Vellutata rustica di zucca, porro e nocciole

Quando il corpo chiede lentezza e il cuore chiede calore.
Ieri sera rientrando a casa ho sentito quel freddo che non è solo nell’aria, ma entra piano anche nelle ossa.
Ho aperto il frigo senza un’idea precisa, cercando più una sensazione che una ricetta. La zucca era lì da qualche giorno, già pulita, come se mi stesse aspettando. Un porro avanzato, un sacchetto di nocciole dimenticate in dispensa.
Ho capito che avevo bisogno di qualcosa di semplice, caldo, cremoso ma con una nota rustica, che mi facesse sentire radicata e al sicuro.
Così è nata questa vellutata: senza fretta, senza pensieri, solo il tempo necessario a scaldare casa e anima.

Ingredienti (per 2 persone)
• 400 g di zucca pulita
• 1 porro (solo la parte tenera)
• 1 patata media
• 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
• Brodo vegetale q.b.
• Sale e pepe nero q.b.
• Noce moscata (facoltativa)
• 1 manciata di nocciole tostate grossolanamente tritate
• Un filo di olio extravergine a crudo
Opzionale: rosmarino o salvia per profumare

Preparazione
1. La base
Taglia il porro a rondelle sottili e fallo appassire dolcemente in casseruola con l’olio extravergine, a fuoco basso.
2. Le verdure
Aggiungi la zucca e la patata tagliate a cubetti. Mescola e lascia insaporire qualche minuto.
3. La cottura
Copri con brodo vegetale caldo e cuoci per circa 25–30 minuti, finché le verdure saranno morbide.
4. La vellutata
Frulla il tutto lasciando la consistenza leggermente rustica, non troppo liscia. Regola di sale, pepe e, se ti piace, una grattugiata di noce moscata.
5. Il tocco finale
Servi la vellutata calda, completa con nocciole tostate, un filo d’olio a crudo e, se vuoi, una fogliolina di erba aromatica.

L’anima nel piatto
La zucca è dolcezza che consola. Il porro accompagna e scalda senza invadere. Le nocciole riportano alla terra, al bosco, alla parte più antica e concreta di noi.
Questa vellutata è un piatto che non chiede performance: chiede solo presenza. È un invito a rallentare, a sedersi, a respirare mentre il cucchiaio affonda piano.

Nutrizione e benessere
• La zucca è ricca di betacarotene, sostiene il sistema immunitario e dona energia gentile.
• Il porro favorisce la digestione ed è un alleato dell’intestino.
• Le nocciole apportano grassi buoni e minerali utili nei periodi di stanchezza e freddo.

È un piatto leggero ma nutriente, ideale la sera, quando il corpo chiede calore senza appesantimento.

Polenta dorata con crema di topinambur, salvia e olio tartufato

Questa sera ho aperto il frigo e tra gli ingredienti di stagione ho trovato il topinambur. Nel mio piccolo orto verticale una pianta di salvia, con le sue foglie vellutate e profumate, mi ha subito ispirata.
Mi è venuta voglia di creare un piatto caldo, avvolgente, che sapesse di terra, di casa e di cura.
La polenta, il mio conforto d’autunno, si è trasformata in un piccolo rito personale, una carezza che parla di radici, semplicità e calore.
L’autunno invita al ritiro e al radicamento: la luce cala, le temperature scendono, e il corpo cerca nutrimento e quiete. Così come la natura accumula energia nelle radici, anche noi possiamo portare a tavola un piatto che scalda e sostiene, un abbraccio che unisce corpo, mente e anima.

Ingredienti per 2 persone
• 100 g di farina di mais per polenta
• 400 ml di acqua o brodo vegetale leggero
• 200 g di topinambur
• 1 piccola cipolla
• 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
• 1 cucchiaio di olio tartufato
• 3-4 foglie di salvia fresca
• Sale e pepe nero q.b.
• Una spolverata di formaggio grattugiato (facoltativo)

Preparazione
1. Prepara la polenta: porta a bollore l’acqua o il brodo con un pizzico di sale. Versa lentamente la farina di mais, mescolando con una frusta per evitare grumi. Cuoci a fuoco basso per circa 25-30 minuti, mescolando regolarmente fino a ottenere una consistenza cremosa.
2. Crea la crema di topinambur: sbuccia e taglia i topinambur a cubetti. In una padella, soffriggi dolcemente la cipolla tritata con l’olio EVO. Aggiungi i topinambur, copri con un po’ d’acqua e lascia cuocere finché diventano morbidi. Frulla fino a ottenere una crema liscia, regolando di sale e pepe.
3. Profuma e completa: aggiungi la salvia tritata e un filo di olio tartufato alla crema. Mescola delicatamente per amalgamare i profumi.
4. Servi: versa la polenta nei piatti, aggiungi la crema di topinambur e termina con un filo di olio tartufato e, se desideri, una spolverata di formaggio.

L’anima nel piatto
Il topinambur, che cresce nascosto nel terreno, simboleggia radicamento e resilienza: la capacità di trovare nutrimento anche nei momenti di freddo o incertezza.
La polenta dorata rappresenta protezione e calore, la luce che continua a brillare anche quando fuori cala la sera.
La salvia, con la sua forza purificatrice, porta armonia e lucidità, mentre l’aroma dell’olio tartufato aggiunge una nota profonda, misteriosa come i doni che la vita ci offre solo quando impariamo a guardare sotto la superficie.
Preparare questo piatto diventa così un atto di cura e connessione con la Terra: un modo per ritrovare il ritmo lento dell’autunno e lasciarsi avvolgere da un calore che nasce dentro.

Nutrizione e benessere
• Il topinambur è ricco di inulina, una fibra che favorisce la salute intestinale e sostiene la flora batterica.
• La salvia facilita la digestione e ha un effetto depurativo e calmante, perfetto per la sera.
• L’olio extravergine d’oliva e l’olio tartufato aiutano ad assimilare meglio le vitamine liposolubili e aggiungono tono energetico al piatto.

Consiglio di benessere
Assapora ogni boccone lentamente. Chiudi gli occhi per qualche istante e immagina di assorbire dal piatto radicamento, calore e luce — la stessa che la natura custodisce nelle sue radici quando tutto intorno si fa silenzio.

Tortine soffici all’arancia (con mignon croccanti)

… Il dolce caldo che nasce dal desiderio di stare al riparo dal freddo.
Stasera avevo bisogno di calore. Fuori si gelava, e la casa chiedeva un profumo che avvolgesse, qualcosa che scaldasse il cuore prima ancora del palato. Ho aperto il frigo e ho trovato le arance, la stessa cassa arrivata ieri dalla frutta e verdura. Ho preso anche due mandarini, così ,senza pensarci troppo.
E mentre preparavo l’impasto, mi è venuta voglia di provare qualcosa anche in vista delle feste. È nato così questo piccolo laboratorio dolce:
due tortine all’arancia, e una dozzina di mignon irresistibili.

Ingredienti (dose unica)
• 250 ml succo d’arancia
(nel mio caso arancia + un po’ di mandarino fino ad arrivare a 250 ml totali)
• scorza grattugiata di un’arancia grande
• 2 uova
• 100 g olio di semi di girasole
• 200 g zucchero circa
• 10 g lievito per dolci in polvere
• 1 bustina di vanillina
• 300 g farina 00 circa
• zucchero semolato per la superficie
• altra scorza d’arancia per guarnire
• spicchi di mandarino per decorare (opzionali)

Preparazione
1. Sbatti le uova con lo zucchero fino a renderle spumose.
2. Aggiungi l’olio, il succo d’arancia (e mandarino se lo usi) e la scorza grattugiata.
3. Incorpora la farina e il lievito setacciati e la bustina di vanillina.
4. Mescola per ottenere un impasto morbido e fluido.
5. Versa negli stampi (vedi sezione successiva).
6. Cuoci in forno ventilato a 180°C — vedi tempi sotto.
7. Una volta pronti, fai raffreddare e aggiungi scorza d’arancia grattugiata e zucchero semolato

Scelta degli stampi
Questo impasto può diventare, a seconda del desiderio:
Opzione A – classica: una torta unica da stampo standard (22–24 cm)
oppure
Opzione B – la mia versione:
1 tortina in stampo piccolo tipo crostata (quello col fondo removibile)
1 tortina in stampo a cerniera da ~18 cm
1 teglia unica da 12 stampini mini-mignon

Cottura (forno ventilato)
• Forno a 180°C ventilato
• Ripiano centrale
• Tutto sulla stessa griglia

Tempi

  • tortina tipo crostata → 35 min
  • tortina da 18 cm → 35 min
  • mignon → togliere 5 minuti prima

Consistenza finale reale
• le tortine rimangono soffici e delicate
• i mignon vengono croccantini fuori e morbidi dentro

Variante golosa
per Natale puoi: intingere metà dei mignon nel cioccolato fondente fuso oppure versare un filo di fondente caldo sulla tortina più bassa
arancia + cioccolato = magia perfetta

L’anima nel piatto
Questo dolce parla di casa. Di calore. Di bisogno di protezione. Di serate lente. Di mani che impastano, mentre fuori l’inverno bussa forte.
È un abbraccio che profuma d’agrumi.

Nutrizione e benessere
• gli agrumi sostengono il sistema immunitario
• favoriscono vitamina C nei periodi freddi
• scaldano grazie alla componente zuccherina naturale
• oli essenziali della scorza danno beneficio per l’umore

Consiglio finale
Mangialo lentamente, accompagnato da una tisana fumante e lascia che il cuore si scaldi un po’.

Crostoni di polenta croccante

Ieri, durante la spesa, mi sono lasciata ispirare da un banco del pesce insolitamente invitante. C’erano dei piccoli ciuffi di calamaro, otto tentacoli sottili e lucidi che sembravano perfetti per una prova natalizia.
Avevo voglia di creare qualcosa di speciale, diverso dalle solite idee di festa: un antipasto caldo, profumato, elegante.
Stasera ho deciso di trasformare quel semplice acquisto in un mini laboratorio creativo – e da quell’esperimento è nato questo crostone: croccante, marino, agrumato, sorprendentemente equilibrato.
Mentre preparavo il primo crostone a base di mare, mi è venuta voglia di creare anche una versione più calda, avvolgente, quasi “di montagna”. Avevo ancora un po’ di gorgonzola e crescenza in frigo—avanzi di un tagliere improvvisato della settimana scorsa—e mi è sembrato il momento perfetto per trasformarli in qualcosa di nuovo.
Un’idea semplice, nata lì per lì: una fonduta cremosa che incontrasse la polenta croccante. Poi, una folgorazione: una fetta sottilissima di lardo sopra, appena appoggiata, pronta a sciogliersi con il calore. Ed è nato un crostone che sa di coccola, di casa e di inverno.
Vi lascio le due ricette

Crostone di polenta croccante con crema rustica di calamari, ceci e agrumi

Ingredienti (per 8 crostoni)
• 8 cubi di polenta già cotta
• Olio extravergine d’oliva per la padella
• 1 ciuffo di calamari (circa 8 tentacoli)
• 2 cucchiai di succo d’arancia oppure succo di limone
• Scorza di mezza arancia (o mezzo limone)
• Scorza fresca per la guarnizione finale
• 2–3 cucchiai di ceci cotti
• 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
• 1–2 cucchiai di acqua
• Sale q.b.

Preparazione
1.
Preparare la polenta croccante
Taglia i cubi e mettili in padella con un filo d’olio.
Rosola su tutti i lati finché non si forma una crosticina dorata, croccante fuori e morbida dentro.
2. Cuocere i calamari
Sbollenta il ciuffo di tentacoli per circa 20–25 minuti.
Scola e lascia raffreddare.
3. Arrostire
Passa i tentacoli sulla piastra o in padella con un filo d’olio fino a renderli ben dorati.
4. Preparare la crema rustica
Taglia la parte più spessa dei tentacoli.
Frullala grossolanamente con:
• 2 cucchiai di succo d’arancia (o limone)
• 1–2 cucchiai di acqua
• prezzemolo
• sale
Deve rimanere una crema “ruvida”: non liscia.
5. Aggiungere i ceci
Unisci i ceci e frulla “a impulsi”: devono rimanere piccoli pezzetti visibili.
6. Scaldare la crema
Passala 1 minuto in padellino: si compatterà e diventerà più profumata.
7. Assemblare i crostoni
• Polenta croccante
• Cucchiaio di crema rustica calda
• Un tentacolo intero sopra (uno per ogni crostone)
• Filo d’olio
• Scorza di arancia o limone fresca

L’anima nel piatto
Qui si incontrano tre energie:
• La polenta che radica, scalda, rassicura.
• Il calamaro che porta il sapore del viaggio, del movimento, dell’acqua.
• L’agrume che illumina, pulisce, risveglia.

È un antipasto che racconta trasformazione: unire ingredienti semplici per creare qualcosa di sorprendente, quasi festivo, che celebra la creatività spontanea e il piacere di lasciarsi ispirare.

Nutrizione e benessere
• Il calamaro è leggero, proteico e digeribile.
• I ceci aggiungono fibre e sostegno intestinale.
• Gli agrumi facilitano la digestione del pesce e portano vitamine.
• La polenta dà energia “calma”, perfetta nelle serate più fredde.

Crostone di polenta croccante con fonduta di gorgonzola, crescenza e lardo

Ingredienti (per 8 crostoni)
• 8 cubi di polenta già cotta
• Olio extravergine d’oliva (per renderla croccante in padella)
• 70 g di gorgonzola dolce
• 70 g di crescenza
• 1 cucchiaio di latte
• 8 fettine sottilissime di lardo

Preparazione
1. Preparare la polenta

Taglia i cubi e falli rosolare in padella con un filo d’olio.
Devono diventare dorati e croccanti in superficie, mantenendo la morbidezza interna.
2. Creare la fonduta
In un pentolino, sciogli gorgonzola e crescenza a fiamma bassa con un cucchiaio di latte. Mescola lentamente finché la consistenza diventa vellutata e liscia.
3. Assemblare i crostoni
• Disponi la polenta calda su un piatto.
• Versa sopra un cucchiaio abbondante di fonduta.
• Appoggia delicatamente una fettina sottilissima di lardo.
Il calore farà velare il formaggio, creando una glassa morbida e profumata.

L’anima nel piatto
Questo crostone è un abbraccio. È il calore di un camino, il profumo di una baita, la parte morbida dell’inverno: quella che consola e accarezza.
La polenta, radicante e solida, incontra la morbidezza sensuale della fonduta. Il lardo porta una nota ancestrale: un sapore antico che ricorda che anche nelle stagioni fredde possiamo trovare conforto, abbondanza e piacere. È un assaggio che parla di rallentare, di concedersi un momento di bellezza semplice, di ascoltare ciò che nutre anche l’anima.

Nutrizione e benessere
• La polenta è una fonte di energia dolce, facilmente digeribile.
• I formaggi, se usati in piccole quantità, danno sazietà e calore interno.
• Il lardo, scelto sottile e di qualità, non appesantisce ma dona profondità aromatica.
• Il mix lattico-croccante stimola gratificazione e rilassamento, perfetto per cene che vogliono “scaldare”.

Filetti di pollo dorati alla curcuma, cipolle rosse e zenzero

Un abbraccio caldo, semplice, che profuma di casa.
Questa ricetta nasce da un gesto naturale, intuitivo, quasi spontaneo.
Un taglio sottile, un profumo dorato di curcuma, cipolle che si sciolgono dolcemente, un filo di latte vegetale che crea una crema leggera e avvolgente.
È un piatto che accarezza: leggero ma intenso, morbido ma vivo di aromi, con quella nota fresca di zenzero che porta luce e calore.

Perfetta per una cena semplice, nutriente, piena di quell’amore che si mette nei gesti più quotidiani.

Ingredienti (per 2 persone)
• 400 g circa di petto di pollo tagliato a filetti sottili
• 2 cipolle rosse grandi, affettate finissime (meglio con mandolina)
• 1 cucchiaio di curcuma
• 1 cucchiaio colmo di farina (anche di riso per versione più leggera)
• ½ cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
• Sale e pepe q.b.
• Un filo di olio extravergine di oliva
• Un piccolo goccio di vino bianco secco per sfumare
• Latte vegetale non zuccherato (soia) quanto basta per coprire leggermente
• Erba cipollina o prezzemolo per guarnire

Preparazione
1. In una ciotola con le mani mescola i filetti di pollo con sale, pepe, curcuma e farina.
2. Scalda un filo d’olio in una padella e rosola il pollo a fuoco vivace per circa 5–7 minuti, fino a doratura leggera.
3. Aggiungi le cipolle sottilissime e falle appassire qualche minuto.
4. Unisci lo zenzero grattugiato, mescola e respira il profumo.
5. Sfumatura: versa un piccolo goccio di vino bianco e lascia evaporare.
6. Abbassa la fiamma, aggiungi latte di soia a filo, copri e cuoci 20–30 minuti, mescolando ogni tanto, finché il pollo è tenero e il sughetto cremoso.
7. Riposa un minuto e servi con erba cipollina o prezzemolo fresco.

L’anima nel piatto
Questo piatto è una carezza. È la scelta di nutrire, di nutrirsi, di restare presenti nella semplicità.
La curcuma scalda, le cipolle addolciscono, lo zenzero sveglia — come tre voci che insieme ricordano che delicatezza e forza possono convivere.
È cucina di casa, di ritorno a sé, di verità.

Nutrizione e benessere
• Curcuma → antinfiammatoria, preziosa per articolazioni e sistema immunitario
• Zenzero → digestivo, riscaldante, energizzante
• Cipolle rosse → ricche di antiossidanti e quercetina, sostenitrici del fegato
• Pollo → proteina magra ideale per energia pulita
• Latte vegetale → rende la ricetta leggera e digeribile

Un piatto equilibrato, leggero ma pieno, perfetto per nutrire corpo e spirito nei giorni in cui si ha bisogno di calore e morbidezza.

Tortino di zucca, lenticchie rosse e cuore di caprino

L’abbraccio tiepido dell’autunno.
Ci sono piatti che sanno di casa anche se non appartengono a nessuna tradizione precisa. Hanno il potere di riscaldare prima lo sguardo e poi l’anima, come una coperta leggera nelle sere più corte.
Questo tortino nasce così: dalla voglia di unire la dolcezza della zucca con la forza silenziosa delle lenticchie, in un abbraccio cremoso che si apre su un cuore di caprino. È un piatto semplice ma ricco di significato, un piccolo gesto di cura, una coccola che sa di equilibrio e rinascita.

Ingredienti (per 4 tortini o uno grande)

Per la base:
• 300 g di zucca (delicata o mantovana)
• 120 g di lenticchie rosse decorticate
• 1 cucchiaino di curcuma in polvere
• ½ cucchiaino di cumino
• Sale e pepe nero q.b.
• 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

Per il cuore:
• 120 g di formaggio di capra fresco (o feta per un gusto più deciso)

Per accompagnare:
• 150 g di yogurt greco naturale
• Succo e scorza di ½ limone
• Un filo d’olio extravergine d’oliva
• Foglioline di timo fresco (facoltative)

Procedimento

1. Preparare la base. Cuocere la zucca a fette in forno a 180°C per 25 minuti, finché morbida. Nel frattempo, sciacquare le lenticchie rosse e lessarle in acqua leggermente salata per 10-12 minuti, fino a farle sfaldare.
2. Frullare. Unire la zucca cotta, le lenticchie scolate, la curcuma, il cumino, l’olio e un pizzico di sale e pepe. Frullare fino a ottenere una crema densa e profumata.
3. Assemblare i tortini. Ungere leggermente gli stampini (o uno stampo unico). Versare metà del composto, adagiare al centro un pezzetto di caprino e coprire con il resto.
Cuocere in forno a 180°C per 20 minuti.
4. Servire. Lasciar intiepidire leggermente e servire con una salsa ottenuta mescolando yogurt, limone, olio e timo. Il contrasto tra il calore del tortino e la freschezza della salsa è la sua magia.

Lettura simbolica

Questo piatto racconta il centro caldo che ognuno di noi custodisce.
Le lenticchie, simbolo di rinascita e prosperità, rappresentano la forza della materia, la base su cui poggia ogni trasformazione.
La zucca, dolce e luminosa, parla di accoglienza e intuizione, della capacità di lasciar andare la forma per ritrovare la sostanza.
E al cuore, il caprino: bianco, morbido, vivo ,come la luce che resta anche quando fuori tutto si spoglia.
Ogni boccone è un invito a tornare al proprio nucleo, dove la vita continua a pulsare, silenziosa e piena.

Valore nutrizionale e benessere

Un tortino bilanciato e completo:
• Le lenticchie rosse sono fonte preziosa di proteine vegetali, ferro e fibre.
• La zucca apporta carotenoidi, vitamine A e C, e ha un effetto calmante sul sistema nervoso.
• Il caprino aggiunge calcio e proteine facilmente digeribili, mentre la curcuma e il cumino sostengono la digestione e hanno proprietà antinfiammatorie naturali.
È un piatto che nutre in profondità, favorendo calore, lucidità e centratura.

Cappellacci di zucca e cacao con burro al rosmarino e noci

L’eleganza dell’autunno in un piatto

L.’autunno è la stagione del raccoglimento, del ritorno a sé. È il momento in cui la luce si fa più morbida e il calore si sposta all’interno, come in un respiro che si ritira per custodire la propria essenza.
Questi cappellacci racchiudono proprio questo: una dolcezza che incontra l’ombra, un equilibrio tra luce e profondità. Il cacao tinge la sfoglia di una tonalità terrosa, mentre la zucca, dorata e vellutata, riporta la dolcezza del sole estivo in ogni boccone.

Ingredienti (per 4 persone)

Per la sfoglia:
• 300 g di farina 00
• 30 g di cacao amaro in polvere
• 3 uova medie
• 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
• Un pizzico di sale

Per il ripieno:
• 400 g di polpa di zucca (delicata o mantovana)
• 100 g di ricotta fresca
• 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
• Noce moscata q.b.
• Sale e pepe nero q.b.

Per il condimento:
• 60 g di burro
• 2 rametti di rosmarino fresco
• 3 cucchiai di noci tritate grossolanamente
• Pepe nero macinato fresco

Procedimento
1. Preparare la sfoglia: disporre la farina e il cacao a fontana, aggiungere le uova, l’olio e il sale. Impastare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Avvolgere in pellicola e lasciar riposare 30 minuti.
2. Cuocere la zucca: tagliare la zucca a fette e cuocerla in forno a 180°C per 25-30 minuti, finché risulta morbida. Rimuovere la buccia e schiacciarla con una forchetta.
3. Preparare il ripieno: n unai ciotola unire la purea di zucca con la ricotta, il parmigiano, un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Mescolare bene fino a ottenere una crema densa e profumata.
4. Stendere la pasta e formare i cappellacci: tirare la sfoglia sottile (2 mm circa), ricavare dei quadrati, mettere al centro un cucchiaino di ripieno e chiudere a triangolo, poi avvolgere le estremità per formare il cappellaccio.
5. Cuocere e condire: cuocere in acqua bollente salata per 3-4 minuti. Nel frattempo, sciogliere il burro con il rosmarino in padella. Aggiungere le noci tritate e una macinata di pepe. Scolare i cappellacci e saltarli delicatamente nel burro aromatico.

Lettura simbolica
La zucca rappresenta la luce interiore che sopravvive al buio: cresce e matura quando la natura rallenta, custodendo in sé un’energia solare e dolce.
Il cacao, invece, incarna la profondità e la parte ombra: la materia che ci radica, che dà corpo e sostanza ai nostri pensieri.
Insieme creano un dialogo perfetto tra consapevolezza e piacere, tra introspezione e nutrimento sensoriale.
Mangiare questo piatto è come celebrare un’equilibrata unione tra anima e corpo, giorno e notte, luce e terra.

Valore nutrizionale e benessere
La zucca è ricca di betacarotene, fibre e antiossidanti: aiuta a rinforzare il sistema immunitario e a proteggere la pelle.
Il cacao amaro contiene flavonoidi che stimolano la produzione di serotonina, migliorando l’umore e la concentrazione.
Le noci offrono acidi grassi omega-3, utili per il cuore e per la memoria, mentre il rosmarino favorisce la digestione e ha un’azione tonica sul sistema nervoso.
Un piatto quindi non solo elegante e gustoso, ma capace di nutrire i sensi e calmare la mente.

Pane proteico ai semi vari

Questo pane è davvero un pane speciale anche se ha ingredienti completamente diversi da quelli tradizionali. È molto utilizzato da chi segue una dieta proteica o comunque a basso contenuto di carboidrati e sostituisce il pane e i derivati a base di farina. Si prepara con ingredienti semplici, quindi niente farina! Questo pane può essere utilizzato sia a colazione che a pranzo e a cena. Deve essere conservato in frigo fino a 4 o 5 giorni. Può essere anche tagliato a fette e congelato per essere poi tostato al momento dell’utilizzo. È gustosissimo accompagnato da burro di arachidi o ghee

Ingredienti
500 ml di albume d’uovo
150 g di semi di lino
100 g di semi misti di girasole, semi di zucca
Sale qb
un pizzico di curcuma in polvere
un pizzico di zenzero in polvere

Procedimento
Tritate molto finemente i semi di lino, il girasole e di zucca facendo attenzione a non ridurli in polvere, per cui è meglio utilizzare il tritatutto azionandolo a intermittenza.
Mettete il composto in una ciotola e versate insieme circa 200 ml di albume d’uovo; con delle fruste mischiate il composto.
A parte, in un altro contenitore, versate la restante parte di albume d’uovo e montatela a neve. Appena quest’ultima risulta essere consistente, mischiate il resto del composto delicatamente dal basso verso l’alto e amalgamate il tutto. Aggiungete il sale, la curcuma, lo zenzero e se avete piacere altre erbe aromatiche a vostro piacere. A questo punto versate tutto in uno stampo da plum-cake rivestito con carta da forno e cuocete a 200° per 30 minuti circa,
Lasciate raffreddare e gustate!

Risotto agli scampi e profumo di limone

Questo piatto è molto raffinato e delizioso! Alla dolcezza degli scampetti e al gusto marino, reso ancor più intenso dalla bisque (un brodo vegetale fatto con in aggiunta la testa e il carapace dei crostacei), si contrappone il gusto fresco del limone, che dà quel tocco delicato e particolare!
Si tratta di un piatto semplicissimo da realizzare e da condividere per una vera e propria coccola del palato.

Ingredienti
180-200 gr di riso carnaroli
400-500 gr di scampetti (io ho preferito quelli piccoli, ma anche gli scampi normali vanno bene)
1 limone bio
Mezzo bicchiere di vino bianco
Prezzemolo
Ghee* o burro chiarificato q.b.

Per la bisque:
verdure a piacere: sedano, carote, cipolla
1 spicchio d’aglio
Le teste e i gusci degli scampetti
1 dado vegetale o sale q.b.


Preparazione

Iniziamo dalla pulizia dei crostacei, separando le teste dalle code e precediamo tagliando gli scampetti sul dorso, con l’aiuto di una forbice, ed estraendo la polpa, che metteremo da parte dopo averla privata delle interiora ( il filo nero che troviamo sul dorso). Ricordiamoci di tenere qualche scampetto pulito e intero per guarnire i piatti finali.

Dopo aver lavato bene sotto l’acqua corrente i gusci, in una pentola mettiamo un cucchiaio di ghee* e uno spicchio di aglio fino a farlo insaporire. Poi uniamo i gusci e le teste e facciamo rosolare il tutto a fuoco vivo!

Uniamo successivamente le verdure crude, precedentemente lavate, e acqua q.b. per procedere alla cottura del brodo. Salare a piacimento oppure utilizzare un dado vegetale. Mentre cuoce il brodo (bisque) in una pentola larga mettere un cucchiaio di ghee* e rosolare la polpa spezzetata degli scampetti e quelli interi che serviranno alla fine per guarnire.


Dopo aver lavato il riso sotto l’acqua corrente, aggiungerlo e lasciar tostare a fuoco vivo, stando ovviamente attenta a non bruciare la polpa degli scampetti. Poi lasciare sfumare il tutto aggiungendo mezzo bicchiere di vino bianco.
A questo punto filtrare la bisque, che nel frattempo è cotta ed è pronta, e aggiungerla con alcuni mestoli alla cottura del riso. Il riso deve risultare quasi coperto dalla bisque e, a mano a mano che cuoce e si ritira, aggiungere il brodo fino a farlo assorbire. Una volta cotto, il riso deve risultare morbido.

A metà cottura grattugio direttamente la buccia di mezzo limone sul riso e mescolo bene affinché si amalgami con il resto. Assaggiamo e procediamo eventualmente all’aggiunta di sale prima di finire la cottura.

Il segreto

Per ottenere una perfetta cottura del risotto ricordatevi di non far mai raffreddare il brodo: è necessario che sia sempre caldo quando viene unito al riso, altrimenti i chicchi si spezzeranno in cottura! Una volta terminata la cottura grattugiare ancora un po’ di scorza di limone bio direttamente sul risotto e guarnire con gli scampetti che avete lasciato da parte. Impiattare e guarnire con qualche foglia di prezzemolo e servire direttamente con un filo di olio extra vergine d oliva a crudo!
Buon appetito!

*Per sapere tutto sul ghee e scoprire come prepararlo a casa continua a seguirmi!

Insalata saporita di totani e verdure

Questa è una ricetta di sicuro effetto e facile da preparare. Fresca, molto saporita e adatta a chi non è vegano. Si può servire sia tiepida, ripassando tutti gli ingredienti in padella, che come insalata fredda.
Ecco tutti i passaggi:

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Ingredienti
15/20 anelli di totani o calamari freschi
2 patate medie
1 spicchio d’aglio
1 cipolla fresca di Tropea
Qualche gambo di sedano
7/8 pomodorini Piccadilly
Olive taggiasche denocciolate
Prezzemolo
Basilico
Olio
Sale
Pepe

Preparazione
In una padella mettere olio, uno spicchio d’aglio spremuto, prezzemolo tritato e far rosolare.
A parte tagliare i pomodori Piccadilly, la cipolla di Tropea, il sedano e spezzettare le foglie di basilico.
In una pentola mettere in acqua fredda e far bollire le patate tagliate a dadini. Quando parte il bollore, mettere gli anelli di totano e cuocere per una decina di minuti. Scolare totani e patate e versare nella padella per fare insaporire il tutto per bene.
Dopo qualche minuto aggiungere una presa di sale e una spolverata di pepe e aggiungere le verdure fresche tagliate e le olive taggiasche snocciolate.

In alternativa, una volta cotti e raffreddati i totani e le patate in un’insalatiera, aggiungere tutti gli altri ingredienti a freddo e condire con olio, sale e pepe.