Il sistema immunitario, giardino silenzioso che ci protegge

“La forza non è rigidità: è capacità di fiorire anche dopo l’inverno.”

Ogni anno, con l’arrivo della stagione fredda, nel mio studio tornano sempre le stesse domande: “Come posso rinforzare il sistema immunitario?” “Perché mi ammalo spesso?” “Perché mi sento più fragile del solito?” E ogni volta mi accorgo che dietro a queste domande c’è un mondo intero: stanchezza, sovraccarico, emozioni sospese, ritmi troppo serrati.
Lo so bene, perché anche il mio corpo, soprattutto negli ultimi anni, tra la malattia, l’intervento e i lunghi mesi di recupero, ha risuonato di tutto questo. Ho imparato sulla mia pelle che il sistema immunitario non è un guerriero che va in battaglia: è un giardiniere discreto che lavora in profondità, pota, ripulisce, cura, ripara. E quando la vita ci scuote un po’ troppo, lui è il primo a dirci: “Fermati. Riprendi fiato. Lasciami spazio.”
Oggi lo ascolto con più attenzione. Gli riconosco la sua saggezza.
E soprattutto ho imparato a non pretendere che sia forte quando io stessa non lo sono.

Il sistema immunitario dal punto di vista della naturopatia
Il sistema immunitario è una rete complessa formata da cellule, organi e tessuti che vivono in una comunicazione costante. Lavora giorno e notte senza che noi ce ne accorgiamo.

I suoi protagonisti principali sono:
• Linfociti → riconoscono virus e batteri
• Macrofagi → “mangiano” ciò che non appartiene al corpo
• Milza e linfonodi → filtrano, smistano, proteggono
• Intestino → la sede del 70% del nostro sistema immunitario
• Cute e mucose → le prime barriere naturali

I principali nemici della nostra immunità sono:
• stress cronico
• sonno insufficiente
• zuccheri e cibi processati
• poca esposizione alla luce naturale
• emozioni non elaborate (paure, sovraccarichi, tensioni)

Come sostenere il sistema immunitario con la naturopatia

  1. Alimentazione funzionale
    • Brodi vegetali caldi
    • Zuppe di legumi
    • Verdure di stagione (cavoli, zucca, radici)
    • Agrumi ricchi di vitamina C
    • Aglio, cipolla, zenzero
  2. Fitoterapia
    • Echinacea (fase iniziale)
    • Rosa canina (ricca di vitamina C naturale)
    • Propoli
    • Astragalo (per le debolezze di fondo)
  3. Stile di vita
    • 7–8 ore di sonno a notte
    • Camminate quotidiane
    • Riduzione dello stress con respirazione profonda
    • Alternanza tra attività e pause per non “svuotarsi”

La chiave simbolica: immunità come confine sacro
Il sistema immunitario rappresenta la nostra capacità di dire sì e dire no.
Di accogliere ciò che ci nutre e rifiutare ciò che ci invade. Quando attraversiamo lutti, ferite emotive o periodi complessi, il confine si assottiglia. Diventiamo più permeabili. Più vulnerabili.
È come se il corpo dicesse: “Ho bisogno di protezione, ma anche di tenerezza.” In fondo, l’immunità è un atto d’amore verso sé stessi.
Un modo per ricordarci chi siamo e cosa vogliamo tenere vicino.

Consigli pratici:
1. Bevi ogni mattina acqua tiepida e limone per pulire e risvegliare.
2. Fai una passeggiata di 20 minuti alla luce del giorno.
3. Introduci una tisana calda alla sera (timo, rosa canina, melissa).
4. Rallenta i ritmi quando senti stanchezza: forzarla indebolisce la difesa naturale.
5. Dormi con la stanza ben arieggiata o leggermente fresca.

Domande per te
• Dove sto esagerando e il mio corpo lo sta segnalando?
• Cosa sto trattenendo che mi toglie energia?
• Quale confine avrei bisogno di rafforzare?
• Cosa potrei introdurre oggi che nutra la mia vitalità?

Scheda finale

  1. Parole chiave

Vitalità • Calore • Protezione • Confini • Rigenerazione

  1. Sintomi più frequenti quando è in difficoltà

Stanchezza ricorrente • Infiammazioni frequenti • Raffreddori ripetuti • Recupero lento • Allergie

  1. Rimedi rapidi

Echinacea • Propoli • Vitamina C naturale • Riposo profondo •

Fibromialgia, quando il corpo diventa una bussola ultrasensibile

«Ci sono dolori che non chiedono di essere combattuti, ma ascoltati.»

Convivo con la fibromialgia da molti anni. Lo racconto poco, quasi in punta di piedi, perché è un disturbo che spesso sfugge alle parole, come un filo invisibile che stringe e allenta senza preavviso. La mia vita si è intrecciata con questo corpo ultrasensibile che reagisce come un diapason: ogni tensione, emozione, stanchezza o cambiamento vibra dentro, a volte in modo forte, a volte lievissimo ma costante.
Col tempo mi sono accorta che questa sensibilità non era solo un limite: era anche una guida. Mi obbligava a rallentare, a scegliere, a distinguere ciò che mi nutre da ciò che mi consuma.
E molte pazienti arrivano da me esattamente con lo stesso sussurro nel corpo: “Mi sento fragile, tesa, sempre in allerta.”

Cos’è la fibromialgia (vista con gli occhi della naturopatia)
La fibromialgia non è “solo dolore”. È un insieme di segnali corporei che si accendono come lucine intermittenti:
• dolori muscolari diffusi
• rigidità
• stanchezza profonda
• disturbi del sonno
• mente annebbiata (“fibro-fog”)
• una reattività interna che amplifica tutto

A livello naturopatico, la vediamo come una iper-sensibilità del sistema neurovegetativo, quel centro interno che regola ritmo, tensione, riposo e percezione del mondo.
Spesso il corpo delle persone fibromialgiche è come un violino sempre accordato al massimo: basta un tocco e vibra.
Ci sono fattori che possono predisporre:
• stress cronico
• infiammazione di bassa intensità
• disfunzioni del sonno
• disbiosi intestinale
• carenze di magnesio o vitamina D
• carichi emotivi trattenuti a lungo

La mia lettura simbolica
Con gli anni ho imparato ad ascoltare questo disturbo come si ascolta un maestro severo ma onesto.

La fibromialgia mi ha insegnato che:
• il corpo non vuole più sostenere pesi che non gli appartengono
• la sensibilità è una forma di intelligenza, non una debolezza
• la fatica non è un fallimento, ma un segnale
• quando ignori le tue emozioni, il corpo parla più forte

Per molte donne, questo disturbo nasce proprio lì: nel punto in cui ci siamo abituate a stringere i denti, a reggere tutto, a controllare il mondo mentre dentro si forma una tempesta silenziosa.

Il corpo fibromialgico ha una saggezza particolare: non sopporta più il “troppo”. Troppo rumore, troppo lavoro, troppo dovere, troppo silenzio verso sé stesse. È un invito, spesso brusco, a rientrare nella propria vita.

Consigli pratici (quelli che uso anche su di me)

  1. Respiri lenti e profondi
    Anche tre minuti al giorno aiutano a sciogliere la tensione costante del sistema nervoso.
  2. Magnesio + vitamina D
    Due alleati preziosi per stanchezza, tensioni e qualità del sonno.
  3. Movimento gentile
    Yoga morbido, passeggiate, stretching lento. Il corpo fibromialgico ama la delicatezza, non lo sforzo.
  4. Rituali di riposo
    Non quando “hai tempo”, ma come impegno verso te stessa.
  5. Alimentazione anti-infiammazione
    • meno zuccheri
    • meno prodotti industriali
    • più verdure, fibre, Omega 3
    • attenzione al glutine se senti che aumenta infiammazione e tensione
  6. Massaggi e trattamenti energetici
    Una mano che rilassa vale più di mille farmaci mancati.

Domande per te
• Il mio corpo cosa sta cercando di dirmi attraverso la stanchezza?
• In quali momenti mi sento “troppo” e non lo ammetto?
• Quale parte di me vorrebbe riposare, anche solo per un’ora?
• Dove posso essere più gentile con me stessa?

Respirare l’autunno: il polmone e la saggezza del lasciar andare

“Non si può riempire un respiro se prima non si è disposti a svuotarlo.”
(anonimo orientale)

Con l’autunno, la natura si raccoglie e si contrae. Dopo l’espansione luminosa dell’estate, ogni forma di vita inizia un movimento verso l’interno: la linfa scende nelle radici, gli animali riducono l’attività, la terra si prepara al riposo.
Nella medicina tradizionale cinese, questa stagione è governata dall’elemento Metallo, che rappresenta la raccolta, la purificazione e il distacco. È l’energia che ci insegna a trattenere l’essenziale e a lasciare andare ciò che non serve più, come gli alberi che, senza opporre resistenza, si spogliano delle loro foglie.

L’organo associato al Metallo è il Polmone, custode del respiro e simbolo del legame tra Cielo e Terra. Il polmone ci mette in relazione con ciò che è esterno: l’aria, la vita, gli altri, ma allo stesso tempo è l’organo che ci invita a purificare, a liberare tossine e negatività, fisiche ed emotive.
Durante l’autunno, questa energia che si ritira ci accompagna a interiorizzare, a riflettere, a lasciare cadere le zavorre invisibili: pensieri, abitudini, emozioni che non servono più al nostro cammino. È una stagione di pulizia e preparazione, in cui respirare diventa un atto consapevole di guarigione.

Il polmone: respiro, scambio e protezione
Sul piano fisiologico, il polmone è un organo straordinario per delicatezza e potenza. Ogni giorno filtra decine di migliaia di litri d’aria, estraendone l’ossigeno necessario a tutte le cellule e liberando l’anidride carbonica, il “vecchio” che deve uscire.
Ma il suo compito non si limita allo scambio dei gas: il polmone regola la distribuzione dell’energia vitale (il Qi), idrata la pelle e le mucose, sostiene la voce, e partecipa al sistema immunitario come prima barriera contro le aggressioni esterne.

In naturopatia, il polmone è considerato anche un organo di eliminazione, al pari di intestino, fegato e reni. Attraverso la respirazione, l’espettorazione e la traspirazione, il corpo espelle tossine e mantiene l’equilibrio interno. Quando il polmone è in armonia, la pelle è luminosa, la mente è chiara, il respiro è fluido e profondo. Quando invece si indebolisce, compaiono sintomi come:
• affaticamento o fiato corto;
• tendenza a raffreddori e bronchiti ricorrenti;
• pelle secca o irritata;
• voce debole;
• e una sottile malinconia o tristezza che sembra non avere un motivo preciso.

Questa connessione tra corpo ed emozione non è casuale: il polmone è legato proprio alla tristezza e al senso di perdita. È come se, a ogni respiro trattenuto, trattenessimo anche un pezzo di noi che avrebbe invece bisogno di essere liberato.

Il respiro come chiave immunitaria e vibrazionale
Il respiro è la nostra prima medicina. È il ritmo primordiale che ci accompagna fin dalla nascita, eppure lo dimentichiamo di continuo.
Nella visione naturopatica, respirare consapevolmente non è solo un atto meccanico, ma un modo per riconnettersi alla vita.
Inspirare significa accogliere: aria, energia, nuove esperienze. Espirare significa lasciare andare: tossine, tensioni, vecchi pensieri.
Quando il respiro si accorcia, il corpo si contrae. La mente si chiude, l’energia vitale si impoverisce.
Il sistema immunitario ne risente, perché l’ossigeno e il movimento del diaframma sono strettamente legati alla circolazione linfatica e al buon funzionamento di tutti i sistemi di difesa.
Al contrario, un respiro pieno, lento e profondo rafforza il Qi del polmone, stimola la vitalità, calma la mente e dona chiarezza.

Rimedi naturali per sostenere i polmoni
L’autunno è il momento ideale per sostenere i polmoni in modo dolce e progressivo, favorendo insieme depurazione e difesa.
Ecco alcuni alleati preziosi:
• Echinacea – immunostimolante naturale, utile in prevenzione e nelle prime fasi dei disturbi respiratori.
Rosa canina – ricca di vitamina C, tonifica e rinforza le difese, contrastando la stanchezza stagionale.
Astragalo – tonico adattogeno che aumenta la resistenza fisica e mentale; perfetto per chi tende ad ammalarsi con i primi freddi.
Propoli e miele grezzo – antisettici e lenitivi, proteggono gola e bronchi.
Gemmoderivati di betulla e ribes nigrum – favoriscono il drenaggio e modulano le infiammazioni croniche.
Aromaterapia – gli oli essenziali di eucalipto, pino silvestre e ravintsara purificano l’aria e aprono il respiro, sia fisicamente che simbolicamente.

A tavola, prediligi cibi caldi e cotti, ricchi di minerali e leggermente piccanti: zenzero, aglio, cipolla, ravanello, daikon.
La zucca, i legumi e i cereali integrali completano il quadro nutrizionale, offrendo calore e stabilità all’organismo.

E infine, ogni giorno, dedica qualche minuto al respiro consapevole.
Sedersi in silenzio, chiudere gli occhi, e ascoltare l’aria che entra e che esce può essere la forma più semplice e potente di auto-guarigione.

Lettura simbolica: la tristezza che purifica
Ogni autunno porta con sé una sottile malinconia. È la nostalgia del sole estivo, ma anche il richiamo di qualcosa di più profondo: il desiderio di tornare dentro, di ritrovare la propria essenza.
La tristezza, emozione del polmone, non va temuta. È una maestra silenziosa che ci insegna il valore del distacco e la bellezza dell’impermanenza.
Quando la accogliamo, ci aiuta a purificare il cuore; quando la rifiutiamo, diventa pesantezza, respiro corto, rigidità.
Lasciar andare non significa perdere, ma fare spazio al nuovo. Come l’albero che lascia cadere le foglie per nutrire la terra da cui nascerà la primavera, anche noi possiamo lasciare che il respiro porti via ciò che non serve più.

Riflessione consapevole
Ti invito a prenderti qualche minuto ogni giorno per ascoltare il tuo respiro.
Com’è quando ti senti teso o preoccupato?
Come cambia se ti concedi una pausa, se ti permetti di inspirare lentamente e lasciare che l’espirazione scivoli via da sola?
Prova a portare la tua attenzione su ciò che stai trattenendo: un pensiero, una relazione, un dolore, un’aspettativa. Poi, semplicemente, lascia che il respiro lo porti via.
Ogni espirazione è una liberazione. Ogni inspirazione è una rinascita.
Respirare davvero significa fidarsi della vita, accettare che tutto entra e tutto esce, che ogni ciclo ha un senso.
E forse, in fondo, la saggezza del polmone è proprio questa: ricordarci che la vita ci respira, se solo glielo permettiamo.

Scheda finale

Rimedi consigliati
• Tisana del respiro: timo, eucalipto e malva (1 cucchiaio per tazza, infusione 10 minuti).
• Diffusione serale: 2 gocce di ravintsara + 1 di lavanda in diffusore.
• Massaggio toracico: olio di sesamo tiepido con una goccia di eucalipto o pino, respirando lentamente.

Consiglio pratico
Apri ogni mattina la finestra, inspira profondamente e lascia andare un lungo respiro. Pochi istanti di presenza, ma capaci di rinnovare l’energia vitale dell’intera giornata.

Domande per te
• Cosa sto trattenendo che non mi serve più?
• Cosa posso lasciare andare oggi per respirare più liberamente?
• In quali momenti sento che il mio respiro si accorcia?

Il ghee, prezioso per il corpo e la mente

Mi vedete spesso scrivere nelle ricette la parola “ghee”. Per chi ancora non lo conosce, oggi vi parlo di questo prodotto e dei mille usi che può avere, non soltanto in cucina!
Il ghee, anche detto ghi, viene comunemente paragonato al burro chiarificato, anche se, in realtà, il procedimento di preparazione del ghee è ancor più complesso di quello del burro chiarificato e affonda le sue origini in un’antica ricetta ayurvedica.

Ormai il ghee è molto conosciuto e viene impiegato anche da noi in Italia. La preparazione del ghee prevede un lento processo di riscaldamento e purificazione, fino ad ottenere il prodotto nobile, privo di lattosio, caseina e acqua: un vero concentrato di componenti salutari, leggero e digeribile, ricco di grassi a catena corta, che il corpo non immagazzina e non accumula, ma utilizza immediatamente come fonte di energia e benessere. Un cibo prezioso per il corpo e la mente.
Il ghee si presenta di un colore giallo oro, un profumo delicato leggermente tostato, una consistenza soffice.
Il ghee contiene preziose vitamine liposolubili, come A, D, E, K, antiossidanti K2 e Cla (acido linoleico coniugato), riboflavina (vitamina del gruppo B) ed è una fonte di acidi grassi essenziali (Omega 3 e 6), antiossidanti e minerali, come calcio, magnesio, fosforo e potassio.
Il contenuto in termini di proteine e carboidrati è pressoché inesistente: il suo contenuto è per circa il 99% di grassi (di cui circa 62 grammi su 100 sono saturi).

Ideale a tutte le età, dallo svezzamento alla vecchiaia, è un alimento che nutre e sostiene, consigliato anche nelle diete di bambini, studenti, sportivi e anziani.
In primis favorisce la digestione e l’assimilazione del cibo. Rafforza il sistema nervoso e il cervello, migliorando la concentrazione, la memoria, la vista. Inoltre è il grasso meno pesante per la salute epatica e quindi aiuta l’assimilazione da parte del fegato. Viene utilizzato nella cura delle ulcere gastro intestinali e per guarire le coliti, disintossica e purifica il sangue.
Aiuta ad aumentare la massa muscolare ed elimina le tossine accumulate nel corpo e, grazie al profilo vitaminico che contiene, ha proprietà antivirali e antitumorali.

Consigli per l’utilizzo

In cucina
Può essere utilizzato crudo, in cottura o come condimento. Usa il ghee al posto del burro o dell’olio per cucinare, friggere e arrostire.
Grazie al suo alto punto di fumo di 250 gradi, non si ossida durante la cottura e quindi non sprigiona l’acroleina (sostanza nociva e cancerogena che si sviluppa quando gli oli vengono bruciati) e il suo sapore e i suoi profumi sono esaltati quando lo aggiungiamo a crudo su cibi e salse.
Può essere utilizzato per cucinare la carne, in padella o alla piastra al posto dell’olio e del burro normale, per i soffritti, per esaltare le verdure, preparare o mantecare risotti, preparare besciamella, torte da forno, biscotti, mousse.

Il ghee si conserva normalmente fuori dal frigorifero in un luogo fresco e asciutto e in contenitore chiuso. Si deteriora meno rispetto al burro e si conserva per maggior tempo.

Conversione nelle ricette
100 grammi di burro tradizionale = 80 grammi di ghee

Uso esterno e cosmetico
Il ghee è un ottimo idratante e nutriente: può essere massaggiato sulla pelle, sulle labbra e sui capelli secchi, spenti o molto trattati.

Mille usi più uno dell’Aloe Vera

Non parliamo di magia ma dei reali benefici che l’Aloe Vera, una pianta davvero multiuso, apporta al nostro corpo e non solo, scopriamoli tutti:

  • Attività antiinfiammatoria
  • Attività lenitiva
  • Attività coagulante
  • Attività immunomodulante
  • Attività antiossidante

L’Aloe Vera apporta benefici effetti sulla pelle e può essere impiegata in cosmetica e dermatologia, avendo una forte azione dermoprotettiva, idratante ed emolliente. Abbondantemente utilizzata dall’industria della bellezza sotto forma di gel uso esterno, creme, saponi, lozioni corpo, creme viso, bagnoschiuma e shampoo.

Ripara rapidamente tessuti e membrane: infatti è utilizzata per ustioni, ferite, psoriasi, eczemi, vesciche, escoriazioni, scottature.

L’Aloe dona un ottimo sollievo immediato e duraturo per le punture di insetti, di piante urticanti. Protegge il cuoio capelluto ed è un ottimo balsamo, maschera per i capelli, impiegata anche per curare la forfora, o disfunzioni legate al cuoio cappelluto.

È anche un efficace battericida, per questo può essere utilizzata all’interno di una corretta igiene dentale.

La sua azione coagulante è efficace anche sull’afte e sulle ferite interne alla bocca.

Per la sua azione battericida e lenitiva può essere utilizzata anche per l’igiene intima per infezioni da funghi (candidosi) o altre infezioni genitali.

Infine forse non sapevate che l’Aloe Vera è un ottimo rimedio per trattare gran parte delle patologie anche dei nostri amici a quattro zampe: dal semplice utilizzo dell’igiene quotidiana a pratiche più prettamente curative, con la stessa modalità uso umano, variando chiaramente la posologia in base al peso dell’animale stesso.

Ricette homemade per detergente, tonico e maschere naturali

E dopo aver individuato esattamente qual è il tipo di pelle, adesso prendiamoci cura del nostro viso con i prodotti naturali e fatti in casa per la beauty routine.
In queste tre tappe – detergente, tonico e maschere – vi spiego come preparare prodotti di bellezza homemade con olii essenziali e altri ingredienti naturali al 100%!

Prima tappa: il detergente
Cominciamo dalla detersione, operazione fondamentale per una corretta pulizia della superficie di viso e collo. Imparate anche a riconoscere i detergenti più adatti alla vostra pelle: quelle con base alcolica ad esempio sono più indicati per le pelli grasse mentre quelli con una struttura oleosa accarezzano con cura le pelli secche e delicate. Una volta trovato il detergente giusto applicatelo su viso e collo mattino e sera, scegliendo poi anche un buon prodotto cosmetico di base.

Avete mai provato a crearvi un prodotto per la detersione casalingo con prodotti naturali? Eccovi un consiglio prezioso per ogni tipo di pelle!

Tutti i tipi di pelle
Detergente alla salvia
Lasciate in infusione una manciata di foglie di salvia in due tazze di acqua bollente per 10 minuti. Fate raffreddare. Utilizzate il liquido con l’aiuto di un batuffolo di cotone

Pelli secche
Detergente al burro
Mescolate una piccola quantità di burro con 2 cucchiaini d’olio d’oliva tiepido. Con l’aiuto di un batuffolo di cotone utilizzate il composto per la detersione quotidiana.

pelli grasse
Detergente al limone
Aggiungete 2-3 gocce di olio d’oliva al succo di un limone o di un’arancia. Mescolate e passate il liquido sul viso col batuffolo di cotone.

Pelli con couperose
Detergente alla camomilla
Fate bollire una manciata di fiori di camomilla secchi in una tazza d’acqua. Lasciate raffreddare e filtrate il liquido e passatelo sul viso picchiettando con un batuffolo di cotone.

Pelli irritate
Detergente alle fragole
A mezza tazza di latte aggiungete una tazza di fragole già frullate con un pizzico di bicarbonato e un cucchiaio di olio di mandorle dolci. Mescolate e con l’aiuto di un batuffolo di cotone usate il composto per la normale detersione.

Pelli mature
Detergente ai fiori di rosmarino
Mettete in infusione per 10 minuti in una tazza d’acqua bollente una piccola manciata di fiori di rosmarino. Lasciate raffreddare. Filtrate con l’aiuto di un batuffolo di cotone e picchiettate il viso e il collo.

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Seconda tappa: a ogni volto il suo tonico!
Siamo alla seconda fase del percorso quotidiano di pulizia del viso e – in assenza di peeling, scrub o maschera – questa tappa viene anche definita l’ultima, vale a dire quella  dedicata alle lozioni e ai tonici. Sono prodotti che restringono i pori e tonificano la pelle, quindi presuppongono che sia già stata effettuata una accurata e completa pulizia precedentemente.

Lozioni e tonici sono l’ideale per eliminare qualsiasi traccia di oleosità e impurità, e donano alla pelle del viso e del collo un’istantanea sensazione di freschezza e luminosità. Si applicano picchiettando con un batuffolo di cotone oppure nebulizzando sul viso con l’aiuto di un vaporizzatore

Per tutte le pelli
Tonico al melone e latte
Mescolate mezza tazza di succo di melone (ottenuto centrifugando una grossa fetta), mezza tazza di latte e mezza tazza d’acqua minerale. Versate il composto in una bottiglia e agitate a lungo. Applicate ogni giorno su viso e collo, picchiettando con l’aiuto di un batuffolo di cotone.  Ricordatevi di agitare sempre prima di ogni applicazione e di conservare la lozione in frigorifero al massimo per 3 giorni.

Pelli secche
Tonico alla malva
Ecco una piacevole lozione calmante. Fate bollire in mezzo litro di acqua, una grossa manciata di foglie fresche di malva. Lasciate raffreddare, filtrate e versate il liquido in un contenitore che provvederete a chiudere ermeticamente. Applicate la lozione sul viso e collo picchiettando con un batuffolo di cotone oppure nebulizzate.

Pelli grasse
Tonico all’aceto
Per preparare una lozione astringente dei pori, mescolate un cucchiaio di cremor tartaro in mezza tazzina d’acqua fino a ottenere un composto omogeneo. Aggiungete un quarto di tazza d’aceto e agitate energeticamente a lungo. Infine applicate la lozione su viso e collo con un batuffolo di cotone. Ricordatevi di agitare sempre prima di ogni utilizzo.

Pelle con couperose
Tonico alla carota
Centrifugate il succo di tre carote. Applicate il liquido su viso e collo con un batuffolo di cotone o un pennello. Ripetete l’operazione quotidianamente ma ricordatevi che la lozione può essere conservata in frigorifero solo per un paio di giorni,  sarà quindi necessario prepararla di nuovo ogni volta per l’applicazione.

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La terza tappa: l’elasticità torna con la maschera
Le maschere, o impacchi vegetali, costituiscono una vera e propria cura per la pelle. Idratanti, nutrienti, rigeneranti, a effetto tensore, le maschere preparate con prodotti naturali e l’insieme degli elementi attivi in esse contenuti forniscono alla pelle tutte le sostanze necessarie a farla apparire chiara e fresca. Le maschere sono utili per ridare elasticità e attenuare le rughe. Non chiedono più di una o due applicazioni a settimana, ma si possono ovviamente fare quando necessario o quando la carnagione assume un aspetto stanco e ha bisogno di un tocco in più per riacquistare tono, luminosità e bel colorito. Per ottenere il risultato benefico di una maschera è indispensabile la preparazione della pelle a riceverla con un’accurata pulizia del viso, come abbiamo visto.
Se avete poco tempo per dedicarvi a questa fase preparatoria, basterà che facciate dei suffumigi con acqua calda e bicarbonato per aprire bene i pori.
Per una corretta applicazione della maschera, stendetela con un pennello o con una spatolina, oppure con la punta delle dita partendo dalla fronte per arrivare al mento e il collo. Non coprite però le palpebre e le zone molto sensibili come il contorno occhi e le labbra. Lasciate agire la maschera per il tempo stabilito (15- 20 minuti) poi toglietela con una spugnetta naturale o con dell’acqua tiepida. Durante l’applicazione, per ottenere il massimo del beneficio è essenziale che vi rilassiate completamente e per rendere il relax ancora più intenso, potete mettere sulle palpebre due compresse imbevute di camomilla o di tè.

Esistono maschere adatte a tutti i tipi di pelle e con un po’ di dimestichezza e fantasia, sperimentare tanti ingredienti e combinazioni può rivelarsi un’operazione interessante e divertente insieme.
Le regole di base da imparare a memoria per districarsi nel mondo della bellezza “fai da te” sono poche e semplici: per inventare su due piedi un’efficace maschera di bellezza è sufficiente ricordare che un composto idratante per pelli secche dovrà rigorosamente contenere fra gli altri ingredienti almeno un tuorlo d’uovo o una banana. Per le pelli grasse invece il segreto di bellezza sta nell’albume d’uovo e nel gel di aloe vera. Anche se poi la natura ci regala tante altre sostanze che vengono incontro alle più disparate esigenze estetiche, la scelta sta ad ognuno di voi.

Maschera nutriente antiage dal potere addolcente, emolliente e ristrutturante per tutti i tipi di pelle

Ingredienti:
1 rosso d’uovo
2 cucchiaio di miele
2 cucchiaio di yogurt bianco
1 cucchiaio di olio d’oliva
½ cucchiaino di  succo di limone appena spremuto
1 cucchiaio di amido di mais o mezza banana matura

Amalgamare bene gli ingredienti in una ciotola e stendere il composto ottenuto sul viso e collo con un pennello. Lasciare asciugare qualche minuto. Appena la pelle risulta ancora umida ma appiccicosa al tatto, procedere con piccoli picchiettamenti con le dita. Questo  movimento è molto utile per la muscolatura facciale e risulta un ottimo automassaggio  stimolante del microcircolo. Appena la maschera è completamente asciutta procedere a sciacquare con acqua tiepida, utilizzando se necessario delle spugne naturali.

Peeling o scrub quando cambia la stagione o per il ricambio cellulare
Durante i cambi di stagione l’epidermide soffre, come del resto un po’ tutto l’organismo. E allora, su una pelle che appare opaca e più impura del solito, potrete agire con una maschera effetto scrub, cioè contenente farina o piccoli granuli che sfogliano la pelle meccanicamente. Preferibili sono le maschere a base di zucchero e miele!

Identico effetto otterrete con il peeling, vale a dire una maschera che velocizza il processo di rigenerazione cellulare grazie agli enzimi sprigionati dai prodotti naturali, che dissolvono e assorbono le cellule morte. In questo caso è preferibile utilizzare frutta fresca o verdura accuratamente sminuzzate e miscelate in un preparato di base.

Provate uno di questi trattamenti applicandolo una o più volte a settimana, a seconda del tipo di pelle, sul viso appena lavato e ancora umido. Se avete la pelle particolarmente arrossata o irritata, evitate il più possibile una consistenza spessa e abrasiva.


Scrub viso con miele e zucchero: adatto a tutti i tipi di pelle
Fare questo scrub è davvero facile: basta mescolare il miele e lo zucchero. Aggiungete  mezzo cucchiaino di succo di limone appena spremuto e qualche goccia di latte o acqua per ottenere una mistura che non sia né troppo liquida né troppo densa, ma di media consistenza, che consenta di essere applicarla sul viso e massaggiata, sentendo l’azione dei granuli dello zucchero. Se la pelle risulta essere delicata o irritata aggiungere miele fino a rendere la composizione del preparato meno granulosa.

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Quarta fase: idratazione e nutrimento
Non è così difficile come può sembrare: preparare a casa propria una buona crema idratante o emolliente, fatta di ingredienti naturali può essere anche divertente.
La maggior parte delle creme naturali sono a base di acqua e di oli, che per restare legati in modo omogeneo necessitano di un emulsionante. I più semplici emulsionanti a disposizione sono: la cera d’api, in granuli o grattugiata, e la borace, fatta di cristalli lamellari untuosi al tatto. Li troverete facilmente in erboristeria. Infine ricordatevi però che essendo preparati con ingredienti naturali questi prodotti non si conserveranno a lungo, quindi oltre a rispettare la durata specificata, assicuratevi che il preparato venga scrupolosamente conservato in un contenitore chiuso ermeticamente.

Cellulite: come combatterla a casa

La cellulite è un alterazione dello stato adiposo sottocutaneo ed è considerata una vera e propria patologia. Nei meccanismi di origine si evidenza la profonda modificazione della circolazione sanguigna a livello periferico dei capillari (il microcircolo) posizionati nel derma. Essa provoca la fuoriuscita di liquido che tende a ristagnare tra le cellule del tessuto adiposo. L’edema è aggravato dall’accumulo di sostanze grasse, responsabile della formazione dei cuscinetti e di noduli dolorosi.
Le cause della comparsa di cellulite possono essere diverse: di tipo ormonale e/o genetico, stile di vita sedentario e alimentazione scorretta, fumo, stipsi, la gravidanza, utilizzo di farmaci (ormoni anticoncezionali hanno l’influenza peggiorativa). Anche calzature troppo alte e vestiti e scarpe stretti possono contribuire all’insorgere del disturbo. E’ un problema che interessa il 90% delle donne, ma colpisce anche gli uomini, e si può schematicamente classificare nelle seguenti tipologie:

compatta: si riscontra nei soggetti di buone condizioni fisiche e con muscolatura tonica
flaccida: appare nelle persone ipotoniche e non più giovanissime
edematosa: si manifesta principalmente sulle gambe ed è in relazione soprattutto con situazioni di sofferenza circolatoria.
fibrosa: è caratterizzata dalla presenza di numerosi noduli dolorosi e rappresenta lo stadio più irreparabile a cui è difficilmente apportare miglioramenti con i soli trattamenti estetici.

La superficie cutanea nella quale compare la cellulite ha una temperatura inferiore a quella delle altre zone corporee a causa della ridotta circolazione sanguigna. E’ infatti definita “fredda” ed è frequentemente dolorosa.
La localizzazione è ampia: cosce, parte delle gambe, zona mediale delle ginocchia, regione lombosacrale, glutei, spalle, faccia estensoria e laterale degli arti superiori, base posteriore del collo, addome, ecc.
Pur essendo una patologia esistono in commercio ottimi prodotti cosmetici in grado di migliorare il trofismo cutaneo generale (inteso come levigatezza idratazione e morbidezza) che complessivamente rendono meno visibile “l’aspetto a buccia d’arancia”.

I cosmetici formulati per questi inestetismi sono particolarmente utili ed efficaci per:
– contrastare la formazione di nuova cellulite
– contrastare la trasformazione della cellulite flaccida nella tipologia “dura” e “fibrosa”, ben più difficile da eliminare.

Tra gli ingredienti utilizzati, diverse sostanze vegetali hanno un’azione migliorativa del microcircolo e del drenaggio cutaneo in generale (che consente eliminazione più veloce delle tossine e dei grassi accumulati), contrastando la formazione dei piccoli gonfiori e dei ristagni localizzati (tipici della fluttuazione ormonale). Tra questi di fondamentale importanza sono gli oli essenziali che svolgono un’azione drenante sui ristagni linfatici, stimolando la circolazione. Si possono utilizzare diluiti in olio di mandorle , olio di oliva o vinaccioli, e massaggiati sulle parti interessate dall’inestetismo, oppure diluiti con il sale nella vasca da bagno per un’azione tonificante. Su quali puntare? Sicuramente su quello essenziale di betulla che aiuta in caso di gambe pesanti e gonfie; ma anche sull’olio essenziale di limone e arancio dolce per stimolare la circolazione linfatica e venosa; su quello di rosmarino, per stimolare la circolazione periferica e drenare il sistema linfatico; ottimo l’olio essenziale di cipresso: tonifica e migliora l’aspetto della pelle, oppure l’olio essenziale di geranio che favorisce la circolazione; e ancora l’olio essenziale di foglie di cannella: rafforza il tessuto connettivale, e non da meno l’olio essenziale di lime pressato a freddo: rafforza i capillari e riduce la ritenzione idrica (non usare prodotti a base di lime, limone, arancio prima di prendere il sole perché potrebbero causare macchie, essendo fotosensibili).

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Alcune sostanze cosmetiche mostrano una spiccata attività “lipolitica” aiutando a “sciogliere i grassi” di deposito dell’ipoderma. Tra questi ingredienti il più interessante è rappresentato dalla caffeina: maggiore è la sua concentrazione nel prodotto più la funzionalità di quest’ultima si discosta da quella cosmetica avvicinandosi all’azione farmacologica (più profonda ed efficace). Per questo motivo la maggior parte dei gel e delle creme cosmetiche anticellulite non contengono alti dosaggi di caffeina pura, il cui effetto è comunque potenziato dall’associazione con altre sostanze attive come la carnitina.
La fitocosmesi più che l’impiego della caffeina pura propone l’utilizzo di estratti vegetali ricchi di questo componente come la cola, la guaranà, il Matè e la stessa pianta del caffè. Sempre in fitocosmesi è diffuso l’impiego di alghe brune (ad esempio il Fucus Vescicolosus o quercia Marina), contenenti l’elemento iodio, in grado di stimolare il metabolismo a livello dei tessuti (e quindi di favorire la riduzione dei depositi di grasso). Attengono maggiormente alla farmacologia i prodotti formulati con iodio “organico” capace di agire in modo più rapido a mercato dell’ accumulo adiposo. I prodotti coadiuvanti contro gli inestetismi della cellulite sono di tipico esempio di “cosmeceutici”, ovvero di cosmetici con una funzione ben precisa e documentata da studi clinici, che si spinge oltre a quella superficiale prettamente cosmetica.

Riguardo all’efficacia dei cosmetici anticellulite vale la pena sottolineare che, mentre l’applicazione di una crema per cellulite non sostituisce un’ora di sport, è altrettanto vero il contrario: l’esercizio fisico non ha un effetto rilevante sulla staticità, la levigatezza e l’idratazione della cute, se paragonato ai cosmetici specifici. Inoltre come nel caso dell’invecchiamento della pelle, non è dall’utilizzo di un prodotto specifico per un solo mese all’anno che ci si possa attendere i risultati sorprendenti , bensì l’impiego costante e continuativo nel tempo. L’applicazione di cosmetici anticellulite anche durante l’inverno a cicli oppure due o tre volte la settimana è il comportamento ideale per contrastare il peggioramento dell’inestetismo e favorirne un miglioramento apprezzabile (in qualche caso anche la risoluzione completa) e duraturo nel tempo.

Per combattere questo problema occorre tuttavia lavorare su più fronti: oltre a massaggi, trattamenti estetici, automassaggio è fondamentale modificare il proprio stile di vita rendendolo attivo; movimento e cibi depurativi sono la base essenziale da cui partire. Esistono alimenti in grado di contrastare la ritenzione idrica, come altri che invece ne sono i diretti responsabili. Tra quelli utili per prevenire l’accumulo di liquidi ci sono soprattutto frutta e verdura di stagione. I cibi detossinanti per eccellenza sono quelli che hanno azione drenante senza un alto apporto calorico, quali ad esempio asparagi, cetrioli, finocchi, pomodori e zucchine; ottime anche tutte le verdure amare, come carciofi, cardi, radicchi, che eliminano non solo i liquidi in eccesso ma anche le tossine dall’organismo. Come frutta è consigliabile principalmente cocomero e ananas.
Tuttavia, anche se la natura ci mette a disposizioni molti elementi, bisogna fugare ogni incertezza nel pensare che le piante o frutti possano essere utilizzate senza indicazioni esperte. Le erbe medicinali possono essere intossicanti quanto altre cure tradizionali se non usate correttamente. Non tutte le piante e le erbe, nelle forme elencate, possono essere usate indiscriminatamente nel trattamento della cellulite o di qualsiasi altro problema. Alcune di queste sono indicate per un genere di trattamento e controindicate per altri. Alcune contengono principi velenosi, cui la sensibilità dell’organismo reagisce in modi variabili. Altre semplicemente possono alterare altre problematiche in corso di salute. Quindi è sempre opportuno consultare un professionista e non procedere al “ fai da te”.
Nonostante il mercato oggi offra un incalcolabile numero e marche di prodotti specifici per trattare gli inestetismi della cellulite, il momento storico che stiamo vivendo è alquanto problematico. Nell’impossibilità di uscire e poter scegliere con tranquillità il prodotto adatto a noi, e farci consigliare da personale competente, rischiamo di trascurare questo aspetto importante della cura del nostro corpo. Per cui valutiamo alcune soluzioni che si possono realizzare in casa, con pochi elementi naturali.

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Procediamo per ordine:

1 – SCRUB CORPO
In una tazza miscelare alcuni fondi del caffè con dell’olio di oliva. Mescolare bene il preparato fino ottenere un preparato di consistenza omogenea. Iniziare a massaggiare le parti del corpo interessate dall’inestetismo. Una volta terminato l’automassaggio – scrub, fare un impacco utilizzando lo stesso preparato, sfruttando l’azione della caffeina sul metabolismo dei grassi ( la caffeina è da sempre considerata una sostanza brucia grassi), avvolgendo la parte da trattare nella pellicola trasparente. Mantenere in posa minimo mezz’ora. Procedere poi con una doccia calda.
– In alternativa a questa metodica si può procedere ad uno scrub sostituendo i fondi del caffe con del sale grosso , sfruttando così il processo di osmosi . Quindi procedere miscelando in una tazza 4 cucchiai colmi di sale, sei gocce di olio essenziale di limone , oppure un limone spremuto fresco, olio d’oliva miscelando bene il tutto fino ad ottenere un preparato omogeneo. Iniziare a massaggiare le parti del corpo interessante dall’inestetismo e, procedere poi ad avvolgere con una pellicola trasparente. Mantenere in posa minimo mezz’ora . Procedere poi con una doccia calda.
Questo trattamento è sconsigliato per chi ha una pelle estremamente delicata con evidenti capillari.
In tal caso utilizzare sale fino e aggiungere del miele al composto .

2 – IMPACCO DRENANTE ALL’ARGILLA
Se si possiede dell’argilla verde ventilata in polvere è semplice creare un fango , molto utile per la ritenzione idrica ,ottimo come anti-infiammatorio e senza controindicazioni per chi ha problemi di tiroide, perché non contiene alghe. Si prepara miscelando una tazza di argilla verde con un cucchiaio di olio di oliva, 2 goccie di olio essenziale al limone e 2 di rosmarino, e una quantità di acqua tale da rendere l’impasto morbido e spalmabile. Una volta preparato l’impasto si applica con le mani sulla zona da trattare con un leggero massaggio delicato e si avvolge il tutto con della pellicola trasparente . Mantenere in posa minimo mezz’ora.
Procedere poi con una doccia calda.

3- OLIO ANTICELLULITE
Ci sono diverse soluzioni e si possono creare diversi oli o oleoliti per la cellulite con pochi elementi freschi disponibili in casa.
Il più semplice è un preparato di olio extra vergine di oliva e limone
Con un pelapatate sbucciate uno o due limoni ben lavati e possibilmente Bio, tralasciando la parte bianca della pelle. Mettete le bucce dentro un barattolo precedentemente sterilizzato e ben asciutto e coprite completamente con olio d’oliva, oppure di vinaccioli , o olio di riso . Coprire con un panno scuro e mettete a riposare in un luogo asciutto e al buio per 8 gg. Trascorsi gli 8 giorni filtrare il preparato, levate le bucce di limone e diluire la parte restante con altrettanto olio di oliva. Il composto è così pronto per essere massaggiato sulle parti dove è presente l’inestetismo. Importante non sottoporsi ad esposizione di raggi solari dopo l’automassaggio.
Se avete disponibili degli oli essenziali potete aggiungere 2 gocce di olio essenziale di rosmarino, 2 gocce di geranio e 2 gocce di lavanda.

4. OLEOLITO ALL’EDERA
Occorre prendere 15-20 di foglie medie di Edera (foglie dei rami sterili), Olio extravergine di oliva (sostituibile con altri oli vegetali a piacere) , se avete disponibile qualche goccia di olio essenziale di Rosmarino o di Ginepro, un Vasetto in vetro della dimensione che si preferisce nuovo o precedentemente sterilizzato.
Raccogliete le foglie di Edera e lasciatele essiccare. Ponetele ben distribuite sopra a un foglio di carta assorbente e lasciatele essiccare per un giorno in un ambiente riparato.
Successivamente in un pentolino ponete le foglie di Edera essiccate e aggiungetevi l’olio vegetale fino a completa copertura delle foglie. Scaldate il tutto a bagnomaria. Una volta raggiunta la temperatura di 50°C (aiutandovi con un termometro ad immersione per i liquidi), spegnete il fuoco e lasciate riposare in infusione per tutta la notte. Successivamente facendo uso di un colino e di una garza in cotone filtrate l’oleolito nel recipiente di vetro facendo attenzione a recuperare tutto l’estratto. Si consiglia quindi di pressare le foglie al fine di far uscire l’olio residuo (molto carico di principi attivi). Una volta filtrato aggiungere all’oleolito di Edera l’1% di olio essenziale di Rosmarino o di Ginepro in base alla profumazione che preferite (ciò significa che se si preparano 300 ml di oleolito, bisogna aggiungere 3 ml di olio essenziale).

5. SOLUZIONE ALCOLICA
Un’altra soluzione interessante per combattere la cellulite se la pelle risulta particolarmente spessa è la preparazione alcoolica al rosmarino i quali benefici vengono attribuiti , oltre ad una azione anticellulite, ad una antinfiammatoria.
Occorrono 4-5 rametti di rosmarino fresco con foglie e fiori, ml 150 alcol uso alimentare a 96° e un contenitore di vetro ermetico o un barattolo precedentemente sterilizzato. Procedere con il tagliare i rami di rosmarino a pezzetti piccoli e metterli nel contenitore di vetro e aggiungere l’alcol , assicurandosi di coprire tutte le parti del rosmarino . Chiudere bene il contenitore mettere un luogo buio e lasciarlo riposare per 15 giorni. Trascorso questo tempo , prendere un panno di cotone pulito e filtrare l’alcol per separare i residui di rosmarino.
Dopo aver eseguito uno scrub sul corpo, asciugare bene la pelle. Immergere una manopolina di cotone nel preparato del barattolo e iniziare a massaggiare delicatamente con movimenti circolari la parte interessata dall’inestetismo. Lasciare agire per una decina di minuti e poi sciacquare con acqua fredda. Si consiglia di completare il trattamento con una semplice crema idratante.
Questo trattamento non è consigliato a chi ha la pelle particolarmente delicata e chiara.

Acufene: gli oli essenziali più efficaci

Questo “sottofondo sonoro” costituito da ronzii e fischi colpisce circa 2,5 milioni di persone in Italia. Le conseguenze, per chi soffre di acufene, sono: problemi del sonno, nervosismo, mancanza di concentrazione, disequilibrio, addirittura depressione nella maggioranza dei pazienti.
In molti casi l’origine del disturbo è chiara: un concerto rock a 2 milioni di decibel, il ripetuto utilizzo di cotton fioc, un’otite non curata, la malattia di Paget, la sindrome di Ménière, una lesione all’orecchio o un tappo di cerume.
Più spesso di fronte a questo disturbo invalidante si possono fare solo ipotesi: il rumore sul posto di lavoro, nell’ambiente naturale, durante il tempo libero. Più si è esposti a rumori forti, più si rischia di soffrire di acufene. È anche possibile che la causa sia un problema più generale: affezioni vascolari , arteriosclerosi; oppure l’assunzione continua di farmaci, come gli antibiotici della famiglia delle streptomicine, aspirina, antinfiammatori non steroidei, pillola, diuretici, chemioterapici. Anche problemi alle articolazioni mascellari potrebbero dare questo tipo di conseguenza.

L’udito cala principalmente per ragioni fisiche, come abbiamo detto, per esempio, all’esposizione continua a forti rumori. Ma le cause possono essere anche di origine psicologica, come il rifiuto di “sentire le parole degli altri”. La capacità di udire implica anche obbedienza  e sottomissione, e spesso la sordità, o patologie legate alle orecchie, tra le quali appunto l’acufene, analizzate da un punto di vista simbolico -analogico, rappresentano  una forma di ribellione nei confronti di chi tende a soppraffare ed essere ossessivo. Alle volte si “diventa sordi” e ci lascia avvolgere in un suono continuo ed interrotto di suoni perché “stanchi di sentire”.

Esiste un rimedio naturaleelicriso italico in olio essenziale da massaggiare intorno all’orecchio (2 gocce) per 3 volte al giorno fino a sensibile miglioramento.
In caso di persistenza sostituire la formula potenziandola con:

1 goccia di Elicriso in olio essenziale
1 goccia di dragoncello in olio essenziale
1 goccia di lentisco in olio essenziale
1 goccia di cipresso in olio essenziale
1 goccia di ylang- ylang in olio essenziale
1 goccia di wintergreen  in olio essenziale

Il tutto veicolato in 3 gocce di olio di mandorle vegetale

Un ottimo rimedio fitoterapico è anche il Ginkgo Biloba capsule o fiale. Posologia 1- 2 capsule al giorno.

 

Raffreddore da fieno: i rimedi naturali

Da milioni di anni le piante si possono riprodurre grazie al polline. Gli esseri umani sono venuti dopo e hanno colonizzato il pianeta vivendo in perfetta armonia con gli altri esseri viventi. Questo nella versione bucolica. Perché può darsi che per il polline si nutra una profonda ostilità, soprattutto se si soffre di raffreddore da fieno.
In questo caso l’utilizzo degli oli essenziali è determinante per migliorare lo stato di salute, specialmente nell’immediata crisi.

Rimedio: dragoncello in olio essenziale da inghiottire: 2 gocce su una compressa neutra o una zolletta di zucchero da lasciare sciogliere in bocca 2-3 volte al giorno. Questo rimedio è perfetto come prevenzione. Se la fase è già avanzata il rimedio più adatto è sia da applicare che da respirare: mescolare 1 goccia di o.e. di dragoncello, 1 goccia di o.e. di ravintsara. Applicare 2 gocce su: seni paranasali, torace, parte superiore della schiena, o su un fazzoletto per la respirazione, evitando il contatto con gli occhi.
In alternativa o in accostamento, anche in questo caso un ottimo rimedio fitoterapico da associare alla terapia è il Ribes Nigrum (ribes nero) in gemmoderivato. Posologia consigliata: 150 gocce al giorno (50 gocce per 3 volte al giorno)

Ascessi dentali e rimedi naturali

Chi non ha mai avuto un forte mal di denti causato da un ascesso? Ecco un piccolo vademecum per affrontare questo fastidioso problema con i possibili rimedi naturali.
Intanto vediamo quali sono le cause.
Per traumi a carico del dente o in seguito a carie si origina il disturbo detto ascesso dentale. A seconda della localizzazione dell’ascesso, si parla di ascesso periapicale e di ascesso parodontale.

L’ascesso periapicale è un processo infiammatorio che interessa la parte più interna del dente, può essere anche definito pulpite (infiammazione della polpa). È un ascesso legato a un atteggiamento di trascuratezza verso una carie profonda.

Il secondo caso invece, l’ascesso parodontale, è una lesione vera e propria legata alla distruzione dei tessuti del parodonto e dalla presenza di un’essudazione che produce pus all’interno di una tasca parodontale. Molto spesso l’ascesso parodontale si verifica in soggetti affetti da parodontite.

Tra i sintomi che possono accompagnare questo disturbo, insieme all’ovvio mal di denti, ci sono la febbre, eccessiva sudorazione, alitosi, gonfiore a livello delle ghiandole del collo e alla mascella.

Alimentazione per prevenire l’ascesso
Una buona masticazione è alla base della digestione. Lo zucchero è il primo nemico dei denti. Importante è non abusare di caffé o alimenti fortemente macchianti come i carciofi, il té e il vino rosso. Mai trascurare la pulizia serale perché di notte la placca si accumula e i pericoli per la bocca si moltiplicano.

Il limone è un potente alleato contro la paradentosi, si usa strofinando la buccia su denti e gengive: un’applicazione al giorno.

La prevenzione e la cura naturale devono accompagnarsi a una visita dal dentista o da uno specialista per verificare prima l’entità dell’ascesso, perché in casi molto avanzati di infezioni si può rischiare di intaccare altri organi, come occhi e cuore.

Fitoterapia in caso di ascesso
La propoli è un’ottimo antibatterico naturale, specie per le infezioni del cavo orale. Anche la camomilla ha notevoli proprietà antinfiammatorie e antibiotiche, perché uccide i batteri, è indicata non solo nelle infezioni del cavo orale, ma anche per congiuntiviti batteriche e infezioni vaginali. Molto utile anche la bardana in caso di ascesso.

Fiori di Bach
Il fiore consigliato per attenuare ascessi a stadi non gravi è Crab Apple. In altri casi si usa il Rescue remedy per via topica, diluendolone 4 gocce circa su una garza imbevuta in acqua o si effettuano anche sciacqui ripetuti. Se l’ascesso è accompagnato da dolore con tumefazione effettuare prima la visita dallo specialista.

Medicina tradizionale cinese
A seconda del tipo di ascesso si può agire in differenti maniere con l’agopuntura, ottenendo risultati efficaci. In generale, però, per avere un sollievo immediato in caso di mal di denti occorre premere il punto 4 del meridiano del Grosso Intestino. Il punto va individuato sulla fossetta che si crea sulla mano quando allontanate pollice e indice. Massaggiare questa zona è efficace anche per il mal di testa.

Olii essenziali
Molti olii essenziali tra quelli che la natura ci offre uccidono o rendono inoffensivi i batteri – ad esempio l’olio essenziale di garofano – e per questo sono indicati contro le infezioni dell’apparato digerente, del cavo orale, dell’apparato respiratorio. Infezioni di naso, orecchie e gola, vie urinarie e zona vaginale. Anche in questo caso chiedete al vostro erborista di fiducia e controllate che si tratti veramente di olii essenziali di alta qualità.

Altre cose utili da sapere: come pulire i denti
Il movimento più idoneo per prevenire l’ascesso è lo spazzolamento, che va eseguito con cura e delicatezza. Ma qual è il modo corretto per pulire i denti? Il movimento dello spazzolino deve essere verticale, partendo dalle gengive e andando verso il dente, mai viceversa.
In altre parole, per pulire i denti superiori il movimento dello spazzolino deve avvenire verso il basso, non verso l’alto, in modo da penetrare con le setole anche negli interstizi dentali e con un’inclinazione di 45 gradi, per rimuovere la placca da sotto il colletto gengivale.
Per la parte inferiore della bocca vale l’opposto, cioè il movimento deve procedere verso l’alto; ovviamente l’operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura che su quella interna, spesso tralasciata. I denti vanno spazzolati per almeno due minuti.
Lo spazzolino molto usato non serve a niente e può anche essere dannoso: è bene cambiarlo ogni tre mesi, deve avere setole forti ed elastiche (chi ha problemi di sanguinamento o gengivali ha bisogno di setole morbide) e una testa abbastanza piccola per raggiungere anche i denti più nascosti, senza danneggiare le gengive.