali del corpo
• Scelte mentali più leggere e meno giudicanti

Riflessione consapevole
La vera detox non è un programma. È un modo di stare nella vita. È scegliere ogni giorno ciò che ti fa stare meglio, anche quando è scomodo, anche quando richiede lentezza.

Domande per te
• In quali ambiti della mia vita sto ancora accumulando troppo?
• Quali piccole abitudini posso cambiare per sentirmi più leggera ogni giorno?
• Che tipo di relazione ho con il mio corpo: ascolto o controllo?
• Cosa significa per me vivere in modo più consapevole?

Chiusura
La detox 4 non chiude il percorso, lo trasforma. Da pratica temporanea a stile di vita, da intervento a presenza. Ed è proprio qui che il benessere smette di essere qualcosa da rincorrere e diventa qualcosa da abitare.

[Detox 3 ] Il percorso completo: corpo, mente e anima in sinergia

“Liberare non significa perdere, ma fare spazio a ciò che sostiene la vita in profondità.”

Siamo ormai alla terza settimana della nostra rubrica detox.
Nelle prime due settimane abbiamo lavorato su due livelli fondamentali:
1. Fegato e trasformazione – il fuoco che purifica e metabolizza ciò che è in eccesso.
2. Reni, intestino e pelle – dare movimento e fluidità alle sostanze trasformate, permettendo al corpo di eliminare ciò che non serve più.

Oggi entriamo in una fase integrata, dove corpo, mente e anima lavorano insieme. Non è una ripetizione, ma una sinergia evolutiva, un percorso che rafforza i risultati già raggiunti e li amplifica. Negli ultimi giorni ho sentito il corpo più leggero, ma la mente e le emozioni avevano ancora qualche residuo da liberare: questa fase completa serve anche a questo, con strumenti nuovi, concreti e dolci.

Detox integrata – il percorso completo

Fase 1: Trasformare
Il fegato resta il grande alchimista, che continua a trasformare le tossine.
Ogni sostanza tossica, ogni residuo metabolico passa per il fegato, pronto per essere trasformato e lasciato andare.
La detox in questa fase significa stimolare la trasformazione senza forzare, dando al corpo ciò di cui ha bisogno per fare il suo lavoro in modo armonico.
Supporti principali: tarassaco, carciofo, curcuma, limone, acqua tiepida al mattino, masticazione lenta, respiro consapevole.

Fase 2: Drenare
Reni, intestino, pelle e linfa: i veri canali di eliminazione.
Se questi organi non funzionano in sinergia, anche il fegato più efficiente non basta. La detox integrata insegna a dare continuità e fluidità al percorso, sostenendo ogni organo nel suo compito.
Supporti principali: infusi drenanti, fibre vegetali, semi ammollati, probiotici, camminata lenta, stretching dolce, bagni caldi, spazzolatura a secco.

Fase 3: Ricaricare
Questa è la novità della terza settimana: alimentazione consapevole e meditazione.
Alimentazione: cibi colorati, ricchi di antiossidanti, frutta e verdura di stagione, cereali integrali.
Meditazione e rilassamento: 5–10 minuti di respirazione consapevole o meditazione guidata al giorno, per consolidare la detox e liberare stress e pensieri inutili.
Idratazione mirata: acqua tiepida e tisane depurative a piccoli sorsi durante la giornata.
Questa fase completa chiude il cerchio, armonizzando trasformazione, eliminazione e ricarica.

Lettura simbolica
Il percorso detox integrato ci ricorda che lasciare andare è un atto di fiducia, non solo fisica ma anche emotiva e spirituale.
• Il fegato ci insegna a trasformare ciò che appesantisce.
• I reni e l’intestino ci insegnano a fidarci del fluire della vita.
• La pelle e la linfa ci mostrano che il corpo sa eliminare ciò che non serve.
• Il movimento e la meditazione ci permettono di consolidare la leggerezza dentro e fuori.
In questo terzo appuntamento, la detox diventa uno stile di ascolto e presenza, un programma quotidiano che integra corpo, mente e anima.

Scheda pratica – Detox integrata (terzo appuntamento)

Fegato – Trasformare le tossine: tarassaco, carciofo, curcuma, acqua tiepida, masticazione lenta e respiro consapevole.

Reni & Linfa – Drenare e trasportare: infusi drenanti, acqua calda, camminata lenta e stretching dolce.

Intestino – Eliminare e regolare: fibre vegetali, semi ammollati, probiotici, ritmi regolari dei pasti.

Pelle – Espellere: spazzolatura a secco, bagni caldi, oli vegetali, attività dolce.

Alimentazione – Ricaricare: frutta e verdura di stagione, cereali integrali, alimenti colorati e ricchi di antiossidanti.

Mente/Spirito – Consolidare: meditazione o respirazione consapevole, 5–10 minuti al giorno.

Riflessione consapevole
La terza fase ci insegna che non esistono scorciatoie: il corpo ha i suoi tempi e ha bisogno di strumenti gentili, ma costanti.
Ogni piccolo gesto quotidiano, dalla tisana al respiro, dalla camminata alla meditazione, è un atto di cura e presenza.

Domande per te
• Cosa sto trattenendo che il mio corpo e la mia mente potrebbero lasciare andare?
• In quali momenti della giornata posso dedicarmi alla consapevolezza del respiro e al movimento dolce?
• Sto alimentando il mio corpo con ciò che lo sostiene davvero?
• Come posso integrare questo percorso detox nella mia vita quotidiana senza stress?

[Detox 1] Il fegato: l’arte di lasciare andare

Depurare il corpo per fare spazio all’energia
“Non possiamo trattenere tutto senza pagarne il prezzo.”

Dopo periodi di eccessi, alimentari, emotivi o semplicemente di vita, il corpo inizia a parlare più chiaramente. Succede anche a me: qualche giorno di cibo più abbondante, ritmi meno regolari, magari meno ascolto… e sento subito che qualcosa rallenta. La digestione si appesantisce, l’energia cala, la mente diventa più confusa. In questi momenti non sento il bisogno di “punirmi” con diete drastiche, ma di aiutare il corpo a fare ordine. Ed è qui che entra in gioco lui: il fegato, il grande laboratorio della disintossicazione, l’organo che più di tutti lavora in silenzio per proteggerci.

Questo primo articolo sulla detox nasce proprio così: come un invito dolce a ripulire, alleggerire, lasciare andare, senza rigidità, ma con consapevolezza.

Secondo la naturopatia
Il fegato è l’organo deputato alla detossificazione del sangue, al metabolismo dei grassi, degli zuccheri e delle tossine.
Ogni eccesso – cibo, farmaci, alcol, stress, emozioni trattenute – passa da lì.
Quando il fegato è sovraccarico, i segnali più comuni sono:
• digestione lenta
• gonfiore addominale
• stanchezza dopo i pasti
• pelle spenta
• irritabilità
• difficoltà a “smaltire” fisicamente ed emotivamente
Una detox efficace non è una privazione, ma un sostegno mirato.

Alimenti amici del fegato:
• verdure amare (cicoria, tarassaco, radicchio, carciofo)
• limone e agrumi
• curcuma e zenzero
• cereali integrali
• mele e pere

Rimedi naturali:
• infusi di tarassaco, cardo mariano, carciofo
• acqua tiepida con limone al mattino
• pasti semplici e ben combinati
• riduzione di zuccheri, alcol e cibi industriali

Lettura simbolica
In medicina energetica e psicosomatica, il fegato è legato alla rabbia trattenuta, al controllo, alla difficoltà di lasciar andare.
È l’organo che si irrigidisce quando accumuliamo troppo e non esprimiamo abbastanza.
Quando il fegato è affaticato, spesso nella vita stiamo:
• trattenendo emozioni
• sopportando oltre misura
• caricandoci di responsabilità che non sono solo nostre
Depurare il fegato significa anche sciogliere ciò che è rimasto bloccato dentro.

Riflessione consapevole
Ogni detox è una scelta di rispetto verso il corpo.
Non si tratta di “ripulirsi perché si è sbagliato”, ma di ascoltare un bisogno reale. Il fegato non chiede punizioni, chiede collaborazione. Chiede spazio, leggerezza, ritmi più umani. E quando lo aiutiamo, la risposta è immediata: più energia, più chiarezza, più calma.

Scheda naturopatica
Cosa accade nel corpo
Il fegato filtra tossine, metabolizza nutrienti e regola l’energia digestiva.
Quando è sovraccarico, tutto il sistema rallenta

Consigli pratici
• Inizia la giornata con acqua tiepida e limone
• Introduci verdure amare ogni giorno
• Bevi una tisana depurativa nel pomeriggio
• Cena leggera almeno 2–3 volte a settimana
• Mastica lentamente e respira prima di mangiare

Messaggio simbolico
Depurare il fegato significa dire: “Non ho bisogno di trattenere tutto. Posso lasciare andare.”

Domande per te
• Cosa sto trattenendo più del necessario?
• In quali ambiti sento di essere in sovraccarico?
• Cosa potrei semplificare, oggi, per stare meglio?
• Come posso prendermi cura del mio corpo senza rigidità?

Il sistema immunitario, giardino silenzioso che ci protegge

“La forza non è rigidità: è capacità di fiorire anche dopo l’inverno.”

Ogni anno, con l’arrivo della stagione fredda, nel mio studio tornano sempre le stesse domande: “Come posso rinforzare il sistema immunitario?” “Perché mi ammalo spesso?” “Perché mi sento più fragile del solito?” E ogni volta mi accorgo che dietro a queste domande c’è un mondo intero: stanchezza, sovraccarico, emozioni sospese, ritmi troppo serrati.
Lo so bene, perché anche il mio corpo, soprattutto negli ultimi anni, tra la malattia, l’intervento e i lunghi mesi di recupero, ha risuonato di tutto questo. Ho imparato sulla mia pelle che il sistema immunitario non è un guerriero che va in battaglia: è un giardiniere discreto che lavora in profondità, pota, ripulisce, cura, ripara. E quando la vita ci scuote un po’ troppo, lui è il primo a dirci: “Fermati. Riprendi fiato. Lasciami spazio.”
Oggi lo ascolto con più attenzione. Gli riconosco la sua saggezza.
E soprattutto ho imparato a non pretendere che sia forte quando io stessa non lo sono.

Il sistema immunitario dal punto di vista della naturopatia
Il sistema immunitario è una rete complessa formata da cellule, organi e tessuti che vivono in una comunicazione costante. Lavora giorno e notte senza che noi ce ne accorgiamo.

I suoi protagonisti principali sono:
• Linfociti → riconoscono virus e batteri
• Macrofagi → “mangiano” ciò che non appartiene al corpo
• Milza e linfonodi → filtrano, smistano, proteggono
• Intestino → la sede del 70% del nostro sistema immunitario
• Cute e mucose → le prime barriere naturali

I principali nemici della nostra immunità sono:
• stress cronico
• sonno insufficiente
• zuccheri e cibi processati
• poca esposizione alla luce naturale
• emozioni non elaborate (paure, sovraccarichi, tensioni)

Come sostenere il sistema immunitario con la naturopatia

  1. Alimentazione funzionale
    • Brodi vegetali caldi
    • Zuppe di legumi
    • Verdure di stagione (cavoli, zucca, radici)
    • Agrumi ricchi di vitamina C
    • Aglio, cipolla, zenzero
  2. Fitoterapia
    • Echinacea (fase iniziale)
    • Rosa canina (ricca di vitamina C naturale)
    • Propoli
    • Astragalo (per le debolezze di fondo)
  3. Stile di vita
    • 7–8 ore di sonno a notte
    • Camminate quotidiane
    • Riduzione dello stress con respirazione profonda
    • Alternanza tra attività e pause per non “svuotarsi”

La chiave simbolica: immunità come confine sacro
Il sistema immunitario rappresenta la nostra capacità di dire sì e dire no.
Di accogliere ciò che ci nutre e rifiutare ciò che ci invade. Quando attraversiamo lutti, ferite emotive o periodi complessi, il confine si assottiglia. Diventiamo più permeabili. Più vulnerabili.
È come se il corpo dicesse: “Ho bisogno di protezione, ma anche di tenerezza.” In fondo, l’immunità è un atto d’amore verso sé stessi.
Un modo per ricordarci chi siamo e cosa vogliamo tenere vicino.

Consigli pratici:
1. Bevi ogni mattina acqua tiepida e limone per pulire e risvegliare.
2. Fai una passeggiata di 20 minuti alla luce del giorno.
3. Introduci una tisana calda alla sera (timo, rosa canina, melissa).
4. Rallenta i ritmi quando senti stanchezza: forzarla indebolisce la difesa naturale.
5. Dormi con la stanza ben arieggiata o leggermente fresca.

Domande per te
• Dove sto esagerando e il mio corpo lo sta segnalando?
• Cosa sto trattenendo che mi toglie energia?
• Quale confine avrei bisogno di rafforzare?
• Cosa potrei introdurre oggi che nutra la mia vitalità?

Scheda finale

  1. Parole chiave

Vitalità • Calore • Protezione • Confini • Rigenerazione

  1. Sintomi più frequenti quando è in difficoltà

Stanchezza ricorrente • Infiammazioni frequenti • Raffreddori ripetuti • Recupero lento • Allergie

  1. Rimedi rapidi

Echinacea • Propoli • Vitamina C naturale • Riposo profondo •

Stanchezza cronica

Quando il corpo ti chiede di tornare a casa

“Il corpo parla a chi ha il coraggio di fermarsi ad ascoltarlo.”
-Un detto naturopatico che amo condividere-

Negli ultimi mesi molte pazienti mi hanno detto la stessa frase:
“Mi sento stanca in un modo diverso… non è solo fatica, è come se il corpo mi tirasse giù.”
E ogni volta sorrido dentro, perché so esattamente cosa intendono.
Lo sto vivendo anch’io: dopo il mio percorso di guarigione e gli ultimi cambiamenti profondi, la stanchezza arriva a ondate, con una voce tutta sua. È una stanchezza che non chiede stimoli, ma gentilezza. Non chiede di stringere i denti, ma di lasciarsi andare un momento, di respirare.
Ho imparato che quando il corpo parla così, non sta dicendo “sei debole”, ma “ti sto proteggendo”.
È un invito a tornare a casa, dentro di noi.

Parte naturopatica
La stanchezza cronica non è solo mancanza di energia: è uno squilibrio nel ritmo vitale, un dialogo che si interrompe tra corpo, emozioni e quotidianità.
Le cause più comuni in naturopatia sono:
stress prolungato, quindi esaurimento delle surrenali
carenza di micronutrienti (magnesio, ferro, vit. D, vit. B12)
ritmi disordinati di sonno e alimentazione
infiammare il corpo con troppi stimoli e poche pause
trasformazioni emotive profonde (lutti, cambiamenti, separazioni, paura)

E quando questi fattori si sommano, il corpo abbassa l’interruttore: ti obbliga a rallentare per proteggerti.

Rimedi naturali
• Magnesio supremo o bisglicinato per calmare il sistema nervoso e migliorare il recupero.
• Vitamina D se i livelli sono bassi (in questo periodo quasi sempre).
• Infuso di rosmarino per riattivare l’energia vitale.
• Melograno, arance, kiwi che sostengono vitalità e difese.
• Giornate a ritmo più lento, alternando attività e riposo (30 min azione / 15 min pausa).
• Massaggi con olio di sesamo tiepido sulle gambe e sui piedi per radicare.

Il corpo ritrova energia solo quando sente che non deve più difendersi.

Riflessione simbolica
In naturopatia la stanchezza cronica è un messaggero dell’Elemento Terra:
la nostra radice, il centro, il nutrimento. Quando la Terra si indebolisce, significa che:
• ci stiamo chiedendo troppo
• stiamo sostenendo più di quanto possiamo portare
• non stiamo ricevendo abbastanza nutrimento emotivo
• una parte di noi ha bisogno di essere accolta

La stanchezza, allora, diventa una preghiera silenziosa: torna al tuo ritmo. Torna a ciò che ti appartiene. Torna a te.

Riflessione consapevole
Non c’è nulla di sbagliato in te se ti senti stanca. La stanchezza è l’unico modo che il corpo ha per dirti: “Fermati, perché c’è qualcosa che non può essere ignorato.”
Ogni volta che ci concediamo il riposo, il corpo ripara.
Ogni volta che rallentiamo, l’anima respira.

Scheda naturopatica – Stanchezza ed energia vitale

Cosa accade nel corpo
• Le surrenali si affaticano con un calo di cortisolo fisiologico
• Il sistema immunitario chiede supporto
• Il sistema nervoso è in iperstimolazione
• Il corpo “chiude” per ricostruire

Consigli pratici
• Spegni stimoli inutili (tv, social, rumore) almeno per un’ora al giorno.
• Scegli cibi caldi, cotti, remineralizzanti.
• Cammina 10–20 minuti al giorno, senza obiettivo.
• Dormi o riposa quando il corpo lo richiede.
• Bevi tisane di rosmarino, liquirizia o avena.

Simbolo e messaggio interiore
La stanchezza cronica è una guida: ti porta nel luogo dove sei chiamata a tornare integra. È un invito a riscrivere i tuoi ritmi e a recuperare la tua energia sacra.

Domande per te
• Dove sto andando oltre il mio limite senza accorgermene?
• Cosa mi sta chiedendo il mio corpo che non ho ancora ascoltato?
• Da che cosa sento il bisogno di proteggermi?
• Cosa potrei lasciar andare per ritrovare energia?

Mille usi più uno dell’Aloe Vera

Non parliamo di magia ma dei reali benefici che l’Aloe Vera, una pianta davvero multiuso, apporta al nostro corpo e non solo, scopriamoli tutti:

  • Attività antiinfiammatoria
  • Attività lenitiva
  • Attività coagulante
  • Attività immunomodulante
  • Attività antiossidante

L’Aloe Vera apporta benefici effetti sulla pelle e può essere impiegata in cosmetica e dermatologia, avendo una forte azione dermoprotettiva, idratante ed emolliente. Abbondantemente utilizzata dall’industria della bellezza sotto forma di gel uso esterno, creme, saponi, lozioni corpo, creme viso, bagnoschiuma e shampoo.

Ripara rapidamente tessuti e membrane: infatti è utilizzata per ustioni, ferite, psoriasi, eczemi, vesciche, escoriazioni, scottature.

L’Aloe dona un ottimo sollievo immediato e duraturo per le punture di insetti, di piante urticanti. Protegge il cuoio capelluto ed è un ottimo balsamo, maschera per i capelli, impiegata anche per curare la forfora, o disfunzioni legate al cuoio cappelluto.

È anche un efficace battericida, per questo può essere utilizzata all’interno di una corretta igiene dentale.

La sua azione coagulante è efficace anche sull’afte e sulle ferite interne alla bocca.

Per la sua azione battericida e lenitiva può essere utilizzata anche per l’igiene intima per infezioni da funghi (candidosi) o altre infezioni genitali.

Infine forse non sapevate che l’Aloe Vera è un ottimo rimedio per trattare gran parte delle patologie anche dei nostri amici a quattro zampe: dal semplice utilizzo dell’igiene quotidiana a pratiche più prettamente curative, con la stessa modalità uso umano, variando chiaramente la posologia in base al peso dell’animale stesso.

Le piante officinali

Salvia, rosmarino, menta e molte altre. Ma attenzione: una pianta può essere “officinale” in un paese e non in un altro. Questo dipende delle regolamentazioni esistenti nei vari Stati secondo le quali le piante sono inserite all’interno di elenchi ufficiali…

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Acufene: gli oli essenziali più efficaci

Questo “sottofondo sonoro” costituito da ronzii e fischi colpisce circa 2,5 milioni di persone in Italia. Le conseguenze, per chi soffre di acufene, sono: problemi del sonno, nervosismo, mancanza di concentrazione, disequilibrio, addirittura depressione nella maggioranza dei pazienti.
In molti casi l’origine del disturbo è chiara: un concerto rock a 2 milioni di decibel, il ripetuto utilizzo di cotton fioc, un’otite non curata, la malattia di Paget, la sindrome di Ménière, una lesione all’orecchio o un tappo di cerume.
Più spesso di fronte a questo disturbo invalidante si possono fare solo ipotesi: il rumore sul posto di lavoro, nell’ambiente naturale, durante il tempo libero. Più si è esposti a rumori forti, più si rischia di soffrire di acufene. È anche possibile che la causa sia un problema più generale: affezioni vascolari , arteriosclerosi; oppure l’assunzione continua di farmaci, come gli antibiotici della famiglia delle streptomicine, aspirina, antinfiammatori non steroidei, pillola, diuretici, chemioterapici. Anche problemi alle articolazioni mascellari potrebbero dare questo tipo di conseguenza.

L’udito cala principalmente per ragioni fisiche, come abbiamo detto, per esempio, all’esposizione continua a forti rumori. Ma le cause possono essere anche di origine psicologica, come il rifiuto di “sentire le parole degli altri”. La capacità di udire implica anche obbedienza  e sottomissione, e spesso la sordità, o patologie legate alle orecchie, tra le quali appunto l’acufene, analizzate da un punto di vista simbolico -analogico, rappresentano  una forma di ribellione nei confronti di chi tende a soppraffare ed essere ossessivo. Alle volte si “diventa sordi” e ci lascia avvolgere in un suono continuo ed interrotto di suoni perché “stanchi di sentire”.

Esiste un rimedio naturaleelicriso italico in olio essenziale da massaggiare intorno all’orecchio (2 gocce) per 3 volte al giorno fino a sensibile miglioramento.
In caso di persistenza sostituire la formula potenziandola con:

1 goccia di Elicriso in olio essenziale
1 goccia di dragoncello in olio essenziale
1 goccia di lentisco in olio essenziale
1 goccia di cipresso in olio essenziale
1 goccia di ylang- ylang in olio essenziale
1 goccia di wintergreen  in olio essenziale

Il tutto veicolato in 3 gocce di olio di mandorle vegetale

Un ottimo rimedio fitoterapico è anche il Ginkgo Biloba capsule o fiale. Posologia 1- 2 capsule al giorno.

 

Tosse secca: come calmarla

La tosse secca è particolarmente fastidiosa, anche per quella sensazione di spossatezza, assenza di forze e peso sul petto. Premesso che va sempre accertata la causa di cui la tosse secca può essere sintomo – dato che può essere correlata a diverse patologie -, quando è collegata all’infezione delle vie respiratorie trovo molto utile l’olio essenziale di cipresso. Valgono le considerazioni fatte qui sulle cure naturali e sull’uso degli olii essenziali.
Un rimedio naturale che si può utilizzare in due modi: da applicare sul petto e sulla schiena, all’altezza dei bronchi, oppure da inghiottire (mi raccomando, deve sempre essere puro e di alta qualità, non comprate prodotti della cui provenienza e lavorazione non siete certi).

Da inghiottire
Versare 1 goccia di olio essenziale di cipresso in 1 cucchiaino da caffè di malto di riso o di sciroppo di acero, 1 zolletta di zucchero o una compressa neutrale e lasciare sciogliere
in bocca 4 volte al giorno

Da applicare: 
mescolate in un flacone parti uguali:
1 goccia olio essenziale di cipresso
1 goccia olio essenziale di eucalipto radiata
1 goccia olio essenziale di ravintsara
1 goccia olio essenziale di niaouli
4 gocce olio essenziale di calofilla
Massaggiare la schiena e il torace 4 volte al giorno per 10 giorni

Sono d’accordo con chi consiglia, quando si ha la tosse secca, di eliminare dall’alimentazione i latticini, perché contengono fosfolipidi che favoriscono la formazione di muco nel fegato.  È buona norma evitare anche gli zuccheri e favorire gli alimenti alleati del sistema immunitario: frutta e legumi freschi, aglio e cipolla (sempre che non ci siano controindicazioni per qualche altra ragione).