Vellutata detox di finocchio “zero sprechi”

Quando anche ciò che scarteresti torna a nutrire.
Stasera avevo bisogno di leggerezza. Dopo giorni pieni, tavole ricche e stomaco un po’ stanco, mi sono ritrovata davanti a un finocchio appena pulito. Ho guardato quelle parti esterne che di solito finiscono nel cestino e qualcosa dentro di me ha detto: “no, non oggi”. Le ho tagliate sottili, le ho messe a bollire e, mentre cuocevano, ho sentito che anche io mi stavo alleggerendo. Questa vellutata è nata così: dal desiderio di non sprecare, di ascoltare il corpo e di trasformare il “di troppo” in qualcosa che cura.

Ingredienti per 1/2 persone
• Parti esterne di 2 finocchi grandi (ben pulite e private delle fibre dure)
• Acqua quanto basta per coprire
• 1 cucchiaio di panna liquida (o alternativa vegetale)
• 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
• Sale e pepe q.b.
• (facoltativo) un filo di olio extravergine d’oliva

Preparazione
1. Lava accuratamente le parti esterne del finocchio. Elimina le fibre più dure e tagliale a pezzetti piccoli.
2. Metti tutto in una pentola e copri con acqua. Porta a ebollizione e cuoci dolcemente per 30–40 minuti, finché il finocchio è molto morbido e quasi “sciolto”.
3. Frulla tutto con un mixer a immersione fino a ottenere una crema liscia.
4. Aggiungi la panna, il parmigiano, il sale e il pepe. Frulla ancora per amalgamare.
5. Scalda un minuto e servi caldo, vellutato, profumato.

L’anima nel piatto
Il finocchio è una pianta di purificazione e sgonfiore, ma soprattutto di chiarezza. Usarne le parti scartate è un gesto profondamente simbolico: significa riconoscere valore anche in ciò che normalmente buttiamo, dentro e fuori di noi.
Questa vellutata insegna che la vera leggerezza non nasce dal togliere, ma dal trasformare.

Nutrizione e benessere
• Il finocchio stimola la digestione, drena e riduce gonfiore.
• Il brodo naturale delle fibre rilascia minerali e dolcezza vegetale.
• Una punta di grasso buono (panna o olio) permette l’assorbimento dei fitonutrienti. È un piatto ideale per le sere di detox, stanchezza, bisogno di rientrare in sé.

Varianti consigliate
• Con zenzero fresco grattugiato: più digestivo e riscaldante.
• Con scorza di limone bio: per un effetto ancora più purificante.
• Con latte di mandorla al posto della panna: per una versione completamente vegetale.
• Con semi di finocchio tostati sopra: per un tocco aromatico e terapeutico.

Vellutata rustica di zucca, porro e nocciole

Quando il corpo chiede lentezza e il cuore chiede calore.
Ieri sera rientrando a casa ho sentito quel freddo che non è solo nell’aria, ma entra piano anche nelle ossa.
Ho aperto il frigo senza un’idea precisa, cercando più una sensazione che una ricetta. La zucca era lì da qualche giorno, già pulita, come se mi stesse aspettando. Un porro avanzato, un sacchetto di nocciole dimenticate in dispensa.
Ho capito che avevo bisogno di qualcosa di semplice, caldo, cremoso ma con una nota rustica, che mi facesse sentire radicata e al sicuro.
Così è nata questa vellutata: senza fretta, senza pensieri, solo il tempo necessario a scaldare casa e anima.

Ingredienti (per 2 persone)
• 400 g di zucca pulita
• 1 porro (solo la parte tenera)
• 1 patata media
• 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
• Brodo vegetale q.b.
• Sale e pepe nero q.b.
• Noce moscata (facoltativa)
• 1 manciata di nocciole tostate grossolanamente tritate
• Un filo di olio extravergine a crudo
Opzionale: rosmarino o salvia per profumare

Preparazione
1. La base
Taglia il porro a rondelle sottili e fallo appassire dolcemente in casseruola con l’olio extravergine, a fuoco basso.
2. Le verdure
Aggiungi la zucca e la patata tagliate a cubetti. Mescola e lascia insaporire qualche minuto.
3. La cottura
Copri con brodo vegetale caldo e cuoci per circa 25–30 minuti, finché le verdure saranno morbide.
4. La vellutata
Frulla il tutto lasciando la consistenza leggermente rustica, non troppo liscia. Regola di sale, pepe e, se ti piace, una grattugiata di noce moscata.
5. Il tocco finale
Servi la vellutata calda, completa con nocciole tostate, un filo d’olio a crudo e, se vuoi, una fogliolina di erba aromatica.

L’anima nel piatto
La zucca è dolcezza che consola. Il porro accompagna e scalda senza invadere. Le nocciole riportano alla terra, al bosco, alla parte più antica e concreta di noi.
Questa vellutata è un piatto che non chiede performance: chiede solo presenza. È un invito a rallentare, a sedersi, a respirare mentre il cucchiaio affonda piano.

Nutrizione e benessere
• La zucca è ricca di betacarotene, sostiene il sistema immunitario e dona energia gentile.
• Il porro favorisce la digestione ed è un alleato dell’intestino.
• Le nocciole apportano grassi buoni e minerali utili nei periodi di stanchezza e freddo.

È un piatto leggero ma nutriente, ideale la sera, quando il corpo chiede calore senza appesantimento.

Tortine soffici all’arancia (con mignon croccanti)

… Il dolce caldo che nasce dal desiderio di stare al riparo dal freddo.
Stasera avevo bisogno di calore. Fuori si gelava, e la casa chiedeva un profumo che avvolgesse, qualcosa che scaldasse il cuore prima ancora del palato. Ho aperto il frigo e ho trovato le arance, la stessa cassa arrivata ieri dalla frutta e verdura. Ho preso anche due mandarini, così ,senza pensarci troppo.
E mentre preparavo l’impasto, mi è venuta voglia di provare qualcosa anche in vista delle feste. È nato così questo piccolo laboratorio dolce:
due tortine all’arancia, e una dozzina di mignon irresistibili.

Ingredienti (dose unica)
• 250 ml succo d’arancia
(nel mio caso arancia + un po’ di mandarino fino ad arrivare a 250 ml totali)
• scorza grattugiata di un’arancia grande
• 2 uova
• 100 g olio di semi di girasole
• 200 g zucchero circa
• 10 g lievito per dolci in polvere
• 1 bustina di vanillina
• 300 g farina 00 circa
• zucchero semolato per la superficie
• altra scorza d’arancia per guarnire
• spicchi di mandarino per decorare (opzionali)

Preparazione
1. Sbatti le uova con lo zucchero fino a renderle spumose.
2. Aggiungi l’olio, il succo d’arancia (e mandarino se lo usi) e la scorza grattugiata.
3. Incorpora la farina e il lievito setacciati e la bustina di vanillina.
4. Mescola per ottenere un impasto morbido e fluido.
5. Versa negli stampi (vedi sezione successiva).
6. Cuoci in forno ventilato a 180°C — vedi tempi sotto.
7. Una volta pronti, fai raffreddare e aggiungi scorza d’arancia grattugiata e zucchero semolato

Scelta degli stampi
Questo impasto può diventare, a seconda del desiderio:
Opzione A – classica: una torta unica da stampo standard (22–24 cm)
oppure
Opzione B – la mia versione:
1 tortina in stampo piccolo tipo crostata (quello col fondo removibile)
1 tortina in stampo a cerniera da ~18 cm
1 teglia unica da 12 stampini mini-mignon

Cottura (forno ventilato)
• Forno a 180°C ventilato
• Ripiano centrale
• Tutto sulla stessa griglia

Tempi

  • tortina tipo crostata → 35 min
  • tortina da 18 cm → 35 min
  • mignon → togliere 5 minuti prima

Consistenza finale reale
• le tortine rimangono soffici e delicate
• i mignon vengono croccantini fuori e morbidi dentro

Variante golosa
per Natale puoi: intingere metà dei mignon nel cioccolato fondente fuso oppure versare un filo di fondente caldo sulla tortina più bassa
arancia + cioccolato = magia perfetta

L’anima nel piatto
Questo dolce parla di casa. Di calore. Di bisogno di protezione. Di serate lente. Di mani che impastano, mentre fuori l’inverno bussa forte.
È un abbraccio che profuma d’agrumi.

Nutrizione e benessere
• gli agrumi sostengono il sistema immunitario
• favoriscono vitamina C nei periodi freddi
• scaldano grazie alla componente zuccherina naturale
• oli essenziali della scorza danno beneficio per l’umore

Consiglio finale
Mangialo lentamente, accompagnato da una tisana fumante e lascia che il cuore si scaldi un po’.

Crostoni di polenta croccante

Ieri, durante la spesa, mi sono lasciata ispirare da un banco del pesce insolitamente invitante. C’erano dei piccoli ciuffi di calamaro, otto tentacoli sottili e lucidi che sembravano perfetti per una prova natalizia.
Avevo voglia di creare qualcosa di speciale, diverso dalle solite idee di festa: un antipasto caldo, profumato, elegante.
Stasera ho deciso di trasformare quel semplice acquisto in un mini laboratorio creativo – e da quell’esperimento è nato questo crostone: croccante, marino, agrumato, sorprendentemente equilibrato.
Mentre preparavo il primo crostone a base di mare, mi è venuta voglia di creare anche una versione più calda, avvolgente, quasi “di montagna”. Avevo ancora un po’ di gorgonzola e crescenza in frigo—avanzi di un tagliere improvvisato della settimana scorsa—e mi è sembrato il momento perfetto per trasformarli in qualcosa di nuovo.
Un’idea semplice, nata lì per lì: una fonduta cremosa che incontrasse la polenta croccante. Poi, una folgorazione: una fetta sottilissima di lardo sopra, appena appoggiata, pronta a sciogliersi con il calore. Ed è nato un crostone che sa di coccola, di casa e di inverno.
Vi lascio le due ricette

Crostone di polenta croccante con crema rustica di calamari, ceci e agrumi

Ingredienti (per 8 crostoni)
• 8 cubi di polenta già cotta
• Olio extravergine d’oliva per la padella
• 1 ciuffo di calamari (circa 8 tentacoli)
• 2 cucchiai di succo d’arancia oppure succo di limone
• Scorza di mezza arancia (o mezzo limone)
• Scorza fresca per la guarnizione finale
• 2–3 cucchiai di ceci cotti
• 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
• 1–2 cucchiai di acqua
• Sale q.b.

Preparazione
1.
Preparare la polenta croccante
Taglia i cubi e mettili in padella con un filo d’olio.
Rosola su tutti i lati finché non si forma una crosticina dorata, croccante fuori e morbida dentro.
2. Cuocere i calamari
Sbollenta il ciuffo di tentacoli per circa 20–25 minuti.
Scola e lascia raffreddare.
3. Arrostire
Passa i tentacoli sulla piastra o in padella con un filo d’olio fino a renderli ben dorati.
4. Preparare la crema rustica
Taglia la parte più spessa dei tentacoli.
Frullala grossolanamente con:
• 2 cucchiai di succo d’arancia (o limone)
• 1–2 cucchiai di acqua
• prezzemolo
• sale
Deve rimanere una crema “ruvida”: non liscia.
5. Aggiungere i ceci
Unisci i ceci e frulla “a impulsi”: devono rimanere piccoli pezzetti visibili.
6. Scaldare la crema
Passala 1 minuto in padellino: si compatterà e diventerà più profumata.
7. Assemblare i crostoni
• Polenta croccante
• Cucchiaio di crema rustica calda
• Un tentacolo intero sopra (uno per ogni crostone)
• Filo d’olio
• Scorza di arancia o limone fresca

L’anima nel piatto
Qui si incontrano tre energie:
• La polenta che radica, scalda, rassicura.
• Il calamaro che porta il sapore del viaggio, del movimento, dell’acqua.
• L’agrume che illumina, pulisce, risveglia.

È un antipasto che racconta trasformazione: unire ingredienti semplici per creare qualcosa di sorprendente, quasi festivo, che celebra la creatività spontanea e il piacere di lasciarsi ispirare.

Nutrizione e benessere
• Il calamaro è leggero, proteico e digeribile.
• I ceci aggiungono fibre e sostegno intestinale.
• Gli agrumi facilitano la digestione del pesce e portano vitamine.
• La polenta dà energia “calma”, perfetta nelle serate più fredde.

Crostone di polenta croccante con fonduta di gorgonzola, crescenza e lardo

Ingredienti (per 8 crostoni)
• 8 cubi di polenta già cotta
• Olio extravergine d’oliva (per renderla croccante in padella)
• 70 g di gorgonzola dolce
• 70 g di crescenza
• 1 cucchiaio di latte
• 8 fettine sottilissime di lardo

Preparazione
1. Preparare la polenta

Taglia i cubi e falli rosolare in padella con un filo d’olio.
Devono diventare dorati e croccanti in superficie, mantenendo la morbidezza interna.
2. Creare la fonduta
In un pentolino, sciogli gorgonzola e crescenza a fiamma bassa con un cucchiaio di latte. Mescola lentamente finché la consistenza diventa vellutata e liscia.
3. Assemblare i crostoni
• Disponi la polenta calda su un piatto.
• Versa sopra un cucchiaio abbondante di fonduta.
• Appoggia delicatamente una fettina sottilissima di lardo.
Il calore farà velare il formaggio, creando una glassa morbida e profumata.

L’anima nel piatto
Questo crostone è un abbraccio. È il calore di un camino, il profumo di una baita, la parte morbida dell’inverno: quella che consola e accarezza.
La polenta, radicante e solida, incontra la morbidezza sensuale della fonduta. Il lardo porta una nota ancestrale: un sapore antico che ricorda che anche nelle stagioni fredde possiamo trovare conforto, abbondanza e piacere. È un assaggio che parla di rallentare, di concedersi un momento di bellezza semplice, di ascoltare ciò che nutre anche l’anima.

Nutrizione e benessere
• La polenta è una fonte di energia dolce, facilmente digeribile.
• I formaggi, se usati in piccole quantità, danno sazietà e calore interno.
• Il lardo, scelto sottile e di qualità, non appesantisce ma dona profondità aromatica.
• Il mix lattico-croccante stimola gratificazione e rilassamento, perfetto per cene che vogliono “scaldare”.

Filetti di pollo dorati alla curcuma, cipolle rosse e zenzero

Un abbraccio caldo, semplice, che profuma di casa.
Questa ricetta nasce da un gesto naturale, intuitivo, quasi spontaneo.
Un taglio sottile, un profumo dorato di curcuma, cipolle che si sciolgono dolcemente, un filo di latte vegetale che crea una crema leggera e avvolgente.
È un piatto che accarezza: leggero ma intenso, morbido ma vivo di aromi, con quella nota fresca di zenzero che porta luce e calore.

Perfetta per una cena semplice, nutriente, piena di quell’amore che si mette nei gesti più quotidiani.

Ingredienti (per 2 persone)
• 400 g circa di petto di pollo tagliato a filetti sottili
• 2 cipolle rosse grandi, affettate finissime (meglio con mandolina)
• 1 cucchiaio di curcuma
• 1 cucchiaio colmo di farina (anche di riso per versione più leggera)
• ½ cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
• Sale e pepe q.b.
• Un filo di olio extravergine di oliva
• Un piccolo goccio di vino bianco secco per sfumare
• Latte vegetale non zuccherato (soia) quanto basta per coprire leggermente
• Erba cipollina o prezzemolo per guarnire

Preparazione
1. In una ciotola con le mani mescola i filetti di pollo con sale, pepe, curcuma e farina.
2. Scalda un filo d’olio in una padella e rosola il pollo a fuoco vivace per circa 5–7 minuti, fino a doratura leggera.
3. Aggiungi le cipolle sottilissime e falle appassire qualche minuto.
4. Unisci lo zenzero grattugiato, mescola e respira il profumo.
5. Sfumatura: versa un piccolo goccio di vino bianco e lascia evaporare.
6. Abbassa la fiamma, aggiungi latte di soia a filo, copri e cuoci 20–30 minuti, mescolando ogni tanto, finché il pollo è tenero e il sughetto cremoso.
7. Riposa un minuto e servi con erba cipollina o prezzemolo fresco.

L’anima nel piatto
Questo piatto è una carezza. È la scelta di nutrire, di nutrirsi, di restare presenti nella semplicità.
La curcuma scalda, le cipolle addolciscono, lo zenzero sveglia — come tre voci che insieme ricordano che delicatezza e forza possono convivere.
È cucina di casa, di ritorno a sé, di verità.

Nutrizione e benessere
• Curcuma → antinfiammatoria, preziosa per articolazioni e sistema immunitario
• Zenzero → digestivo, riscaldante, energizzante
• Cipolle rosse → ricche di antiossidanti e quercetina, sostenitrici del fegato
• Pollo → proteina magra ideale per energia pulita
• Latte vegetale → rende la ricetta leggera e digeribile

Un piatto equilibrato, leggero ma pieno, perfetto per nutrire corpo e spirito nei giorni in cui si ha bisogno di calore e morbidezza.

Risotto vegano con crema di finocchi e noci

Delicato come un respiro d’inverno, questo risotto nasce dall’incontro tra la leggerezza balsamica del finocchio e la rotondità della noce.
È un piatto che parla piano, ma arriva al cuore: il finocchio purifica e schiarisce, la noce dona radicamento e forza. Insieme creano un’armonia di contrasti: bianco e dorato, dolce e croccante, aria e terra.

Una ricetta semplice ma con un’anima, perfetta per chi cerca un momento di quiete, un abbraccio nel piatto.

Ingredienti (per 4 persone)

Per il risotto:
• 320 g di riso Carnaroli o integrale
• 2 finocchi medi
• 1 scalogno piccolo
• 1 litro di brodo vegetale leggero
• 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
• ½ bicchiere di vino bianco secco
• Sale e pepe q.b.

Per la crema di finocchi:
• 1 finocchio piccolo (aggiuntivo)
• 2 cucchiai di anacardi ammollati (almeno 2 ore)
• 1 cucchiaio d’olio evo
• 1 mestolo di brodo vegetale
• Sale q.b.

Per completare:
• 6–8 noci sgusciate
• 1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
• Scorza grattugiata di limone bio (facoltativa)
• Pepe nero o noce moscata a piacere

Preparazione

1. Prepara la base. Trita finemente lo scalogno e fallo appassire in un tegame con l’olio. Aggiungi i finocchi tagliati sottili e un pizzico di sale. Cuoci 5–6 minuti finché diventano teneri e traslucidi.

2. Tosta il riso. Versa il riso nel tegame e lascialo tostare a fiamma media per 1–2 minuti. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare.

3. Cuoci il risotto. Aggiungi il brodo caldo un mestolo alla volta, mescolando con calma. Prosegui per circa 16–18 minuti (un po’ di più se usi riso integrale).

4. Prepara la crema. Nel frattempo, frulla il finocchio lessato con gli anacardi ammollati, l’olio e un mestolo di brodo. Deve risultare una crema liscia e setosa. Aggiusta di sale.

5. Manteca “a crudo”. Quando il risotto è pronto, spegni il fuoco e incorpora la crema di finocchi, il lievito alimentare e una macinata di pepe. Copri e lascia riposare un minuto: il calore residuo renderà tutto morbido e lucido.

6. Impiatta. Distribuisci il risotto nei piatti, aggiungi sopra le noci tritate grossolanamente e, se vuoi, una leggera scorza di limone o una spolverata di noce moscata.

L’anima del piatto
Il finocchio è il respiro del corpo: favorisce la leggerezza, purifica, dissolve le tensioni interiori. È la pianta che aiuta a “lasciare andare”.
La noce, al contrario, è il seme che protegge il cervello e nutre il pensiero: simbolo della mente che si radica.
Questo risotto unisce cielo e terra, leggerezza e consistenza, aria e sostanza, come un invito a trovare equilibrio tra ciò che vogliamo lasciare scorrere e ciò che vogliamo trattenere.

Nutrizione e benessere
Povero di grassi saturi, ricco di fibre e minerali, questo risotto è una carezza per l’apparato digerente.
Il finocchio stimola la digestione e riduce gonfiori; gli anacardi donano cremosità e proteine vegetali; le noci apportano Omega-3 e favoriscono la concentrazione.
Un piatto che nutre il corpo, calma la mente e purifica l’energia.

Tortino di zucca, lenticchie rosse e cuore di caprino

L’abbraccio tiepido dell’autunno.
Ci sono piatti che sanno di casa anche se non appartengono a nessuna tradizione precisa. Hanno il potere di riscaldare prima lo sguardo e poi l’anima, come una coperta leggera nelle sere più corte.
Questo tortino nasce così: dalla voglia di unire la dolcezza della zucca con la forza silenziosa delle lenticchie, in un abbraccio cremoso che si apre su un cuore di caprino. È un piatto semplice ma ricco di significato, un piccolo gesto di cura, una coccola che sa di equilibrio e rinascita.

Ingredienti (per 4 tortini o uno grande)

Per la base:
• 300 g di zucca (delicata o mantovana)
• 120 g di lenticchie rosse decorticate
• 1 cucchiaino di curcuma in polvere
• ½ cucchiaino di cumino
• Sale e pepe nero q.b.
• 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

Per il cuore:
• 120 g di formaggio di capra fresco (o feta per un gusto più deciso)

Per accompagnare:
• 150 g di yogurt greco naturale
• Succo e scorza di ½ limone
• Un filo d’olio extravergine d’oliva
• Foglioline di timo fresco (facoltative)

Procedimento

1. Preparare la base. Cuocere la zucca a fette in forno a 180°C per 25 minuti, finché morbida. Nel frattempo, sciacquare le lenticchie rosse e lessarle in acqua leggermente salata per 10-12 minuti, fino a farle sfaldare.
2. Frullare. Unire la zucca cotta, le lenticchie scolate, la curcuma, il cumino, l’olio e un pizzico di sale e pepe. Frullare fino a ottenere una crema densa e profumata.
3. Assemblare i tortini. Ungere leggermente gli stampini (o uno stampo unico). Versare metà del composto, adagiare al centro un pezzetto di caprino e coprire con il resto.
Cuocere in forno a 180°C per 20 minuti.
4. Servire. Lasciar intiepidire leggermente e servire con una salsa ottenuta mescolando yogurt, limone, olio e timo. Il contrasto tra il calore del tortino e la freschezza della salsa è la sua magia.

Lettura simbolica

Questo piatto racconta il centro caldo che ognuno di noi custodisce.
Le lenticchie, simbolo di rinascita e prosperità, rappresentano la forza della materia, la base su cui poggia ogni trasformazione.
La zucca, dolce e luminosa, parla di accoglienza e intuizione, della capacità di lasciar andare la forma per ritrovare la sostanza.
E al cuore, il caprino: bianco, morbido, vivo ,come la luce che resta anche quando fuori tutto si spoglia.
Ogni boccone è un invito a tornare al proprio nucleo, dove la vita continua a pulsare, silenziosa e piena.

Valore nutrizionale e benessere

Un tortino bilanciato e completo:
• Le lenticchie rosse sono fonte preziosa di proteine vegetali, ferro e fibre.
• La zucca apporta carotenoidi, vitamine A e C, e ha un effetto calmante sul sistema nervoso.
• Il caprino aggiunge calcio e proteine facilmente digeribili, mentre la curcuma e il cumino sostengono la digestione e hanno proprietà antinfiammatorie naturali.
È un piatto che nutre in profondità, favorendo calore, lucidità e centratura.

Cappellacci di zucca e cacao con burro al rosmarino e noci

L’eleganza dell’autunno in un piatto

L.’autunno è la stagione del raccoglimento, del ritorno a sé. È il momento in cui la luce si fa più morbida e il calore si sposta all’interno, come in un respiro che si ritira per custodire la propria essenza.
Questi cappellacci racchiudono proprio questo: una dolcezza che incontra l’ombra, un equilibrio tra luce e profondità. Il cacao tinge la sfoglia di una tonalità terrosa, mentre la zucca, dorata e vellutata, riporta la dolcezza del sole estivo in ogni boccone.

Ingredienti (per 4 persone)

Per la sfoglia:
• 300 g di farina 00
• 30 g di cacao amaro in polvere
• 3 uova medie
• 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
• Un pizzico di sale

Per il ripieno:
• 400 g di polpa di zucca (delicata o mantovana)
• 100 g di ricotta fresca
• 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
• Noce moscata q.b.
• Sale e pepe nero q.b.

Per il condimento:
• 60 g di burro
• 2 rametti di rosmarino fresco
• 3 cucchiai di noci tritate grossolanamente
• Pepe nero macinato fresco

Procedimento
1. Preparare la sfoglia: disporre la farina e il cacao a fontana, aggiungere le uova, l’olio e il sale. Impastare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Avvolgere in pellicola e lasciar riposare 30 minuti.
2. Cuocere la zucca: tagliare la zucca a fette e cuocerla in forno a 180°C per 25-30 minuti, finché risulta morbida. Rimuovere la buccia e schiacciarla con una forchetta.
3. Preparare il ripieno: n unai ciotola unire la purea di zucca con la ricotta, il parmigiano, un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Mescolare bene fino a ottenere una crema densa e profumata.
4. Stendere la pasta e formare i cappellacci: tirare la sfoglia sottile (2 mm circa), ricavare dei quadrati, mettere al centro un cucchiaino di ripieno e chiudere a triangolo, poi avvolgere le estremità per formare il cappellaccio.
5. Cuocere e condire: cuocere in acqua bollente salata per 3-4 minuti. Nel frattempo, sciogliere il burro con il rosmarino in padella. Aggiungere le noci tritate e una macinata di pepe. Scolare i cappellacci e saltarli delicatamente nel burro aromatico.

Lettura simbolica
La zucca rappresenta la luce interiore che sopravvive al buio: cresce e matura quando la natura rallenta, custodendo in sé un’energia solare e dolce.
Il cacao, invece, incarna la profondità e la parte ombra: la materia che ci radica, che dà corpo e sostanza ai nostri pensieri.
Insieme creano un dialogo perfetto tra consapevolezza e piacere, tra introspezione e nutrimento sensoriale.
Mangiare questo piatto è come celebrare un’equilibrata unione tra anima e corpo, giorno e notte, luce e terra.

Valore nutrizionale e benessere
La zucca è ricca di betacarotene, fibre e antiossidanti: aiuta a rinforzare il sistema immunitario e a proteggere la pelle.
Il cacao amaro contiene flavonoidi che stimolano la produzione di serotonina, migliorando l’umore e la concentrazione.
Le noci offrono acidi grassi omega-3, utili per il cuore e per la memoria, mentre il rosmarino favorisce la digestione e ha un’azione tonica sul sistema nervoso.
Un piatto quindi non solo elegante e gustoso, ma capace di nutrire i sensi e calmare la mente.

Burger alle zucchine e patate

Vegani, saporiti, facili e sani: i miei burger piacciono a tutti e fanno bene. Chi ha detto che mangiare sano significa rinunciare al sapore? Provare per credere!
Il segreto è usare ingredienti freschi e di buona qualità.

Ingredienti:

  • 2 zucchine 350-400 g circa
  • 3 patate medie
  • Vegetali freschi per soffritto (carota, sedano e cipolla)
  • maggiorana q.b. e/o
  • prezzemolo q.b.
  • Olio evo q.b.
  • Pan grattato q.b.
  • 1 limone ( scorza grattugiata)
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
    Farina (possibilmente di riso)

 

Preparazione:

  • Lavate le patate e lasciatele cuocere in una casseruola con acqua bollente per 20-25 minuti. Il tempo di cottura delle patate dipende dalla loro grandezza e dalla loro qualità.
  • Lavate le zucchine, spuntatele alle estremità, e successivamente tagliatele a dadini molto piccoli.
  • Procedete nello stesso modo con le verdure del soffritto.
  • In una padella antiaderente mettete un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva , spennellate il fondo e versare il soffritto.
  • Aggiungete mezzo bicchiere di acqua. Dopo qualche minuto aggiungete le zucchine, e  lasciate cuocere a fuoco basso, coprendo con un coperchio per circa 15 minuti, mescolandole continuamente.
  • Nel frattempo pelate le patate e schiacciatele con una forchetta in un piatto fondo, aggiungete un pizzico di sale (mezzo cucchiaino)
  • Aggiungete dell’erba cipollina tagliata finemente e della maggiorana fresca.
  • Appena le zucchine risultano morbide toglietele dal fuoco e unitele alla purea di patate e mescolate bene, amalgamando tutti gli ingredienti. Aggiungere 2-3 cucchiai di pan  grattato. E lasciate riposare 10-15 minuti, meglio se in frigo. Preparate il pan grattato o la farina (secondo i gusti) e iniziate a creare i burger, passandoli man mano nel preparato,  facendoli aderire per bene da tutte le parti. Ora non vi resta che cuocerli: in padella con un filo di olio evo o anche in forno.
  • Per cuocerli in forno sistemateli su una teglia foderata con carta da forno, oliateli leggermente in superficie e lasciateli cuocere nel forno caldo a 180° per 15-20 minuti.

Finocchi fantasia del sud

Preziosi alleati dell’organismo i finocchi hanno proprietà digestive, antinfiammatorie e depurative e fanno benissimo al fegato e al sangue.
Questo piatto, aromatico ma leggero, è perfetto servito sia come antipasto che come contorno.

Ingredienti:

  • 1 finocchio grande
  • Una manciata di uva passa (20 gr)
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio evo q.b.
  • Timo fresco q.b. – Erba cipollina q.b.
  • Sale q.b. Pan grattato

Procedimento:

  • Iniziate con la pulizia dei finocchi: tagliate la parte superiore eliminate la parte esterna più dura e tagliate i finocchi con una mandolina a fettine sottili. Dopo averli tagliati tutti, passateli sotto acqua fredda corrente e lasciateli scolare affinché perdano l’acqua in eccesso; potete anche lavare i ciuffetti verdi della parte superiore e unirli poi alla cottura.
  • Nel frattempo scaldate un filo di olio extravergine di oliva in una padella e fate dorare uno spicchio di aglio; quando l’aglio sarà dorato, eliminatelo e aggiungete i finocchi. Aggiustate di sale e di pepe e coprite con un coperchio.
  • Continuate la cottura per circa 10 minuti, sempre con il coperchio, e mescolate di tanto in tanto per evitare che i finocchi si attacchino. Unire il timo fresco, l’erba cipollina a piacere, l’uva passa e lasciare cuocere per altri 5 minuti. Al termine della cottura rimuovete il coperchio, aggiungete i ciuffi spezzettati grossolanamente e fate cuocere ancora un paio di minuti , e spruzzate una manciata di pane grattato di farina di riso per far assorbire gli eventuali liquidi in eccesso prodotti dal finocchio. Impiattate e servite ben caldi sia come antipasto accompagnati da crostini , sia  come contorno.