Il lato leggero della bellezza

La pelle è lo specchio diretto dello stato interno di salute ed è influenzata in particolare da due organi che sono il fegato e l’intestino, e dai sistemi circolatorio e linfatico. Per questo è importante avere grande cura di questi sistemi. I risultati migliori si ottengono seguendo un programma personalizzato di cura della salute e, insieme, della pelle. Non come soluzione temporanea, ma come scelta consapevole in cui credere ogni giorno e da seguire scrupolosamente. La bellezza interna si riferisce alla qualità profonde che comprendono il carattere, lo stato mentale la sfera emozionale. Come le fattezze del corpo possono essere modellate da dieta ed esercizio, allo stesso modo il carattere può essere reso più dolce e piacevole, la mente può essere allenata a coltivare pensieri positivi e le emozioni possono essere armonizzate, con pratica e pazienza. Tutto nasce dall’accettazione di se stessi e dal desiderio di mantenersi in forma, che porta ad avere maggiore cura di sé e accrescere il piacere di sentirsi bene ed essere più gradevole agli occhi degli altri.
Il carisma si manifesta quando la persona raggiunge un perfetto equilibrio tra bellezza interna e quella esterna.
Più la persona è in armonia con se stessa più emana una radiosa luce, magnetica, negli atteggiamenti e nelle espressioni del viso, fattori che attirano più della bellezza convenzionale. Il carisma aumenta quando ci si sente intelligenti, vitali e pieni di energia, quando si è sinceri e si vive con entusiasmo. In conclusione: la ricetta migliore per la bellezza è la gioia di vivere.
Una persona bella ma con un animo triste, senza senso dell’umorismo e priva di amore per se stessa (e per gli altri) è sicuramente meno attraente di una persona con qualche visibile difetto, ma amante della vita e positiva con se stessa e con le persone che la circondano. Certo che non si può essere sempre al massimo: a volte ci si sente abbattuti e di cattivo umore, vulnerabili o insofferenti a seconda delle situazioni. In questi momenti la prima cosa da fare è ricordarsi che gli stati d’animo possono variare perché dipendono da noi, non dalle circostanze esterne!
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La gioia è parte integrante della bellezza ma non si può acquistare in profumeria: è uno stato interiore di soddisfazione, di contentezza, tenuti insieme dalla saggezza. Quando si è felici, si prova pace e gratitudine, anche se la vita riserva delle difficoltà. Ma la gioia va scelta ogni giorno, non ricercata: è gratis, disponibile per tutti perché dipende dall’atteggiamento interiore. La vita è ciò che noi viviamo e come lo viviamo: alcune persone rimangono serene anche se sommerse da ogni sorta di problema mentre altre, a cui non mancano agiatezza e beni materiali, sono sempre tese e infelici. E tutto questo si riflette in maniera esponenziale sul nostro aspetto estetico esterno e si manifesta attraverso la pelle. Il nostro volto, che è la parte più esposta, diventa il nostro biglietto da visita e apriporte nel mondo sociale e materiale.

 

 

Pane ai 7 cereali e crema di banana e frutti di bosco

Stanca della solita fetta biscottata e marmellata? Oggi puoi trovare una soluzione alternativa davvero salutare e sfiziosa.

Il pane ai 7 cereali risulta un’ottima fonte di energia e un lievitato gustosissimo, particolarmente adatto per la colazione del mattino o la merenda pomeridiana. La farina multicereali è generalmente ottenuta grazie a un mix di farine poco raffinate o totalmente integrali e quindi molto più ricche in fibre, proteine e sali minerali, rispetto alla farina raffinata. È una miscela di farine di segale integrale, farro, mais, avena, orzo, grano tenero e grano duro.

  • Ingredienti per  il pane:  500 g di farina ai 7 cereali (da miscelare in parti uguali o già pronta), 7 g di lievito secco disidratato, 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 250 g di acqua tiepida, sale q.b. , un cucchiaino di zucchero, semi misti (sesamo bianco e nero, papavero, lino)
  • Per decorare: 2 cucchiai di banana frullata, un cucchiaio di frutti di bosco frullati.

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Rusk & Greek yogurt cake con composta ai frutti di bosco

Una spettacolare torta fatta con le fette biscottate? Ebbene si… La leggerezza non preclude il piacere di soddisfare il palato. E questo dolcetto ne è la prova!

  • Ingredienti:  2 fette biscottate integrali, bevanda di riso vegetale q.b., 1 yogurt greco naturale, 1 tazza di frutti di bosco , succo di mezzo limone, 1 cucchiaino di zucchero di canna  grezzo.
  • Per  decorare: tenere da parte qualche frutto di bosco
  • Preparazione: prendere una fetta biscottata e inzupparla nella bevanda di riso vegetale, dopodiché predisporla su un piattino da portata. Farcire con uno strato abbondante di yogurt greco.
    Procedere  nello stesso modo con la seconda fetta biscottata e lasciare riposare.
    Nel frattempo preparare la composta di frutti di bosco: posizionare i frutti in un pentolino a fuoco basso e aggiungere il succo di mezzo limone e un cucchiaino di zucchero di canna grezzo. Portare il tutto quasi a ebollizione, mescolando la frutta  quasi da renderla una crema. Appena la composta è pronta, lasciarla raffreddare qualche minuto e poi versarla sul composto preparato precedentemente.
    Decorare con qualche frutto di bosco e una fogliolina di menta

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Cestini di avena e banana con yogurt greco, cacao amaro, scaglie di mandorle e uvetta

I fiocchi d’avena e la banana sono gli unici ingredienti per creare questa magnifica base  per cestini o cheese cake. Insieme alla ricca farcitura costituiscono una completa colazione o snack per i dolci momenti della giornata.

  • Ingredienti: 1 banana matura, 3-4 cucchiai di fiocchi d’avena
  • Per decorare: 1 vasetto di yogurt greco, ½ cucchiaino di cacao amaro, 1 cucchiaio di scaglie di mandorle e 1 cucchiaio di uvetta
  • Preparazione: in una ciotola schiacciare con una forchetta la banana e amalgamarla bene ai fiocchi di avena. Nel frattempo accendere il forno e scaldarlo a 180 gradi. Foderare la formina con carta da forno, oppure spennellare con l’olio delle formine o pirottini e disporre il preparato uniformandolo bene con un cucchiaio.  Successivamente  infornare a 180 gradi per 20 minuti.
    Dopo la cottura lasciare raffreddare e procedere con la farcia.
    Preparare in una ciotola lo yogurt greco, il cacao amaro, una parte di scaglie di mandorle e uvetta e amalgamare bene.
    Proseguire al riempimento dei cestini e utilizzare il rimanente delle scaglie e dell’uvetta per decorare.

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Overnight Oatmeal con granella di nocciole e nocciole tostate intere

Sapete perché si chiama così? Perché è a base di fiocchi d’avena (oatmeal) e si lascia riposare per tutta la notte (overnight) o comunque per qualche ora prima di essere servito.

I fiocchi d’avena sciolti nei liquidi formano una sorta di budino o, come sono soliti chiamarlo gli inglese, un pudding saporito e gustoso che può essere gustato freddo oppure caldo, farcito a piacere con frutta fresca e secca, semi vari, yogurt greco, yogurt magro, yogurt alla frutta e ciò che più si desidera. Le porzioni sotto riportate sono quelle per una persona sedentaria, ma se siete degli sportivi o comunque svolgete una regolare attività di fitness, potete aumentarle ed adattarle in base al vostro fabbisogno giornaliero.

Le proporzioni tra fiocchi di avena e liquidi (acqua, latte, yogurt) sono abbastanza soggettive variando in base al grado di densità dell’overnight oatmeal desiderata. Perciò sperimentate e trovate la vostra combinazione preferita.

  • Ingredienti: 3-4 cucchiai di fiocchi d’avena – 80-100 g di parte liquida (yogurt magro o yogurt greco) e 2 cucchiai di bevanda vegetale di riso o di avena o di soia.
  • Per decorare: q.b. frutta fresca e/o q.b. mix di frutta secca/essiccata (mandorle, nocciole, noci, pistacchi, uvetta, bacche di goji)
  • Preparazione: In una ciotola unire i fiocchi d’avena con la bevanda vegetale e lo yogurt (bianco naturale, magro alla frutta, yogurt greco naturale 0% grassi o altro yogurt greco a piacere), mescolare bene il tutto e far riposare in frigorifero per tutta la notte in modo che i fiocchi di avena diventino morbidi e assorbano i liquidi.
    Trascorso il tempo di riposo, tirare fuori dal frigorifero l’overnight oatmeal, mescolate tutto e  guarnite a piacere con granella di nocciola, scaglie di mandorle oppure uva passa o frutta fresca.

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[Golosando]: la colazione

La colazione deve essere sostanziosa ed equilibrata, mentre gli spuntini e la merenda dovranno garantire all’organismo il supplemento di carburante necessario ad evitare cali di energia e di rendimento!

Iniziare bene la giornata con il giusto apporto di fibre, di cereali, di frutta fresca e secca, di semi e di grassi – ma quelli buoni e indispensabili all’organismo – è il miglior modo per affrontare e sostenere al massimo ogni individuale potenzialità.
Niente zuccheri raffinati, niente grassi saturi o idrogenati. Tutto naturale, tutto genuino, tutto equilibrato.

Cancellate il pregiudizio che la prima mossa vincente per dimagrire sia una colazione limitata a una sparuta tazza di caffè o di tè. Al suo posto introducete questo nuovo concetto: per iniziare la giornata all’insegna della snellezza, dell’energia e del buon umore è necessario fare una colazione equilibrata ed abbondante.
In effetti saltare la colazione danneggia anziché aiutare chi vuole riconquistare la linea.
Quindi la prima colazione deve coprire una parte significativa delle calorie e dei principi nutritivi necessari al buon funzionamento dell’organismo nella giornata.

Per vedere le quattro ricette alternative vai al mio progetto “Golosando”:

 

 

Il concetto di bellezza ed estetica

 

Per molti la bellezza delle cose o degli esseri esiste in se stessa in quanto è una loro proprietà intrinseca che li contraddistingue e li qualifica; per altri invece la bellezza è un semplice prodotto della nostra mente, che non esiste in se stessa, ma soltanto in noi e nella proiezione del nostro spirito. Nella prima concezione, la bellezza è universale, assoluta, elargita dalla natura (di cui facciamo parte) da un’entità superiore appunto; per la seconda concezione invece la bellezza è relativa a noi stessi, mutabile quindi con i tempi, con le civiltà, con i luoghi e gli individui. Senza addentrarci troppo in queste puntualizzazioni filosofiche si potrebbe dire che la bellezza nasce dall’uomo come coscienza sensibile di differenziazione delle cose, specifica solo in lui, a differenza di tutti gli esseri animati dalla vita. Con l’emergere nell’uomo della coscienza estetica, egli sente di voler manifestare una propria creatività sul piano pratico. L’esigenza estetica nasce quindi come istinto cosciente della ricerca dell’armonia, della forma, del ritmo e della perfezione. In altri termini, ogni individuo, attraverso l’estetica, può essere trasformato in opera d’arte, in edizioni e forme diverse. Non occorre essere belli per sembrarlo: c’è una bellezza che si riceve dalla natura e c’è una bellezza che possiamo crearci da noi. Questa bellezza fittizia ha il grande vantaggio su quella congenita di essere variabile a piacere. Individui che si creano la loro bellezza sono i “veri padroni del proprio aspetto” e quindi possono essere ciò che vogliono. Solo così, mettendo in risalto attraverso i trattamenti estetici le proprie doti naturali, consenso d’arte e misura, si può conseguire quella bellezza che attraverso i tempi ha sempre costituito motivo di ammirazione estetica e incondizionata da parte dell’uomo.
Tuttavia il mondo della bellezza, oggigiorno, sembra oramai essere diventato una giungla sia per le donne che per gli uomini: migliaia di prodotti e trattamenti, con altrettante promesse scientifiche o stravaganti, infiniti richiami pubblicitari, innumerevoli possibilità di scelta. I trattamenti estetici ai quali si ricorrere per la cura della pelle, dei capelli, del viso e del corpo sono infiniti. Nel XXI secolo abbiamo a disposizione oramai tutto e anche più di tutto e desideriamo ottenere il massimo dei risultati nel minor tempo possibile.

 

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La pelle:  struttura anatomica e funzionale  e significato simbolico

La pelle, insieme allo sguardo, è il primo strumento di comunicazione tra noi e il mondo. Attraverso la superficie corporea entriamo in contatto con l’esterno già nella vita intrauterina e l’esperienza continua dopo la nascita con i giochi, le carezze, i baci e le cure materne e paterne. La relazione con gli altri inizia da queste prime fondamentali sensazioni corporee. Il ruolo della pelle è essere il confine tra noi e l’esterno: la pelle vuole essere il mezzo di seduzione per attirare gli altri empaticamente, ma anche il limite tra la nostra e l’altrui sensibilità, perché rivela, nostro malgrado,  ciò che accade dentro ciascuno di noi! La pelle è lo specchio delle interazioni tra due mondi intraprendenti: l’interiorità e l’esteriorità in continua comunicazione. La pelle svolge funzioni fondamentali per la sopravvivenza essendo organo di protezione, di rivestimento, di contenimento, di termoregolazione, di secrezione e anche organo di senso e del tatto che è il più esteso organo sensoriale del corpo di cui è impossibile escludere l’attività continua. Noi riceviamo, nostro malgrado, stimoli derivanti dal contatto, dal dolore, dal freddo, dal caldo, dalla pressione sull’intera superficie corporea. Questi contatti sono dei messaggi di riconoscimento, interesse, ostilità, amore.
La pelle è il centro di ricezione sensoriale che crea una rete di stimoli e di risposte tra l’individuo e l’ambiente. Basti sapere che la maggioranza dei ricettori tattili è nei polpastrelli, e ciò spiega come mai le mani siano per eccellenza un organo “visivo” predominante.  Altri recettori sono responsabili dalla percezione del freddo e del caldo. Le labbra solo uno dei punti di massima sensibilità percettiva ed è per questo che il bambino esplora la quantità e la qualità degli oggetti portandoli alla bocca. Senza questa libera attività esplorativa dell’infanzia la conoscenza del mondo circostanze e delle sensazioni corporee che ne derivano resterà un’esperienza tronca, con ripercussioni sulla futura capacità di muoversi con sicurezza in relazione al mondo esterno.

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Il viaggio attraverso i segreti della bellezza quindi non può che cominciare dalla pelle. Da un punto di vista strutturale la pelle, o cute, è un apparato continuo, elastico, distendibile che riveste completamente la superficie del corpo umano, e come abbiamo detto è l’organo più esteso del corpo (circa 2 m²) e corrisponde circa al 15%  del peso di tutto il corpo: è un organo che si rinnova continuamente con spessore, colorito che varia a seconda della razza, dell’età, del peso, del sesso e della ragione corporea. Oltre a svolgere le numerose funzioni che abbiamo già elencato, la pelle è di protezione degli organi interni e degli agenti infettivi, da corrente elettriche a bassa intensità e da sostanze debolmente caustiche  o irritanti. Mantiene una temperatura corporea a 37 °C affinché le reazioni chimiche dell’organismo avvengano in modo ottimale. Elimina scorie e tossine tramite le secrezioni sebacee e sudoripare e grazie ai dotti pilo sebacei (i condotti attraverso i quali peli e sebo raggiungono la superficie) assorbe sostanze liofile, cioè affini ai grassi.

Per comprendere come un cosmetico funziona sulla pelle però è opportuno conoscere la struttura della pelle.

La pelle è costituita da tessuto epiteliale, vale a dire una membrana che avvolge il nostro corpo fungendo da involucro di protezione, sia dall’ambito esterno (la pelle) che dall’ambito interno (altri tipo di tessuto epiteliale) 

La pelle è formata da tre strati:

  1. epidermide: il più superficiale 
  2. derma: lo strato intermedio 
  3. ipoderma: il più profondo 

Ogni strato ha caratteristiche ben precise, che lo differenziano dagli altri e in modo chiaro e determinato.

1. Epidermide

È un particolare tipo di tessuto che non presenta né una circolazione sanguigna ne linfatica, ma è proprio in questo strato che avviene il rinnovamento cellulare. Le cellule nascono nella parte più profonda dell’epidermide e il 25-30 giorni “migrano” verso la superficie. Da un punto di vista sia atomico che funzionale l’epidermide si definisce strato corneo (superficiale).
Lo stato corneo è costituito da cellule morte, dure o piatte. Le cellule hanno origine in realtà nello stato germinativo e salgono verso la superficie. Le cellule qui cominciano a produrre la cheratina (una proteina fibrosa presente nell’organismo sotto forma molle o dura) che si accumula completamente all’interno della cellula.  Quindi avviene il cosiddetto processo di cheratinizzazione, in cui le cellule vengono gradualmente trasformata in lamelle cornee prive di vita e formano una validissima barriera protettiva. Il ciclo è continuo e man mano che le cellule si sfaldano e cadono vengono sostituite da quelle nuove che nel frattempo si sono trasformate. Quando c’è equilibrio tra la produzione e l’eliminazione di queste cellule la pelle presenta uno spessore normale. Viceversa sarà piuttosto spessa se le cellule cornee non vengono eliminate velocemente e sottile se sono eliminate troppo velocemente.

2. Derma

Il derma è lo stato connettivo appena sotto l’epidermide, dove è presente una lamina sottile che è collegata attraverso sottilissime fibre elastiche chiamate elaunina. Le stesse poi si ramificano più sotto e prendono il nome di elastina. Lo strato del derma presenta un proprio circolo, sia sanguigno che linfatico, che dato il calibro dei vasi piuttosto ridotto viene definito microcircolo cutaneo, ed è formato da una componente cellulare (dove l’acido jaluronico svolge una funzione di vitale importanza) e da una componente intracellulare (fibre di collagene, fibre elastiche e fibre reticolari).
Il collagene è la proteina più diffusa e rappresenta 1/3 di tutte le proteine dell’organismo

3. Ipoderma

È lo strato più profondo dove sono presenti cellule ricche di grasso, vasi, nervi e annessi.

È indispensabile conoscere esattamente il tipo di pelle per essere in grado di applicare le sostanze cosmetiche più indicate durante i trattamenti.
L’attività delle ghiandole sebacee sudoripare è fondamentale per determinare il tipo di pelle: una giusta secrezione di queste ghiandole determina uno strato protettivo misto di acqua e grassi che conferisce all’epidermide qualità particolari, quali la morbidezza e l’elasticità, rendendola idonea ad opporsi a fattori negativi esterni. Una disfunzione di queste ghiandole da luogo a tipi di pelle diversa dal normale. 

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In base al concetto appena espresso, quindi è fondamentale prima di utilizzare un cosmetico, classificare il tipo di pelle che si deve trattare. 

Normalmente la pelle viene distinta in: 

  1. pelle normale 
  2. pelle mista 
  3. pelle grassa e acneica 
  4. pelle secca o ipolipidica 
  5. pelle sensibile 
  6. pelle couperosica 


La cosmesi

Oggi si fa un gran parlare di naturale e come risposta alla crescente richiesta di ridimensionamento generale, soprattutto nella cosmesi, è iniziato da qualche anno un ritorno alle sostanze naturali. Le piante sono sempre state utili sia dal punto di vista della salute sia da quello della bellezza, tanto che molte di loro sono diventate indispensabili. Ma vediamo cosa si intende con il termine “cosmetico”.

Il termine cosmetico deriva dal greco “cosmeo” che significa “adornare” “truccare”: ma tale concetto è alquanto limitato ai giorni nostri. 

Oggi giorno per definire i prodotti cosmetici e le funzioni ad essi attribuiti si fa riferimento ad una legge che disciplina l’intero settore,  e che definisce cosmetico “le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinati ad essere applicati sulla superficie esterna del corpo umano (o sui denti o sulle mucose della bocca) allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato”.

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I prodotti cosmetici svolgono infatti diverse funzioni: igienica, eutrofica (nutrimento) ed estetica.

Queste tre funzioni possono operare sia indipendentemente che coesistere a seconda dei casi. Esempio: un sapone svolge un’azione prettamente igienica; una crema idratante sicuramente eutrofica; un moderno shampoo-balsamo svolge un’azione igienica ed eutrofica contemporaneamente, un trucco può esaltare la bellezza e quindi avere una funzione estetica.
Anche se chiaramente la legge non impone conoscenze specifiche per utilizzare i prodotti che sono sul mercato, prima di passare a vedere di cosa si compone un prodotto cosmetico sarebbe opportuno avere una piccola conoscenza generale di base. Questo al solo scopo di  capire come funziona un cosmetico e il suo utilizzo e affinché possiamo fare delle scelte utili e consapevoli.

Cellulite: come combatterla a casa

La cellulite è un alterazione dello stato adiposo sottocutaneo ed è considerata una vera e propria patologia. Nei meccanismi di origine si evidenza la profonda modificazione della circolazione sanguigna a livello periferico dei capillari (il microcircolo) posizionati nel derma. Essa provoca la fuoriuscita di liquido che tende a ristagnare tra le cellule del tessuto adiposo. L’edema è aggravato dall’accumulo di sostanze grasse, responsabile della formazione dei cuscinetti e di noduli dolorosi.
Le cause della comparsa di cellulite possono essere diverse: di tipo ormonale e/o genetico, stile di vita sedentario e alimentazione scorretta, fumo, stipsi, la gravidanza, utilizzo di farmaci (ormoni anticoncezionali hanno l’influenza peggiorativa). Anche calzature troppo alte e vestiti e scarpe stretti possono contribuire all’insorgere del disturbo. E’ un problema che interessa il 90% delle donne, ma colpisce anche gli uomini, e si può schematicamente classificare nelle seguenti tipologie:

compatta: si riscontra nei soggetti di buone condizioni fisiche e con muscolatura tonica
flaccida: appare nelle persone ipotoniche e non più giovanissime
edematosa: si manifesta principalmente sulle gambe ed è in relazione soprattutto con situazioni di sofferenza circolatoria.
fibrosa: è caratterizzata dalla presenza di numerosi noduli dolorosi e rappresenta lo stadio più irreparabile a cui è difficilmente apportare miglioramenti con i soli trattamenti estetici.

La superficie cutanea nella quale compare la cellulite ha una temperatura inferiore a quella delle altre zone corporee a causa della ridotta circolazione sanguigna. E’ infatti definita “fredda” ed è frequentemente dolorosa.
La localizzazione è ampia: cosce, parte delle gambe, zona mediale delle ginocchia, regione lombosacrale, glutei, spalle, faccia estensoria e laterale degli arti superiori, base posteriore del collo, addome, ecc.
Pur essendo una patologia esistono in commercio ottimi prodotti cosmetici in grado di migliorare il trofismo cutaneo generale (inteso come levigatezza idratazione e morbidezza) che complessivamente rendono meno visibile “l’aspetto a buccia d’arancia”.

I cosmetici formulati per questi inestetismi sono particolarmente utili ed efficaci per:
– contrastare la formazione di nuova cellulite
– contrastare la trasformazione della cellulite flaccida nella tipologia “dura” e “fibrosa”, ben più difficile da eliminare.

Tra gli ingredienti utilizzati, diverse sostanze vegetali hanno un’azione migliorativa del microcircolo e del drenaggio cutaneo in generale (che consente eliminazione più veloce delle tossine e dei grassi accumulati), contrastando la formazione dei piccoli gonfiori e dei ristagni localizzati (tipici della fluttuazione ormonale). Tra questi di fondamentale importanza sono gli oli essenziali che svolgono un’azione drenante sui ristagni linfatici, stimolando la circolazione. Si possono utilizzare diluiti in olio di mandorle , olio di oliva o vinaccioli, e massaggiati sulle parti interessate dall’inestetismo, oppure diluiti con il sale nella vasca da bagno per un’azione tonificante. Su quali puntare? Sicuramente su quello essenziale di betulla che aiuta in caso di gambe pesanti e gonfie; ma anche sull’olio essenziale di limone e arancio dolce per stimolare la circolazione linfatica e venosa; su quello di rosmarino, per stimolare la circolazione periferica e drenare il sistema linfatico; ottimo l’olio essenziale di cipresso: tonifica e migliora l’aspetto della pelle, oppure l’olio essenziale di geranio che favorisce la circolazione; e ancora l’olio essenziale di foglie di cannella: rafforza il tessuto connettivale, e non da meno l’olio essenziale di lime pressato a freddo: rafforza i capillari e riduce la ritenzione idrica (non usare prodotti a base di lime, limone, arancio prima di prendere il sole perché potrebbero causare macchie, essendo fotosensibili).

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Alcune sostanze cosmetiche mostrano una spiccata attività “lipolitica” aiutando a “sciogliere i grassi” di deposito dell’ipoderma. Tra questi ingredienti il più interessante è rappresentato dalla caffeina: maggiore è la sua concentrazione nel prodotto più la funzionalità di quest’ultima si discosta da quella cosmetica avvicinandosi all’azione farmacologica (più profonda ed efficace). Per questo motivo la maggior parte dei gel e delle creme cosmetiche anticellulite non contengono alti dosaggi di caffeina pura, il cui effetto è comunque potenziato dall’associazione con altre sostanze attive come la carnitina.
La fitocosmesi più che l’impiego della caffeina pura propone l’utilizzo di estratti vegetali ricchi di questo componente come la cola, la guaranà, il Matè e la stessa pianta del caffè. Sempre in fitocosmesi è diffuso l’impiego di alghe brune (ad esempio il Fucus Vescicolosus o quercia Marina), contenenti l’elemento iodio, in grado di stimolare il metabolismo a livello dei tessuti (e quindi di favorire la riduzione dei depositi di grasso). Attengono maggiormente alla farmacologia i prodotti formulati con iodio “organico” capace di agire in modo più rapido a mercato dell’ accumulo adiposo. I prodotti coadiuvanti contro gli inestetismi della cellulite sono di tipico esempio di “cosmeceutici”, ovvero di cosmetici con una funzione ben precisa e documentata da studi clinici, che si spinge oltre a quella superficiale prettamente cosmetica.

Riguardo all’efficacia dei cosmetici anticellulite vale la pena sottolineare che, mentre l’applicazione di una crema per cellulite non sostituisce un’ora di sport, è altrettanto vero il contrario: l’esercizio fisico non ha un effetto rilevante sulla staticità, la levigatezza e l’idratazione della cute, se paragonato ai cosmetici specifici. Inoltre come nel caso dell’invecchiamento della pelle, non è dall’utilizzo di un prodotto specifico per un solo mese all’anno che ci si possa attendere i risultati sorprendenti , bensì l’impiego costante e continuativo nel tempo. L’applicazione di cosmetici anticellulite anche durante l’inverno a cicli oppure due o tre volte la settimana è il comportamento ideale per contrastare il peggioramento dell’inestetismo e favorirne un miglioramento apprezzabile (in qualche caso anche la risoluzione completa) e duraturo nel tempo.

Per combattere questo problema occorre tuttavia lavorare su più fronti: oltre a massaggi, trattamenti estetici, automassaggio è fondamentale modificare il proprio stile di vita rendendolo attivo; movimento e cibi depurativi sono la base essenziale da cui partire. Esistono alimenti in grado di contrastare la ritenzione idrica, come altri che invece ne sono i diretti responsabili. Tra quelli utili per prevenire l’accumulo di liquidi ci sono soprattutto frutta e verdura di stagione. I cibi detossinanti per eccellenza sono quelli che hanno azione drenante senza un alto apporto calorico, quali ad esempio asparagi, cetrioli, finocchi, pomodori e zucchine; ottime anche tutte le verdure amare, come carciofi, cardi, radicchi, che eliminano non solo i liquidi in eccesso ma anche le tossine dall’organismo. Come frutta è consigliabile principalmente cocomero e ananas.
Tuttavia, anche se la natura ci mette a disposizioni molti elementi, bisogna fugare ogni incertezza nel pensare che le piante o frutti possano essere utilizzate senza indicazioni esperte. Le erbe medicinali possono essere intossicanti quanto altre cure tradizionali se non usate correttamente. Non tutte le piante e le erbe, nelle forme elencate, possono essere usate indiscriminatamente nel trattamento della cellulite o di qualsiasi altro problema. Alcune di queste sono indicate per un genere di trattamento e controindicate per altri. Alcune contengono principi velenosi, cui la sensibilità dell’organismo reagisce in modi variabili. Altre semplicemente possono alterare altre problematiche in corso di salute. Quindi è sempre opportuno consultare un professionista e non procedere al “ fai da te”.
Nonostante il mercato oggi offra un incalcolabile numero e marche di prodotti specifici per trattare gli inestetismi della cellulite, il momento storico che stiamo vivendo è alquanto problematico. Nell’impossibilità di uscire e poter scegliere con tranquillità il prodotto adatto a noi, e farci consigliare da personale competente, rischiamo di trascurare questo aspetto importante della cura del nostro corpo. Per cui valutiamo alcune soluzioni che si possono realizzare in casa, con pochi elementi naturali.

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Procediamo per ordine:

1 – SCRUB CORPO
In una tazza miscelare alcuni fondi del caffè con dell’olio di oliva. Mescolare bene il preparato fino ottenere un preparato di consistenza omogenea. Iniziare a massaggiare le parti del corpo interessate dall’inestetismo. Una volta terminato l’automassaggio – scrub, fare un impacco utilizzando lo stesso preparato, sfruttando l’azione della caffeina sul metabolismo dei grassi ( la caffeina è da sempre considerata una sostanza brucia grassi), avvolgendo la parte da trattare nella pellicola trasparente. Mantenere in posa minimo mezz’ora. Procedere poi con una doccia calda.
– In alternativa a questa metodica si può procedere ad uno scrub sostituendo i fondi del caffe con del sale grosso , sfruttando così il processo di osmosi . Quindi procedere miscelando in una tazza 4 cucchiai colmi di sale, sei gocce di olio essenziale di limone , oppure un limone spremuto fresco, olio d’oliva miscelando bene il tutto fino ad ottenere un preparato omogeneo. Iniziare a massaggiare le parti del corpo interessante dall’inestetismo e, procedere poi ad avvolgere con una pellicola trasparente. Mantenere in posa minimo mezz’ora . Procedere poi con una doccia calda.
Questo trattamento è sconsigliato per chi ha una pelle estremamente delicata con evidenti capillari.
In tal caso utilizzare sale fino e aggiungere del miele al composto .

2 – IMPACCO DRENANTE ALL’ARGILLA
Se si possiede dell’argilla verde ventilata in polvere è semplice creare un fango , molto utile per la ritenzione idrica ,ottimo come anti-infiammatorio e senza controindicazioni per chi ha problemi di tiroide, perché non contiene alghe. Si prepara miscelando una tazza di argilla verde con un cucchiaio di olio di oliva, 2 goccie di olio essenziale al limone e 2 di rosmarino, e una quantità di acqua tale da rendere l’impasto morbido e spalmabile. Una volta preparato l’impasto si applica con le mani sulla zona da trattare con un leggero massaggio delicato e si avvolge il tutto con della pellicola trasparente . Mantenere in posa minimo mezz’ora.
Procedere poi con una doccia calda.

3- OLIO ANTICELLULITE
Ci sono diverse soluzioni e si possono creare diversi oli o oleoliti per la cellulite con pochi elementi freschi disponibili in casa.
Il più semplice è un preparato di olio extra vergine di oliva e limone
Con un pelapatate sbucciate uno o due limoni ben lavati e possibilmente Bio, tralasciando la parte bianca della pelle. Mettete le bucce dentro un barattolo precedentemente sterilizzato e ben asciutto e coprite completamente con olio d’oliva, oppure di vinaccioli , o olio di riso . Coprire con un panno scuro e mettete a riposare in un luogo asciutto e al buio per 8 gg. Trascorsi gli 8 giorni filtrare il preparato, levate le bucce di limone e diluire la parte restante con altrettanto olio di oliva. Il composto è così pronto per essere massaggiato sulle parti dove è presente l’inestetismo. Importante non sottoporsi ad esposizione di raggi solari dopo l’automassaggio.
Se avete disponibili degli oli essenziali potete aggiungere 2 gocce di olio essenziale di rosmarino, 2 gocce di geranio e 2 gocce di lavanda.

4. OLEOLITO ALL’EDERA
Occorre prendere 15-20 di foglie medie di Edera (foglie dei rami sterili), Olio extravergine di oliva (sostituibile con altri oli vegetali a piacere) , se avete disponibile qualche goccia di olio essenziale di Rosmarino o di Ginepro, un Vasetto in vetro della dimensione che si preferisce nuovo o precedentemente sterilizzato.
Raccogliete le foglie di Edera e lasciatele essiccare. Ponetele ben distribuite sopra a un foglio di carta assorbente e lasciatele essiccare per un giorno in un ambiente riparato.
Successivamente in un pentolino ponete le foglie di Edera essiccate e aggiungetevi l’olio vegetale fino a completa copertura delle foglie. Scaldate il tutto a bagnomaria. Una volta raggiunta la temperatura di 50°C (aiutandovi con un termometro ad immersione per i liquidi), spegnete il fuoco e lasciate riposare in infusione per tutta la notte. Successivamente facendo uso di un colino e di una garza in cotone filtrate l’oleolito nel recipiente di vetro facendo attenzione a recuperare tutto l’estratto. Si consiglia quindi di pressare le foglie al fine di far uscire l’olio residuo (molto carico di principi attivi). Una volta filtrato aggiungere all’oleolito di Edera l’1% di olio essenziale di Rosmarino o di Ginepro in base alla profumazione che preferite (ciò significa che se si preparano 300 ml di oleolito, bisogna aggiungere 3 ml di olio essenziale).

5. SOLUZIONE ALCOLICA
Un’altra soluzione interessante per combattere la cellulite se la pelle risulta particolarmente spessa è la preparazione alcoolica al rosmarino i quali benefici vengono attribuiti , oltre ad una azione anticellulite, ad una antinfiammatoria.
Occorrono 4-5 rametti di rosmarino fresco con foglie e fiori, ml 150 alcol uso alimentare a 96° e un contenitore di vetro ermetico o un barattolo precedentemente sterilizzato. Procedere con il tagliare i rami di rosmarino a pezzetti piccoli e metterli nel contenitore di vetro e aggiungere l’alcol , assicurandosi di coprire tutte le parti del rosmarino . Chiudere bene il contenitore mettere un luogo buio e lasciarlo riposare per 15 giorni. Trascorso questo tempo , prendere un panno di cotone pulito e filtrare l’alcol per separare i residui di rosmarino.
Dopo aver eseguito uno scrub sul corpo, asciugare bene la pelle. Immergere una manopolina di cotone nel preparato del barattolo e iniziare a massaggiare delicatamente con movimenti circolari la parte interessata dall’inestetismo. Lasciare agire per una decina di minuti e poi sciacquare con acqua fredda. Si consiglia di completare il trattamento con una semplice crema idratante.
Questo trattamento non è consigliato a chi ha la pelle particolarmente delicata e chiara.

Perché si sviluppano i tumori?

Alla Scuola di Naturopatia dell’Istituto Riza, dove ho studiato per diversi anni, ho approfondito molto l’aspetto del significato simbolico delle malattie.
Parlando di salute e malattia dal punto di vista olistico, si vede come la malattia sia il modo utilizzato dalla coscienza per comunicare i nostri profondi disagi, le nostre scelte di vita, tutto ciò che la mente non vuole vedere o accettare: tutto quello che in un momento della vita, o poco prima, non è in sintonia con la nostra reale natura.

Quando una persona sviluppa una qualche forma di cancro, la cellula cancerogena si espande senza limiti, senza confini, senza rispettare l’organismo che la ospita che viene lentamente portato alla morte. È interessante notare come anche noi, come specie, ci comportiamo proprio nella stessa maniera, espandendoci spesso senza ritegno su una terra che inquiniamo e distruggiamo. Al di là della similitudine comportamentale, i tumori insorgono spesso in relazione a comportamenti come una cattiva alimentazione, abuso di alcool, fumo, o altre cattive abitudini, come i pensieri negativi. Non è sempre così meccanico: spesso le forme tumorali compaiono rapidamente in persone che hanno subito grandi sofferenze, separazioni, depressione profonda, disperazione. Altre volte attaccano l’organismo in quello che era considerato il punto forte dell’individuo, come a “segnalare” che quella cosa non è adatta a lui e che sta andando contro corrente, contro la propria reale natura.

La malattia ci obbliga a rallentare i nostri ritmi mettendoci davanti alla realtà, e attraverso essa dovremmo diventare consapevoli delle cause. Eliminare solo i sintomi, far scomparire un dolore o una manifestazione, non significa necessariamente guarigione perché la causa che ha dato origine può presentarsi dopo un certo tempo, in modo più ampio oppure sotto una nuova forma. La strada della consapevolezza della causa delle malattia è tuttavia lunga e difficile.

Per comprendere il messaggio della malattia dobbiamo compiere alcune riflessioni: per prima cosa verificare cosa sta succedendo nella nostra vita o cosa è successo poco prima. Considerare poi con attenzione quali sono le cose che la malattia ci impedisce di fare. Se la malattia non viene compresa, la coscienza proietta continui aggravamenti fino a che noi non riusciamo a terminare questo percorso di comprensione. E’ quindi importantissimo comprendere questi significati e soprattutto accettare le esperienze della nostra vita.

Secondo questo approccio la non accettazione, assieme agli errori alimentari e agli abusi è la più importante causa di malattia.

Ricetta: pancotto alla genovese con pomodoro

 

Altra ricetta veganizzata, il pancotto è una coccola, una di quelle che fanno bene all’anima e che oggi qualcuno chiama comfort food.  Ci vuole un po’ di tempo perché è una zuppa che va cotta a lungo, ma è molto facile da preparare e scalda il cuore, soprattutto nelle sere fredde e piovose.
Ecco la ricetta per quattro persone.

Ingredienti:

600 grammi di pane secco
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto di  basilico
2 pomodori maturi
Lievito in scaglie
Pangrattato
Olio extra vergine d’oliva
Pepe

Preparazione:
Tagliuzzate e schiacciate  bene i pomodori, possibilmente eliminando la pellicina. Metteteli a soffriggere in una casseruola con gli spicchi d’aglio (interi o tritati) e la cipolla. Fate andare il soffritto a fuoco lento e quando il pomodoro sarà giunto a cottura unite un litro di acqua bollente precedentemente salata. Rompete il pane a pezzi e unitelo al tutto. Aggiungete anche il basilico tagliuzzato finemente e portate ad ebollizione. Se il composto fosse troppo denso, potete allungarlo con un po di acqua calda. Dopo un’ora di cottura a fiamma bassa, sbattete il tutto con una forchetta, in modo da sbriciolare grossolanamente i pezzi di pane. Servire caldissimo, quando l’acqua sarà quasi completamente evaporata, cospargendo con abbondante lievito in scaglie, una manciata di pangrattato, un filo di olio extra vergine d’olio a crudo e pepe a piacere.