Tortino di zucca, lenticchie rosse e cuore di caprino

L’abbraccio tiepido dell’autunno.
Ci sono piatti che sanno di casa anche se non appartengono a nessuna tradizione precisa. Hanno il potere di riscaldare prima lo sguardo e poi l’anima, come una coperta leggera nelle sere più corte.
Questo tortino nasce così: dalla voglia di unire la dolcezza della zucca con la forza silenziosa delle lenticchie, in un abbraccio cremoso che si apre su un cuore di caprino. È un piatto semplice ma ricco di significato, un piccolo gesto di cura, una coccola che sa di equilibrio e rinascita.

Ingredienti (per 4 tortini o uno grande)

Per la base:
• 300 g di zucca (delicata o mantovana)
• 120 g di lenticchie rosse decorticate
• 1 cucchiaino di curcuma in polvere
• ½ cucchiaino di cumino
• Sale e pepe nero q.b.
• 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

Per il cuore:
• 120 g di formaggio di capra fresco (o feta per un gusto più deciso)

Per accompagnare:
• 150 g di yogurt greco naturale
• Succo e scorza di ½ limone
• Un filo d’olio extravergine d’oliva
• Foglioline di timo fresco (facoltative)

Procedimento

1. Preparare la base. Cuocere la zucca a fette in forno a 180°C per 25 minuti, finché morbida. Nel frattempo, sciacquare le lenticchie rosse e lessarle in acqua leggermente salata per 10-12 minuti, fino a farle sfaldare.
2. Frullare. Unire la zucca cotta, le lenticchie scolate, la curcuma, il cumino, l’olio e un pizzico di sale e pepe. Frullare fino a ottenere una crema densa e profumata.
3. Assemblare i tortini. Ungere leggermente gli stampini (o uno stampo unico). Versare metà del composto, adagiare al centro un pezzetto di caprino e coprire con il resto.
Cuocere in forno a 180°C per 20 minuti.
4. Servire. Lasciar intiepidire leggermente e servire con una salsa ottenuta mescolando yogurt, limone, olio e timo. Il contrasto tra il calore del tortino e la freschezza della salsa è la sua magia.

Lettura simbolica

Questo piatto racconta il centro caldo che ognuno di noi custodisce.
Le lenticchie, simbolo di rinascita e prosperità, rappresentano la forza della materia, la base su cui poggia ogni trasformazione.
La zucca, dolce e luminosa, parla di accoglienza e intuizione, della capacità di lasciar andare la forma per ritrovare la sostanza.
E al cuore, il caprino: bianco, morbido, vivo ,come la luce che resta anche quando fuori tutto si spoglia.
Ogni boccone è un invito a tornare al proprio nucleo, dove la vita continua a pulsare, silenziosa e piena.

Valore nutrizionale e benessere

Un tortino bilanciato e completo:
• Le lenticchie rosse sono fonte preziosa di proteine vegetali, ferro e fibre.
• La zucca apporta carotenoidi, vitamine A e C, e ha un effetto calmante sul sistema nervoso.
• Il caprino aggiunge calcio e proteine facilmente digeribili, mentre la curcuma e il cumino sostengono la digestione e hanno proprietà antinfiammatorie naturali.
È un piatto che nutre in profondità, favorendo calore, lucidità e centratura.

Introduzione al percorso 4C

Scopri un percorso straordinario per riconnetterti con te stesso e trovare equilibrio. Ogni settimana per te contenuti nuovi originali che integrano conoscenze bioenergetiche, discipline psicosomatiche e pratiche di consapevolezza interiore.

Mi chiamo Tiziana Sorrentino e da molti anni mi occupo di naturopatia, estetica funzionale e percorsi di riequilibrio mente-corpo, integrando conoscenze bioenergetiche, discipline psicosomatiche e pratiche di consapevolezza interiore.
Il mio lavoro nasce dal desiderio di aiutare le persone a ritrovare il proprio centro, a riconnettersi con il nucleo più autentico di sé, là dove il corpo, le emozioni e il pensiero tornano ad accordarsi in una stessa vibrazione di equilibrio.

Credo che la vera guarigione, in qualunque forma si manifesti, nasca da un ascolto profondo di sé: un ascolto che non si ferma al sintomo, ma ne ricerca il significato, trasformandolo in conoscenza e in possibilità evolutiva.

Nel tempo ho compreso che ogni cammino di crescita segue un ritmo naturale, un percorso che attraversa quattro passaggi fondamentali: Conoscenza, Crescita, Consapevolezza e Coscienza.
Da questa visione è nato 4C, un metodo che unisce esperienza, sensibilità e strumenti di lavoro sul corpo e sull’anima. Un invito a camminare verso la propria completezza, passo dopo passo.

Ogni settimana proporrò un tema di riflessione, esercizi pratici o energetici, una chiave di consapevolezza da portare nella vita quotidiana.
Non si tratta di un percorso teorico, ma di un viaggio da vivere: attraverso piccoli gesti, parole e silenzi che aiutano a osservare, comprendere e trasformare.

Il percorso 4C è pensato per chi sente il bisogno di ritrovare sé stesso, di riscoprire il senso profondo di ciò che vive e di trasformare anche le difficoltà in occasioni di crescita.
È un cammino per chi desidera ricucire il filo tra corpo e spirito, tra pensiero e respiro, tra ciò che appare e ciò che è.

Il Seme della Settimana
Ogni percorso di crescita ha bisogno di un piccolo seme da coltivare dentro di sé. Il Seme della Settimana è un pensiero, una frase essenziale che racchiude l’essenza del tema affrontato. Non è un motto da ricordare, ma un messaggio da sentire: un invito alla presenza, alla riflessione, alla gentilezza verso sé stessi.
Portalo con te nei giorni che verranno, lascialo germogliare nel tuo quotidiano. Con il tempo scoprirai che ciò che semini dentro di te fiorisce, silenziosamente, nella tua vita.

Benvenuti nel viaggio delle 4C , un cammino di ritorno a sé, di ascolto e di luce interiore.

Cappellacci di zucca e cacao con burro al rosmarino e noci

L’eleganza dell’autunno in un piatto

L.’autunno è la stagione del raccoglimento, del ritorno a sé. È il momento in cui la luce si fa più morbida e il calore si sposta all’interno, come in un respiro che si ritira per custodire la propria essenza.
Questi cappellacci racchiudono proprio questo: una dolcezza che incontra l’ombra, un equilibrio tra luce e profondità. Il cacao tinge la sfoglia di una tonalità terrosa, mentre la zucca, dorata e vellutata, riporta la dolcezza del sole estivo in ogni boccone.

Ingredienti (per 4 persone)

Per la sfoglia:
• 300 g di farina 00
• 30 g di cacao amaro in polvere
• 3 uova medie
• 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
• Un pizzico di sale

Per il ripieno:
• 400 g di polpa di zucca (delicata o mantovana)
• 100 g di ricotta fresca
• 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
• Noce moscata q.b.
• Sale e pepe nero q.b.

Per il condimento:
• 60 g di burro
• 2 rametti di rosmarino fresco
• 3 cucchiai di noci tritate grossolanamente
• Pepe nero macinato fresco

Procedimento
1. Preparare la sfoglia: disporre la farina e il cacao a fontana, aggiungere le uova, l’olio e il sale. Impastare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Avvolgere in pellicola e lasciar riposare 30 minuti.
2. Cuocere la zucca: tagliare la zucca a fette e cuocerla in forno a 180°C per 25-30 minuti, finché risulta morbida. Rimuovere la buccia e schiacciarla con una forchetta.
3. Preparare il ripieno: n unai ciotola unire la purea di zucca con la ricotta, il parmigiano, un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Mescolare bene fino a ottenere una crema densa e profumata.
4. Stendere la pasta e formare i cappellacci: tirare la sfoglia sottile (2 mm circa), ricavare dei quadrati, mettere al centro un cucchiaino di ripieno e chiudere a triangolo, poi avvolgere le estremità per formare il cappellaccio.
5. Cuocere e condire: cuocere in acqua bollente salata per 3-4 minuti. Nel frattempo, sciogliere il burro con il rosmarino in padella. Aggiungere le noci tritate e una macinata di pepe. Scolare i cappellacci e saltarli delicatamente nel burro aromatico.

Lettura simbolica
La zucca rappresenta la luce interiore che sopravvive al buio: cresce e matura quando la natura rallenta, custodendo in sé un’energia solare e dolce.
Il cacao, invece, incarna la profondità e la parte ombra: la materia che ci radica, che dà corpo e sostanza ai nostri pensieri.
Insieme creano un dialogo perfetto tra consapevolezza e piacere, tra introspezione e nutrimento sensoriale.
Mangiare questo piatto è come celebrare un’equilibrata unione tra anima e corpo, giorno e notte, luce e terra.

Valore nutrizionale e benessere
La zucca è ricca di betacarotene, fibre e antiossidanti: aiuta a rinforzare il sistema immunitario e a proteggere la pelle.
Il cacao amaro contiene flavonoidi che stimolano la produzione di serotonina, migliorando l’umore e la concentrazione.
Le noci offrono acidi grassi omega-3, utili per il cuore e per la memoria, mentre il rosmarino favorisce la digestione e ha un’azione tonica sul sistema nervoso.
Un piatto quindi non solo elegante e gustoso, ma capace di nutrire i sensi e calmare la mente.

Rinforza le tue difese immunitarie con la riflessologia plantare

Abbiamo visto come in autunno il nostro corpo possa diventare più vulnerabile e come sia importante sostenerlo con alimentazione, riposo e rimedi naturali. Accanto a questi strumenti, un aiuto prezioso arriva dalla riflessologia plantare, una pratica che lavora con delicatezza ed efficacia per riportare armonia nell’intero organismo.

La riflessologia plantare si basa sul principio che nel piede siano presenti punti riflessi collegati a organi e apparati del corpo. Attraverso pressioni mirate e manualità specifiche, è possibile stimolare le risorse naturali di autoguarigione e favorire un riequilibrio globale, sia fisico che energetico.

Oltre a dare un profondo senso di rilassamento e benessere, la pratica della riflessologia plantare aiuta il sistema immunitario a ritrovare forza e vitalità, sostenendo l’organismo proprio nei periodi di maggiore fragilità, come i cambi di stagione.

Per accompagnarvi in questo passaggio di stagione, ho pensato a una proposta speciale:

Pacchetto di 3 trattamenti di riflessologia plantare da 1 ora ciascuno
a soli 125 € invece di 195 €

Un percorso che non è solo un regalo al corpo, ma anche un atto di ascolto e cura di sé.

Lascia andare ciò che pesa, ritrova radici solide e prepara il tuo organismo ad affrontare con forza e serenità l’inverno che verrà.

Autunno, difese immunitarie e “il fuoco di Sant’Antonio”

L’Autunno è una stagione di passaggio, e ogni passaggio porta con sé un momento di fragilità. La natura si spoglia, le foglie cadono, i colori si fanno più caldi ma anche più malinconici. Il corpo umano non è estraneo a questo movimento: anche noi rallentiamo, ci confrontiamo con i primi freddi, con giornate più corte e meno luce.

Non a caso, proprio adesso fanno la loro comparsa i classici “malanni di stagione”: raffreddore, influenza, sinusite, tosse, mal di gola. Disturbi spesso considerati banali, ma che in realtà sono i primi segnali con cui il nostro organismo ci dice che le difese immunitarie si stanno abbassando.

Il sistema immunitario, infatti, è strettamente legato al nostro equilibrio globale: non è solo questione di virus o batteri, ma anche di energia vitale, di stress accumulato, di qualità del sonno, di come ci nutriamo e di come viviamo le nostre emozioni. Quando la stanchezza, la tensione o il carico psicologico diventano eccessivi, è come se la nostra “armatura” interna si indebolisse, e ciò che normalmente terremo sotto controllo trova il varco per emergere.

Tra i disturbi che in questo periodo si stanno manifestando sempre più spesso, c’è l’Herpes Zoster, conosciuto anche come “fuoco di Sant’Antonio”.

Il dato scientifico
L’Herpes Zoster non nasce “dal nulla”: è la riattivazione del virus della varicella, contratto magari decenni prima e rimasto silente nei gangli nervosi. Finché le difese sono forti, il virus resta dormiente; ma quando l’organismo è stanco o lo stress prende il sopravvento, può riemergere con tutta la sua potenza.
I sintomi sono inconfondibili: dolore bruciante, eruzioni cutanee, ipersensibilità nervosa. Un fuoco che non è solo fisico, ma anche profondamente emotivo.

La chiave simbolica e psicosomatica
Il fuoco di Sant’Antonio ci parla di una fiamma che cova dentro e che non può più restare nascosta. È un dolore che brucia lungo i nervi, la rete più intima della nostra sensibilità. I nervi sono i fili con cui percepiamo la vita: quando si infiammano, è come se dicessero che ciò che abbiamo trattenuto a lungo non può più restare nel silenzio.
Questo fuoco diventa allora una richiesta di ascolto: “C’è qualcosa che ti sta consumando dentro. Guardalo, non puoi più ignorarlo.”

Difese immunitarie: oltre l’integratore
Spesso pensiamo alle difese come a qualcosa da “integrare” con vitamine o prodotti naturali. Certo, sono strumenti utilissimi: la vitamina C, lo zinco, la vitamina D, i rimedi fitoterapici come l’Echinacea o l’Astragalo hanno una comprovata azione di sostegno immunitario.
Ma non basta. Le difese si costruiscono soprattutto ogni giorno, a tavola e nello stile di vita.
Alimentazione: privilegiare frutta e verdura di stagione (zucca, cavoli, mele, melograno), ricchi di antiossidanti e fitonutrienti, significa dare al corpo carburante di qualità. Ridurre zuccheri raffinati e cibi troppo elaborati aiuta a non alimentare l’infiammazione di basso grado che indebolisce le nostre barriere.
Ritmi e riposo: il sonno è il primo ricostituente immunitario. Un sonno regolare e ristoratore rafforza il sistema immunitario più di qualsiasi prodotto.
Gestione dello stress: pratiche come la meditazione, lo yoga, il respiro consapevole non sono “lusso”, ma veri strumenti terapeutici che aiutano ad abbassare il cortisolo, l’ormone che più di tutti logora le difese.
Sostegni naturali: oltre agli integratori, anche le tisane di piante adattogene (Rhodiola, Ginseng, Withania) e le essenze floreali possono accompagnare i periodi di vulnerabilità, restituendo equilibrio al terreno psico-fisico.

Il messaggio nascosto
Il fuoco di Sant’Antonio e, più in generale, i malanni di stagione, ci ricordano che non siamo macchine: siamo esseri viventi che respirano i ritmi della natura. Se la natura rallenta e lascia andare, anche noi dobbiamo imparare a farlo.
Ogni febbre, ogni tosse, ogni fuoco che brucia dentro è un invito a fermarsi, ad ascoltare, a scegliere consapevolmente cosa vogliamo trattenere e cosa possiamo lasciare andare.

Questo autunno chiediti:
• Sto dando al mio corpo ciò di cui ha davvero bisogno?
• Riesco a concedermi il riposo che merito?
• Quale “fuoco interiore” sto ignorando, e come posso trasformarlo in forza invece che in dolore?

La salute è una danza tra corpo, mente ed emozioni. L’autunno ci invita a trovare il passo giusto, ad accendere il nostro fuoco interiore non come fiamma che brucia, ma come luce che illumina.

Come vincere le intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari, principalmente, sono una vera e propria reazione tossica dell’organismo verso determinati alimenti, cibi comuni e insospettabili, i quali sono stati ingeriti in quantità eccessiva, e verso i quali, spesso, si è sviluppata una vera e propria dipendenza psicofisica.

Le intolleranze alimentari possono essere di due tipi: genetiche o acquisite. Le prime sono dovute ad una predisposizione biochimica di base presente nei geni, le seconde compaiono gradualmente o improvvisamente, spesso in concomitanza di periodi di forte stress, diete squilibrate, alterazioni della flora batterica intestinale, abuso di farmaci o situazioni che causano l’indebolimento del sistema immunitario , scatenando appunto, delle reazioni infiammatorie.
Importante non confonderle con le allergie, che hanno origini differenti.

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Le intolleranze alimentari possono essere causa di vari disturbi ricorrenti e persistenti, soprattutto a livello gastrointestinale, dermatologico o respiratorio.

I sintomi più frequenti di intolleranze alimentari sono: stanchezza psicofisica, insonnia, suscettibilità alle infezioni, stipsi o diarrea, dolori addominali, dolori muscolari, gonfiore, ritenzione idrica, calo o eccesso di peso corporeo, mal di testa, acidità di stomaco e difficoltà digestive, gastrite, afte, inappetenza o eccessivo appetito, sbalzi di umore, palpitazioni, vertigini, dermatiti, sensibilità agli allergeni, aggravamento delle patologie croniche preesistenti, eruzioni cutanee, raffreddori e altre infezioni ricorrenti delle vie aeree.

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Sovente la medicina tradizionale non attribuisce queste sintomatologie a problemi alimentari e le cure non ottengono risultati duraturi, prolungando il grado di tossicità nell’organismo.

Dopo aver individuato gli alimenti nocivi attraverso alcuni test  – i più comuni sono il Vega Test, Dria test, test ELISA, test muscolare Kinesiologico – la soluzione è eliminarli per qualche mese, sotto controllo medico, affinché l’organismo possa disintossicarsi completamente. In questo periodo è necessario sostituire tali alimenti con altri capaci di soddisfare le esigenze nutrizionali dell’organismo in maniera equilibrata, variandoli il più possibile, in maniera tale da non creare assuefazione, e quindi nuove intolleranze.

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Quando si eliminano dalla dieta gli alimenti o le sostanze sensibilizzanti, dopo pochi giorni si riscontrano i primi risultati positivi, come la riduzione o la scomparsa di sintomi e disturbi. I risultati si stabilizzano dopo almeno una quindicina di giorni. In particolare, se si è in sovrappeso, si può perdere rapidamente peso per la perdita di liquidi dovuta alla scomparsa di ritenzione idrica o dell’edema allergico e avere una netta diminuzione dello stimolo della fame. Questa reazione è normale ed è dovuta al riassestamento del metabolismo.

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Dopo il periodo di cura, sempre sotto controllo medico, si possono gradualmente reintrodurre questi alimenti nella normale alimentazione.

Le intolleranze alimentari più frequenti sono: frumento, latticini, zucchero bianco, soia, lievito, uova, additivi e conservanti. Ma è impossibile generalizzare, poiché l’unico sistema valido di verifica è il test individuale.

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Per prevenire la comparsa di intolleranze alimentari il consiglio è quello di avere una alimentazione sana ed equilibrata e il più varia possibile ricca di numerose proteine (per gli aminoacidi essenziali in esse contenute), vitamine, minerali e acidi grassi polinsaturi.

La mia linea di prodotti

Un altro piccolo tassello si aggiunge alla realizzazione di un progetto a cui tengo molto: la linea di prodotti naturali corpo e viso, creata su misura per le vostre esigenze! Non è banale e nemmeno scontato realizzare una linea di prodotti personalizzati, perché dietro c’è tanto lavoro: ricerca, informazione, studio, sperimentazione, contatti con aziende specializzate, verifiche di qualità degli ingredienti e delle formulazioni.

Oggi sono molte le aziende che forniscono un servizio di personalizzazione dei prodotti di cosmetica ma, per quanto valide siano e per quanto sul mercato si trovi una vasta gamma di prodotti, la differenza poi la fanno la professionalità e la competenza di chi si affida a loro, di chi sceglie di metterci la faccia, portando un valore aggiunto alla propria professione e portando risultati visibili alla clientela.

La scelta, insomma, non è casuale, ma il frutto di un lungo lavoro, ponderato e studiato nei particolari. E lo scopo non è mettere il mio logo su un flacone, ma trovare la giusta formula in base ai miei studi, alle mie convinzioni e soprattutto in base a più di trent’anni di lavoro con persone diverse. Con i miei prodotti, creati per le vostre esigenze, mi auguro di portare un piccolo contributo nel diffondere bellezza, benessere e salute tra i miei amati clienti, quelli storici e quelli futuri.

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Massaggio Tantra: 5 cose che forse non sai

Il massaggio tantrico è una pratica che fa parte del Tantra, una filosofia e una tradizione spirituale antica, originaria dell’India.
Il Tantra enfatizza l’espansione della consapevolezza, la connessione tra corpo, mente e spirito, e il raggiungimento di uno stato di unità ed estasi.

Il massaggio tantrico è uno degli elementi del Tantra che mira a promuovere il benessere fisico ed emotivo attraverso il tocco e l’energia.

Ecco alcuni aspetti chiave del massaggio tantrico:

Consapevolezza
Il massaggio tantrico incoraggia la consapevolezza del corpo, dei sensi e delle sensazioni. Chi lo riceve è incoraggiato a essere presente nel momento e ad accettare le sensazioni, senza giudizio.

Energia sessuale
Il Tantra considera l’energia sessuale come una fonte di energia vitale. Nel massaggio tantrico, l’energia sessuale viene canalizzata e diffusa in tutto il corpo per promuovere il rilassamento, il piacere e la consapevolezza.

Tocco sensuale
Il massaggio tantrico coinvolge grazie a un tocco sensuale e amorevole. Non si tratta solo di massaggi fisici, ma anche di un contatto emotivo profondo tra chi lo esegue e chi lo riceve.

Nessuna finalità sessuale
Nonostante coinvolga l’energia sessuale, il massaggio tantrico non ha l’obiettivo primario di portare all’orgasmo o al sesso.
Il suo scopo principale è quello di favorire il rilassamento, la connessione e il benessere generale.

Meditazione
Il massaggio tantrico può includere pratiche meditative, come la respirazione consapevole, per aiutare chi lo riceve a entrare in uno stato di profonda rilassatezza e consapevolezza.

È importante notare che il massaggio tantrico può essere praticato in modi diversi da vari insegnanti e praticanti, e le esperienze possono variare notevolmente da una persona all’altra. Il massaggio tantrico, inoltre, può essere praticato sia tra partner intimi che con un massaggiatore professionista.

È fondamentale che chiunque sia interessato a provare il massaggio tantrico lo faccia con consapevolezza, rispetto reciproco e con un praticante esperto e affidabile, dal momento che coinvolge questioni intime e personali.