Gli anti Age e la pelle

La bellezza inizia dalla pelle. Una pelle sana, liscia e luminosa riflette la salute e il benessere interiori. È soffice, uniforme, senza imperfezioni, visibilmente soddisfatta in tutte le sue esigenze e luminosa perché in perfetto equilibrio. In realtà ottenere una simile pelle è più semplice di quanto si creda e soprattutto di quanto l’industria cosmetica voglia farci credere.

Parliamo di anti Age e cerchiamo di capire cosa significhi in realtà! Questo termine è spesso tradotto come “anti età”. Ma in realtà questa traduzione non è del tutto corretta…
In ambienti cosmetici, il significato di Age non è età perché si tratta dell’acronimo di Advanced Glycation End-products, ovvero prodotti finali della glicazione avanzata. La glicazione è un processo interno degenerativo per la pelle: in termini chimici si manifesta quando una molecola di zucchero si attacca e irrigidisce le molecole di proteine che di solito sono libere di muoversi e sono circondate da molecole di acqua.
Il risultato è la formazione di una nuova struttura rigida detta glicoproteina (che in questo caso è il prodotto finale della glicazione avanzata). Questa sostanza è attualmente considerata una delle maggiori responsabili della comparsa di rughe e del processo di invecchiamento, non solo della pelle.
Gli Age sono una delle cause principali di numerosi disturbi generativi, tra cui arteriosclerosi, malattie vascolari, disfunzioni renali e alterazioni neurologiche. La formazione di Age può essere endogena oppure esogena. La formazione endogena è causata dalla reazione interna tra zuccheri e proteine ed è favorita dal consumo di zuccheri e alimenti di alto valore glicemico, cioè convertiti velocemente in glucosio. Questi legami con il glucosio si diffondono in tutto un organismo: nella pelle, nei vasi sanguigni, nelle ossa, nel cervello, nei diversi organi e tessuti. Producono una degenerazione e un mal funzionamento di tutti gli organi. La formazione esogena si aggiunge a quella endogena. Queste sostanze non vengono prodotte internamente ma spesso vengono introdotte direttamente nell’organismo attraverso certi tipi di cibi e di cottura.

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In particolare la frittura, la grigliatura e la caramellatura contengono Age che conferiscono, oltre a colore e sapore, anche sostanze naturalmente tossiche! È possibile contrastare visibilmente il processo di glicazione avanzata e la formazione di Age attraverso uno stile di vita che prenda in considerazione alcuni accorgimenti, ma non solo! È anche necessario utilizzare prodotti specifici. In questo caso i cosmeceutici sono gli unici in grado di riparare le cellule danneggiate dagli zuccheri e attivare il processo di deglicazione. Grazie ai loro principi attivi liberano le fibre di collagene dall’irrigidimento causato dagli zuccheri , che porta rughe e cedimenti cutanei.
Bisogna sempre verificare che i prodotti anti Age che si iniziano a usare dopo i 40 anni siano dei veri e propri riparatori di Age, e non dei generici antietà.

Uno dei fattori che maggiormente incidono sulla produzione di Age e sull’invecchiamento è proprio l’alimentazione, che va considerata in base alla presenza di antiossidanti, al bilancio delle sostanze chimiche che contiene e alla quantità di calorie che produce.
La scienza anti Age sostiene poi che uno dei fattori più importanti per contrastare l’invecchiamento sia un riposo ottimale, che si aggira tra le 7 e le 9 ore per notte. Un sonno insufficiente produce una mancata riduzione del cortisolo plasmatico, l’ormone dello stress presente nel sangue. La mancanza di sonno determina infatti un innalzamento o abbassamento squilibrato di vari altri ormoni riducendo il loro effetto protettivo sull’organismo e sulla pelle, sul sistema immunitario, sulla funzionalità cardiaca, polmonare e cerebrale. Inoltre se il corpo è in deficit di energia non può impiegare le sue risorse per riparare i processi interni e la pelle, perché fa già fatica a provvedere alle funzioni di base e alle attività quotidiane. La degenerazione avanza.

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Vi sono molti prodotti per la salute e lo splendore della pelle, ma il più importante tra tutti è completamente gratuito ed è a disposizione dal primo all’ultimo giorno della vita. Si tratta della respirazione che, praticata come esercizio cosciente, può aumentare l’ossigenazione dei tessuti e favorire la tonicità e la luminosità della pelle, oltre a contrastare la cumulo dei radicali liberi. Il segreto è fermarsi almeno 5 minuti al giorno per respirare lentamente e profondamente. Anche da seduti con le braccia e le gambe non incrociate, la schiena dritta, inspirando ed espirando dal naso e non dalla bocca. Se ci si osserva prima e dopo l’esercizio si vede subito la differenza sulla pelle: è più rosea è più distesa.
L’attività fisica permette di mantenere una sala circolazione e una corretta ossigenazione che favoriscono l’eliminazione delle scorie e attivano i processi di riparazione e mantenimento. Sono indicati esercizi di tipo aerobico o di resistenza muscolare da praticare almeno 30 minuti al giorno per almeno 5 giorni la settimana.
A lungo termine l’attività fisica moderata, come camminare, nuotare o andare in bicicletta, risulta la più praticabile ed efficace.

 

Il lato leggero della bellezza

La pelle è lo specchio diretto dello stato interno di salute ed è influenzata in particolare da due organi che sono il fegato e l’intestino, e dai sistemi circolatorio e linfatico. Per questo è importante avere grande cura di questi sistemi. I risultati migliori si ottengono seguendo un programma personalizzato di cura della salute e, insieme, della pelle. Non come soluzione temporanea, ma come scelta consapevole in cui credere ogni giorno e da seguire scrupolosamente. La bellezza interna si riferisce alla qualità profonde che comprendono il carattere, lo stato mentale la sfera emozionale. Come le fattezze del corpo possono essere modellate da dieta ed esercizio, allo stesso modo il carattere può essere reso più dolce e piacevole, la mente può essere allenata a coltivare pensieri positivi e le emozioni possono essere armonizzate, con pratica e pazienza. Tutto nasce dall’accettazione di se stessi e dal desiderio di mantenersi in forma, che porta ad avere maggiore cura di sé e accrescere il piacere di sentirsi bene ed essere più gradevole agli occhi degli altri.
Il carisma si manifesta quando la persona raggiunge un perfetto equilibrio tra bellezza interna e quella esterna.
Più la persona è in armonia con se stessa più emana una radiosa luce, magnetica, negli atteggiamenti e nelle espressioni del viso, fattori che attirano più della bellezza convenzionale. Il carisma aumenta quando ci si sente intelligenti, vitali e pieni di energia, quando si è sinceri e si vive con entusiasmo. In conclusione: la ricetta migliore per la bellezza è la gioia di vivere.
Una persona bella ma con un animo triste, senza senso dell’umorismo e priva di amore per se stessa (e per gli altri) è sicuramente meno attraente di una persona con qualche visibile difetto, ma amante della vita e positiva con se stessa e con le persone che la circondano. Certo che non si può essere sempre al massimo: a volte ci si sente abbattuti e di cattivo umore, vulnerabili o insofferenti a seconda delle situazioni. In questi momenti la prima cosa da fare è ricordarsi che gli stati d’animo possono variare perché dipendono da noi, non dalle circostanze esterne!
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La gioia è parte integrante della bellezza ma non si può acquistare in profumeria: è uno stato interiore di soddisfazione, di contentezza, tenuti insieme dalla saggezza. Quando si è felici, si prova pace e gratitudine, anche se la vita riserva delle difficoltà. Ma la gioia va scelta ogni giorno, non ricercata: è gratis, disponibile per tutti perché dipende dall’atteggiamento interiore. La vita è ciò che noi viviamo e come lo viviamo: alcune persone rimangono serene anche se sommerse da ogni sorta di problema mentre altre, a cui non mancano agiatezza e beni materiali, sono sempre tese e infelici. E tutto questo si riflette in maniera esponenziale sul nostro aspetto estetico esterno e si manifesta attraverso la pelle. Il nostro volto, che è la parte più esposta, diventa il nostro biglietto da visita e apriporte nel mondo sociale e materiale.

 

 

Il concetto di bellezza ed estetica

 

Per molti la bellezza delle cose o degli esseri esiste in se stessa in quanto è una loro proprietà intrinseca che li contraddistingue e li qualifica; per altri invece la bellezza è un semplice prodotto della nostra mente, che non esiste in se stessa, ma soltanto in noi e nella proiezione del nostro spirito. Nella prima concezione, la bellezza è universale, assoluta, elargita dalla natura (di cui facciamo parte) da un’entità superiore appunto; per la seconda concezione invece la bellezza è relativa a noi stessi, mutabile quindi con i tempi, con le civiltà, con i luoghi e gli individui. Senza addentrarci troppo in queste puntualizzazioni filosofiche si potrebbe dire che la bellezza nasce dall’uomo come coscienza sensibile di differenziazione delle cose, specifica solo in lui, a differenza di tutti gli esseri animati dalla vita. Con l’emergere nell’uomo della coscienza estetica, egli sente di voler manifestare una propria creatività sul piano pratico. L’esigenza estetica nasce quindi come istinto cosciente della ricerca dell’armonia, della forma, del ritmo e della perfezione. In altri termini, ogni individuo, attraverso l’estetica, può essere trasformato in opera d’arte, in edizioni e forme diverse. Non occorre essere belli per sembrarlo: c’è una bellezza che si riceve dalla natura e c’è una bellezza che possiamo crearci da noi. Questa bellezza fittizia ha il grande vantaggio su quella congenita di essere variabile a piacere. Individui che si creano la loro bellezza sono i “veri padroni del proprio aspetto” e quindi possono essere ciò che vogliono. Solo così, mettendo in risalto attraverso i trattamenti estetici le proprie doti naturali, consenso d’arte e misura, si può conseguire quella bellezza che attraverso i tempi ha sempre costituito motivo di ammirazione estetica e incondizionata da parte dell’uomo.
Tuttavia il mondo della bellezza, oggigiorno, sembra oramai essere diventato una giungla sia per le donne che per gli uomini: migliaia di prodotti e trattamenti, con altrettante promesse scientifiche o stravaganti, infiniti richiami pubblicitari, innumerevoli possibilità di scelta. I trattamenti estetici ai quali si ricorrere per la cura della pelle, dei capelli, del viso e del corpo sono infiniti. Nel XXI secolo abbiamo a disposizione oramai tutto e anche più di tutto e desideriamo ottenere il massimo dei risultati nel minor tempo possibile.

 

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La pelle:  struttura anatomica e funzionale  e significato simbolico

La pelle, insieme allo sguardo, è il primo strumento di comunicazione tra noi e il mondo. Attraverso la superficie corporea entriamo in contatto con l’esterno già nella vita intrauterina e l’esperienza continua dopo la nascita con i giochi, le carezze, i baci e le cure materne e paterne. La relazione con gli altri inizia da queste prime fondamentali sensazioni corporee. Il ruolo della pelle è essere il confine tra noi e l’esterno: la pelle vuole essere il mezzo di seduzione per attirare gli altri empaticamente, ma anche il limite tra la nostra e l’altrui sensibilità, perché rivela, nostro malgrado,  ciò che accade dentro ciascuno di noi! La pelle è lo specchio delle interazioni tra due mondi intraprendenti: l’interiorità e l’esteriorità in continua comunicazione. La pelle svolge funzioni fondamentali per la sopravvivenza essendo organo di protezione, di rivestimento, di contenimento, di termoregolazione, di secrezione e anche organo di senso e del tatto che è il più esteso organo sensoriale del corpo di cui è impossibile escludere l’attività continua. Noi riceviamo, nostro malgrado, stimoli derivanti dal contatto, dal dolore, dal freddo, dal caldo, dalla pressione sull’intera superficie corporea. Questi contatti sono dei messaggi di riconoscimento, interesse, ostilità, amore.
La pelle è il centro di ricezione sensoriale che crea una rete di stimoli e di risposte tra l’individuo e l’ambiente. Basti sapere che la maggioranza dei ricettori tattili è nei polpastrelli, e ciò spiega come mai le mani siano per eccellenza un organo “visivo” predominante.  Altri recettori sono responsabili dalla percezione del freddo e del caldo. Le labbra solo uno dei punti di massima sensibilità percettiva ed è per questo che il bambino esplora la quantità e la qualità degli oggetti portandoli alla bocca. Senza questa libera attività esplorativa dell’infanzia la conoscenza del mondo circostanze e delle sensazioni corporee che ne derivano resterà un’esperienza tronca, con ripercussioni sulla futura capacità di muoversi con sicurezza in relazione al mondo esterno.

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Il viaggio attraverso i segreti della bellezza quindi non può che cominciare dalla pelle. Da un punto di vista strutturale la pelle, o cute, è un apparato continuo, elastico, distendibile che riveste completamente la superficie del corpo umano, e come abbiamo detto è l’organo più esteso del corpo (circa 2 m²) e corrisponde circa al 15%  del peso di tutto il corpo: è un organo che si rinnova continuamente con spessore, colorito che varia a seconda della razza, dell’età, del peso, del sesso e della ragione corporea. Oltre a svolgere le numerose funzioni che abbiamo già elencato, la pelle è di protezione degli organi interni e degli agenti infettivi, da corrente elettriche a bassa intensità e da sostanze debolmente caustiche  o irritanti. Mantiene una temperatura corporea a 37 °C affinché le reazioni chimiche dell’organismo avvengano in modo ottimale. Elimina scorie e tossine tramite le secrezioni sebacee e sudoripare e grazie ai dotti pilo sebacei (i condotti attraverso i quali peli e sebo raggiungono la superficie) assorbe sostanze liofile, cioè affini ai grassi.

Per comprendere come un cosmetico funziona sulla pelle però è opportuno conoscere la struttura della pelle.

La pelle è costituita da tessuto epiteliale, vale a dire una membrana che avvolge il nostro corpo fungendo da involucro di protezione, sia dall’ambito esterno (la pelle) che dall’ambito interno (altri tipo di tessuto epiteliale) 

La pelle è formata da tre strati:

  1. epidermide: il più superficiale 
  2. derma: lo strato intermedio 
  3. ipoderma: il più profondo 

Ogni strato ha caratteristiche ben precise, che lo differenziano dagli altri e in modo chiaro e determinato.

1. Epidermide

È un particolare tipo di tessuto che non presenta né una circolazione sanguigna ne linfatica, ma è proprio in questo strato che avviene il rinnovamento cellulare. Le cellule nascono nella parte più profonda dell’epidermide e il 25-30 giorni “migrano” verso la superficie. Da un punto di vista sia atomico che funzionale l’epidermide si definisce strato corneo (superficiale).
Lo stato corneo è costituito da cellule morte, dure o piatte. Le cellule hanno origine in realtà nello stato germinativo e salgono verso la superficie. Le cellule qui cominciano a produrre la cheratina (una proteina fibrosa presente nell’organismo sotto forma molle o dura) che si accumula completamente all’interno della cellula.  Quindi avviene il cosiddetto processo di cheratinizzazione, in cui le cellule vengono gradualmente trasformata in lamelle cornee prive di vita e formano una validissima barriera protettiva. Il ciclo è continuo e man mano che le cellule si sfaldano e cadono vengono sostituite da quelle nuove che nel frattempo si sono trasformate. Quando c’è equilibrio tra la produzione e l’eliminazione di queste cellule la pelle presenta uno spessore normale. Viceversa sarà piuttosto spessa se le cellule cornee non vengono eliminate velocemente e sottile se sono eliminate troppo velocemente.

2. Derma

Il derma è lo stato connettivo appena sotto l’epidermide, dove è presente una lamina sottile che è collegata attraverso sottilissime fibre elastiche chiamate elaunina. Le stesse poi si ramificano più sotto e prendono il nome di elastina. Lo strato del derma presenta un proprio circolo, sia sanguigno che linfatico, che dato il calibro dei vasi piuttosto ridotto viene definito microcircolo cutaneo, ed è formato da una componente cellulare (dove l’acido jaluronico svolge una funzione di vitale importanza) e da una componente intracellulare (fibre di collagene, fibre elastiche e fibre reticolari).
Il collagene è la proteina più diffusa e rappresenta 1/3 di tutte le proteine dell’organismo

3. Ipoderma

È lo strato più profondo dove sono presenti cellule ricche di grasso, vasi, nervi e annessi.

È indispensabile conoscere esattamente il tipo di pelle per essere in grado di applicare le sostanze cosmetiche più indicate durante i trattamenti.
L’attività delle ghiandole sebacee sudoripare è fondamentale per determinare il tipo di pelle: una giusta secrezione di queste ghiandole determina uno strato protettivo misto di acqua e grassi che conferisce all’epidermide qualità particolari, quali la morbidezza e l’elasticità, rendendola idonea ad opporsi a fattori negativi esterni. Una disfunzione di queste ghiandole da luogo a tipi di pelle diversa dal normale. 

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In base al concetto appena espresso, quindi è fondamentale prima di utilizzare un cosmetico, classificare il tipo di pelle che si deve trattare. 

Normalmente la pelle viene distinta in: 

  1. pelle normale 
  2. pelle mista 
  3. pelle grassa e acneica 
  4. pelle secca o ipolipidica 
  5. pelle sensibile 
  6. pelle couperosica 


La cosmesi

Oggi si fa un gran parlare di naturale e come risposta alla crescente richiesta di ridimensionamento generale, soprattutto nella cosmesi, è iniziato da qualche anno un ritorno alle sostanze naturali. Le piante sono sempre state utili sia dal punto di vista della salute sia da quello della bellezza, tanto che molte di loro sono diventate indispensabili. Ma vediamo cosa si intende con il termine “cosmetico”.

Il termine cosmetico deriva dal greco “cosmeo” che significa “adornare” “truccare”: ma tale concetto è alquanto limitato ai giorni nostri. 

Oggi giorno per definire i prodotti cosmetici e le funzioni ad essi attribuiti si fa riferimento ad una legge che disciplina l’intero settore,  e che definisce cosmetico “le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinati ad essere applicati sulla superficie esterna del corpo umano (o sui denti o sulle mucose della bocca) allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato”.

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I prodotti cosmetici svolgono infatti diverse funzioni: igienica, eutrofica (nutrimento) ed estetica.

Queste tre funzioni possono operare sia indipendentemente che coesistere a seconda dei casi. Esempio: un sapone svolge un’azione prettamente igienica; una crema idratante sicuramente eutrofica; un moderno shampoo-balsamo svolge un’azione igienica ed eutrofica contemporaneamente, un trucco può esaltare la bellezza e quindi avere una funzione estetica.
Anche se chiaramente la legge non impone conoscenze specifiche per utilizzare i prodotti che sono sul mercato, prima di passare a vedere di cosa si compone un prodotto cosmetico sarebbe opportuno avere una piccola conoscenza generale di base. Questo al solo scopo di  capire come funziona un cosmetico e il suo utilizzo e affinché possiamo fare delle scelte utili e consapevoli.

Una visione olistica

όλος in greco significa “tutto, intero”. Quando diciamo che la naturopatia è una scienza che ha una visione olistica significa perciò che guarda all’essere umano come a un soggetto intero, non come a un insieme di organi separati e sintomi localizzati che non hanno rapporti tra loro. Diversamente dalla medicina tradizionale occidentale, la naturopatia lavora sull’individuo nella sua interezza, agendo su tutti i livelli: fisico, emotivo, mentale e spirituale, ed evidenziando il collegamento tra mente, corpo e spirito.
Per la naturopatia una persona non è frazionabile in parti, ma è piuttosto un microcosmo all’interno di un sistema più ampio, nel quale è in atto una continua interazione di materia ed energia.

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Anche le linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la salute ed il benessere citano alcune tecniche corporee delle tradizioni orientali e occidentali come patrimonio di conoscenza da rivalutare e utilizzare per prevenire i disagi e migliorare la qualità della vita. Questo per dire che l’olismo non è una novità, anzi: si ritrova nella storia sociale e nella cultura di pressoché tutti i popoli fin dai tempi più antichi, dalla sapienza antica orientale alle basi concettuali della scienza occidentale.
Per secoli Oriente ed Occidente sono rimasti separati da visioni diverse della realtà e dell’esistenza. In Occidente l’attenzione alla dimensione razionale ha determinato lo sviluppo scientifico e tecnologico, ma la perdita, soprattutto con l’Illuminismo, di una visione “olistica” della vita.
D’altro canto le discipline e le filosofie orientali sono da sempre conosciute per la
profonda spiritualità, la saggezza e gli approcci terapeutici.

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In entrambe le tradizioni si trovano tecniche, poi riprese dalla naturopatia, che hanno come scopo principale quello di lavorare non sul quadro sintomatico, e quindi sulla parte malata, ma quello di stimolare le risorse interiori dell’individuo, ricercando le cause del disagio non solo a livello locale e fisico, ma anche mentale e spirituale, e di ripristinare l’equilibrio dei diversi livelli in un’ottica di guarigione e benessere globali.

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Tra le terapie occidentali riprese e sviluppate dalla naturopatia ci sono: l’omeopatia, la fitoterapia, diverse tecniche di massaggio –  bioenergetico, californiano, sportivo, intuitivo – l’iridologia, l’ipnosi, il training autogeno. Tra le tecniche olistiche orientali più conosciute e applicate in naturopatia ci sono: la medicina cinese, la riflessologia plantare, il massaggio ayurvedico, il tantra, lo yoga, il reiki, l’agopuntura, il tai chi chuan, e per estensione gli “stili interni” dei vari karate, judo, kung fu, aikido.

Cos’è la naturopatia

Conoscere il linguaggio del corpo, imparare ad ascoltarlo, comprenderne i messaggi simbolici, assecondarne le inclinazioni. Sono tutti passaggi fondamentali per ristabilire un equilibrio interiore e controllare lo stress.

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La naturopatia ci soccorre e ci aiuta a trovare la via migliore e più naturale per vivere in sintonia con noi stessi. La naturopatia è una disciplina ispirata a una visione olistica di mente e corpo e rappresenta la sintesi dei metodi naturali al servizio del benessere e della qualità della vita.

Anche nelle linee guida dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la salute e il benessere si fa riferimento a tecniche corporee delle tradizioni d’Oriente ed Occidente che vanno rivalutate per prevenire i disagi e migliorare la qualità della vita.

Massaggio, riflessologia, rilassamento, movimento, educazione alimentare, iridologia: sono solo alcuni degli strumenti elettivi con approccio olistico che si utilizzano per ristabilire l’equilibrio psico-fisico.

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In questo contesto emerge la figura del naturopata, esperto nella prevenzione e nel riequilibrio, nell’educazione e promozione della salute individuale, familiare, sociale e ambientale.
Il campo di azione del naturopata non è medico, non avendo finalità né diagnostiche né terapeutiche, ma  esclusivamente di stimolo educativo delle capacità di autoguarigione della persona.