Avete mai provato a fare il seitan a casa?Il seitan è una fonte proteica vegetale eccellente. Non è difficile da fare in casa e ha il grande vantaggio di poter usare la propria farina preferita. Vi spiego come fare in pochi semplici passaggi.
Questa ricetta è indicata per ricavare circa 500/600 grammi di seitan.
Ingredienti
1 kg di farina manitoba
600/650 g di acqua
1 carota
1 cipolla
100 g di salsa shoyu o salsa di soia
alga Wakame 1 – in una terrina versate la farina setacciata e piano piano aggiungete l’acqua e impastate con cura.
2 – lavorate il composto sino a ottenere un impasto morbido e liscio, che non si attaccherà alle mani. Continuate ad impastare per almeno 10 minuti in modo che l’acqua sia ben assorbita.
3 – immergete l’impasto in acqua fredda per minimo un’ora, ma potete arrivare anche a 8 ore senza nessun problema. Il lavaggio forse è l’operazione più divertente. Lavate l’impasto sotto l’acqua corrente all’interno della terrina, alternando acqua fredda e calda.
4 – il lavaggio serve ad eliminare l’amido della farina. Quello che rimarrà alla fine sarà solo il glutine. Terminate il lavaggio quando l’acqua risulterà limpida.
5 – avvolgete il panetto di glutine in un canovaccio pulito e dategli una forma cilindrica, stringendo bene le estremità, creando una sorta di caramella, chiudendone poi gli estremi con dello spago per alimenti.
6 – in una pentola fate bollire l’acqua che avrete insaporito con le spezie e le verdure che preferite. Noi abbiamo scelto alloro, alghe Wakame, una carota e una cipolla, il tutto condito con dello shoyu. Immergete il panetto avvolto nel canovaccio e cuocete per circa 90 minuti. Passato questo tempo estraete il seitan dall’acqua e lasciatelo raffreddare.
Il seitan è pronto! Per conservarlo utilizzate l’acqua di cottura.
Potete tagliarlo a fette e mantenerlo all’interno di un contenitore ermetico in frigorifero per circa 4-5 giorni.
Oppure potete preparare un favoloso arrosto o varianti di ogni genere come i medaglioni al sugo. Preparate un sugo tradizionale a vostro piacere e lasciate insaporire i medaglioni, servendoli caldi accompagnati da un filo di olio evo e un po di basilico. Oppure potete tagliare il seitan a spezzatino e accompagnarlo con carciofi trifolati al verde.
La tosse secca è particolarmente fastidiosa, anche per quella sensazione di spossatezza, assenza di forze e peso sul petto. Premesso che va sempre accertata la causa di cui la tosse secca può essere sintomo – dato che può essere correlata a diverse patologie -, quando è collegata all’infezione delle vie respiratorie trovo molto utile l’olio essenziale di cipresso. Valgono le considerazioni fatte qui sulle cure naturali e sull’uso degli olii essenziali.
Un rimedio naturale che si può utilizzare in due modi: da applicare sul petto e sulla schiena, all’altezza dei bronchi, oppure da inghiottire (mi raccomando, deve sempre essere puro e di alta qualità, non comprate prodotti della cui provenienza e lavorazione non siete certi).
Da inghiottire
Versare 1 goccia di olio essenziale di cipresso in 1 cucchiaino da caffè di malto di riso o di sciroppo di acero, 1 zolletta di zucchero o una compressa neutrale e lasciare sciogliere
in bocca 4 volte al giorno
Da applicare:
mescolate in un flacone parti uguali:
1 goccia olio essenziale di cipresso
1 goccia olio essenziale di eucalipto radiata
1 goccia olio essenziale di ravintsara
1 goccia olio essenziale di niaouli
4 gocce olio essenziale di calofilla
Massaggiare la schiena e il torace 4 volte al giorno per 10 giorni
Sono d’accordo con chi consiglia, quando si ha la tosse secca, di eliminare dall’alimentazione i latticini, perché contengono fosfolipidi che favoriscono la formazione di muco nel fegato. È buona norma evitare anche gli zuccheri e favorire gli alimenti alleati del sistema immunitario: frutta e legumi freschi, aglio e cipolla (sempre che non ci siano controindicazioni per qualche altra ragione).
Vero toccasana per capelli, occhi e cervello, l’avocado è un frutto molto energetico, ricco di “grassi buoni” (gli stessi dell’olio di oliva) e sali minerali preziosi, come magnesio e potassio, utili per prevenire i rischi cardiovascolari. È anche una buona fonte di acido folico e di vitamine: E, C, B, K.
E queste sono già buone ragioni sufficienti per consumare avocado. Ma in più è anche buono da morire, vegan e questa salsina è velocissima da preparare e non ha l’inconveniente del – peraltro buonissimo – guacamole: non ci sono dentro aglio e cipollotti!
Ingredienti: 1 avocado grande
succo di 1/2 limone
½ cucchiaino di cumino
sale q.b.
4 cucchiai di olio evo
Preparazione: Sbuccia l’avocado e taglialo grossolanamente, spremi il limone e versa il succo sull’avocado. Frulla il tutto, aggiungendo l’olio, il cumino e il sale fino ad ottenere una crema densa e omogenea priva di grumi.
Puoi usare la salsa ottenuta per condire verdure crude, seitan o muscolo di grano.
Tecnicamente questa è una frittata vegan senza uova e si può preparare con tanti diversi ingredienti: patate, zucchine, carciofi, cipolle, ecc. Visto che è a base di farina di ceci (quindi ricca di proteine vegetali) a noi liguri ricorda anche un po’ la farinata. Questa versione si può cuocere in padella o anche nel forno. Spezie ed erbette fresche del giardino o del balcone rendono la farifrittata sfiziosa, saporita e perfetta da mangiare tiepida. Volendo puoi arricchire la tua versione con ortaggi di stagione, altre spezie o le tue erbe aromatiche preferite.
Quella che ti propongo io è con erba cipollina, salvia e maggiorana.
Ingredienti:
160 grammi di farina di ceci
320 ml di acqua
un pizzico di sale
un pizzico di curcuma
un pizzico di zenzero in polvere
erbette aromatiche tritate (una manciata di salvia, maggiorana ed erba cipollina)
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Procedimento In una ciotola mescola con una forchetta oppure con una frusta la farina di ceci, l’acqua, il sale e la curcuma e lo zenzero.
Aggiungi quindi un cucchiaio di olio e le erbette tritate finemente e continua ad amalgamare bene. Versione cotta in padella: metti un cucchiaio di olio in una padella antiaderente, versa quindi il composto e lascia cuocere a fuoco lento per circa 10 minuti, con un coperchio.
Quindi gira la farifrittata aiutandoti con una spatola e continua la cottura per altri 5 minuti. Versione cotta in forno (come nella foto): ungi una teglia e versa il composto. Inforna a 160 gradi (forno ventilato) per circa 15-20 minuti.
Metti in un piatto di portata e servi tiepida.
Tra dicembre e gennaio anche in Liguria c’è stato un picco di sindrome influenzale che ha colpito intere famiglie, quindi ho pensato di parlare di alcuni olii essenziali che possono essere utili contro la bronchite e la tosse grassa.
Faccio una premessa importante, che vale sempre quando si parla di salute e rimedi naturali: non tutte le piante e le erbe possono essere usate indiscriminatamente. Alcune sono indicate per un genere di disturbi e completamente controindicate per altri. Altre contengono principi velenosi, a cui l’organismo può reagire in modo differente. Altre ancora possono intossicare il fisico, se non vengono usate correttamente.
Le piante devono sempre essere utilizzate seguendo le indicazioni di un esperto. Si possono consigliare, ma è bene elaborare un piano completo che possa risolvere un problema più vasto e che magari si presenta ripetutamente.
In particolare, per quanto riguarda gli olii essenziali, è importantissimo sapere che, soprattutto quando devono essere ingeriti, devono essere puri e vanno assunti sotto prescrizione di chi ne ha le competenze: un uso improprio può creare danni agli organi e alle vie interne. Non si devono mai usare puri sulla pelle, se non espressamente indicato da un esperto: in genere vanno utilizzati con una base di olio vegetale o crema.
Non bisogna dimenticate che parliamo della vostra salute: per questo è importante affidarsi a chi ha le competenze per valutare eventuali interazioni con cure farmacologiche in corso per fare in modo di potenziare l’efficacia ed evitare gli effetti nocivi.
La bronchite è un processo infiammatorio della mucosa dei bronchi. Al di là delle cause fisiche associate a questa patologia, si può vedere questa malattia da un punto di vista simbolico: se non accettiamo un ambiente – per esempio quello lavorativo – e ne rifiutiamo anche l’aria, manifestiamo il nostro disagio con un’irritazione dei bronchi e una tosse importante.
Da un punto di vista psicosomatico, infatti, la respirazione è collegata all’assimilazione dell’energia vitale e il ritmo respiratorio viene enormemente influenzato dalle emozioni. Sospirare, sbuffare, tirare un sospiro di sollievo, respiro affannoso: tutti gli stati d’animo modificano il respiro indebolendo i polmoni.
In base al decorso e alle caratteristiche cliniche le bronchiti si distinguono in acute e croniche. I virus e batteri sembrano essere la causa più frequente nelle bronchiti acute.
I batteri possono giungere ai bronchi con l’aria inspirata, con il sangue oppure possono appartenere al gruppo dei “saprofiti”, germi che vivono normalmente sulle mucose dell’albero respiratorio (o altrove) senza provocare alcuna malattia. Indebolendosi per un motivo qualunque o diminuendo le difese immunitarie a causa di freddo, aria calda e secca, polveri, per esempio, anche i saprofiti possono causare la bronchite.
Dopo un raffreddamento compare quasi all’improvviso la febbre (tra i 37,5 e i 38,5 °C) accompagnata da tosse; spesso viene avvertito un dolore dietro allo sterno, in mezzo al petto, che si fa più forte con i colpi di tosse. I dolori possono estendersi anche a tutto il torace. La comparsa della tosse è il segno tipico della bronchite ed è un meccanismo di difesa dei bronchi. La tosse può essere grassa o secca.
La tosse grassa è molto utile perché permette di sbarazzarsi dei microbi. Non bisognerebbe calmarla e soffocarla: al contrario è necessario rendere fluide le
secrezioni bronchiali per facilitare la loro espulsione.
Il rimedio in questo caso è il mirto verde in olio essenziale assunto per via orale o applicato localmente.
da inghiottire:
1 goccia di olio essenziale di mirto verde in 1 cucchiaino da caffè di malto di riso o di sciroppo di acero, 1 zolletta di zucchero o una compressa neutrale lasciare sciogliere in bocca 4 volte al giorno, per 8 giorni.
da applicare all’altezza dei bronchi e sulla parte superiore della schiena:
mescolate in un flacone
1 goccia olio essenziale di mirto verde
1 goccia olio essenziale di ravintsara
3 gocce olio essenziale di calofilla
La prima cura è sempre un’alimentazione sana e bilanciata, ricca di frutta e verdura fresche e di stagione. In questo caso più che in ogni altro, è importante eliminare completamente i latticini perché contengono fosfolipidi che favoriscono la formazione di muco nel fegato. Bene evitare anche gli zuccheri e preferire gli alimenti perfetti per il sistema immunitario: frutta e legumi freschi, tra cui aglio e cipolla (se non ci sono controindicazioni per altri motivi!)
Senza rinunciare al gusto, un’insalatina facile e veloce, perfetta per ritornare in forma dopo qualche stravizio di troppo durante le feste! Le proprietà detox del finocchio, unite alla carica vitaminica del mango e ai minerali presenti nei semini sono un mix perfetto per fare il carico di energia!
Ingredienti:
1 mango
100 grammi di soncino
1 finocchio grande
1 mazzetto di prezzemolo
1 limone
Semi vari tostati (semi di girasole, di sesamo e semi di zucca)
un pizzico di sale
olio extra vergine di oliva q.b.
Procedimento:
Monda il finocchio e affettalo finemente con la mandolina. Sbuccia il mango e affettalo. Lava il prezzemolo e asciugalo.
Prepara la citronette in questo modo: in una ciotola stempera una presa di sale nel succo di limone, unisci 1 cucchiaio abbondante di olio versandolo a filo e sbattendo con una forchetta in modo da emulsionarlo.
In una insalatiera capiente raccogli il finocchio, il mango, le foglie di prezzemolo, versa sopra la salsa e mescola. Aggiungi i semini e servite la preparazione possibilmente fresca di frigorifero.
Per stupire gli amici senza rinunciare alla leggerezza ecco un piatto speciale che ci porta subito ai sapori dell’orto di inverno. Un primo di quelli come una volta: le tagliatelle fatte in casa rievocano ricordi che sanno di stufa, di madia e mattarello, quando arrivavi appena alla spianatoia e guardavi affascinato le nuvole di farina innalzarsi sotto le mani sapienti della nonna.
Contrariamente a quello che si può pensare, le tagliatelle fatte a mano non sono difficili da preparare e, in questa particolare versione con farina di castagna (qui a Genova la pasta fatta in questo modo si chiama “avvantaggiata”), sono molto delicate.
Ingredienti:
per la sfoglia:
– 60 gr di farina di castagne
– 140 gr di farina di semola di grano duro
– acqua q.b.
– un pizzico di sale
per il condimento:
– 1 broccolo piccolo
– 1 spicchio d’aglio
– olio extra vergine di oliva
– peperoncino piccante (a piacere)
Preparazione della sfoglia.
In un recipiente versa la farina setacciandola e mischiandola e aggiungi lentamente l’acqua per preparare un bel panetto morbido.
Avvolgilo in una pellicola trasparente e mettilo in frigo a riposare per circa 30 minuti.
Passato il termine indicato stendi la sfoglia sulla spianatoia e fai un rotolo di pasta da tagliare a strisce con il coltello per creare l’effetto tagliatella artigianale.
Fai bollire l’acqua e cuoci: ci vogliono normalmente 5-6 minuti.
Preparazione del condimento.
Pulisci e lava il broccolo e taglialo a pezzettini piccoli. Mettilo a cuocere in acqua per circa un quarto d’ora. Scola e lascia riposare in un colapasta fino che sia eliminata tutta l’acqua in eccesso. In una padella antiaderente fai scaldare uno spicchio d’aglio schiacciato con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva e aggiungi la verdura.
Scola le tagliatelle e fa’ saltare il tutto nella padella del condimento a fuoco lento qualche minuto. Spegni e lascia riposare.
A piacere puoi aggiungere olio crudo con peperoncino piccante e una spolverata di lievito in scaglie.
L’affermazione che gli animali sono dotati di intelligenza, di sentimenti e di consapevolezza di sé è sempre stata al centro di nutrite controversie che si sono protratte per secoli, con risultati, almeno per ora, praticamente nulli. Gli ultimi trent’anni hanno continuato a fornire prove a sostegno di quanti ritengono che gli animali sono esseri pensanti e sensibili, in grado di valutare le condizioni e lo stato emotivo proprio e altrui. Grazie a tale convinzione, unita a un profondo buon senso e una non comune capacità di comprensione, si può entrare in profonda empatia con i nostri amici a quattro zampe e considerarli dei veri e propri membri della nostra famiglia.
Se solo potessero parlare che cosa ci direbbero i nostri cari amici animali?
Chi ha uno o più animali domestici è convinto che sia sufficiente nutrirlo e ricoprirlo di attenzioni perché ricambi, felice e grato, il nostro amore. Ma questo non è sempre vero e sufficiente. Se i presupposti sono quelli indicati è altrettanto vero che essi vivono, soffrono, gioiscono e si ammalano proprio come noi.
Se noi abbiamo un qualunque sintomo fisico, che va dall’influenza alla patologia più seria, abbiamo magari la tendenza a cercare una soluzione alternativa ai farmaci, spesso con cure naturali. Mentre se i nostri amici a quattro zampe si ammalano ci facciamo prendere subito dal panico e dallo sconforto e corriamo ansiosi dal veterinario.
Io stessa, che sono abituata a curarmi con rimedi naturali e raramente assumo farmaci, entro in uno stato catatonico quando i miei cani e il mio gatto si ammalano. Riacquistando quel poco di barlume mi precipito subito a stressare il medico telefonicamente per poi correre con ansia e con il cuore a un battito cardiaco anomalo da lui.
Per non parlare dello stato ansiogeno che accompagna il momento della visita, della diagnosi e della successiva prescrizione medica, senza considerare l’aggravio economico che spesso ne consegue. Solo un professionista è in grado di proporre terapie in grado di restituire ai nostri amici – e quindi a noi – il benessere e la serenità, ritrovando la gioia e l’equilibrio.
Sapete che è possibile trattare le affezioni più comuni dei nostri amici a quattrozampe con rimedi fitoterapici e omeopatici?
Quello che in un momento di insana preoccupazione spesso dimentichiamo è che spesso i rimedi che utilizziamo per noi possono essere efficienti e risolutivi anche per gli animali.
Come molti sanno ho due splendidi esemplari di Golden Retriver: King e Violet, e un gatto europeo di nome Briciola. Dopo aver passato i primi anni a stressare telefonicamente e correre dal veterinario per ogni qualsiasi cosa, ho imparato a gestire tantissime problematiche legate alla loro salute. Questo non per mancanza di competenze, ma perché, come dicevo, prima c’è comunque sempre la tendenza a preoccuparsi e a confidare nell’efficacia del farmaco… piuttosto che nella natura stessa.
Anche gli animali, come noi umani, si differenziano per carattere, e se pur più giovane di un anno devo dire che la femmina di Golden, la mia Violet, gode da sempre di salute e robusta costituzione. Con lei raramente sono finora ricorsa a serie cure farmacologiche. Ma altrettanto non si può dire del maschio King. Oggi ha 5 anni e 6 mesi, fin dai primi mesi di vita ha dimostrato seri problemi di allergia alimentare, sottoponendosi continuamente a cambi periodici di mangimi, anche monoproteici delle migliori marche, senza mai ottenere risultati definitivi e soddisfacenti.
Le manifestazioni del disagio si sono rivelate nel tempo in diversi modi: dall’infezione oculare a quella del condotto uditivo, a piodermiti cutanee, a coniati di vomito e coliche spastiche quasi settimanali. Una vita davvero complicata per questo mio adorato amico a quattro zampe! Non vi dico le corse dai diversi veterinari prima di affidarmi a quello giusto, e comunque cure interminabili di antibiotici, antinfiammatori senza per altro mai ottenere risultati definitivi.
Curare gli animali domestici in modo naturale: le piante più utili!
Presa da grande sconforto, ho iniziato a osservare seriamente il mio cane.
La capacità di curarsi da soli in modo naturale non è una prerogativa esclusiva del genere umano. Anzi, dobbiamo imparare molto dai nostri amati animali, soprattutto dai cani e gatti: riescono a praticare una sorta di spontanea autoterapia, cibandosi di erbe dotate di proprietà curative.
Gli animali ad esempio sono soliti nutrirsi di alcune piante purganti come le graminacee (avena selvatica, ecc.), che stimolano il vomito e permettono il pieno recupero delle funzionalità gastrointestinali.
Fortunatamente ho un bel giardino e ho notato spesso King avvicinarsi ai vasi delle erbe aromatiche (timo, rosmarino, basilico, salvia… ) che svolgono funzioni digestive, toniche e antisettiche, alla continua ricerca di erba medica e altre piante a lui gradite.
Questo finché un bel giorno l’ho trovato nei pressi di un vaso contenente una pianta di aloe vera. La scena è stata quasi inverosimile. Lui fissa con i suoi occhioni la pianta e poi guarda me e inizia ad abbaiare. Questo è successo un paio di volte e dopo averlo sgridato perché tacesse, ho spostato la pianta per paura che la rovinasse. Solo oggi a distanza di tanto tempo collego questo evento a una chiara lettura simbolica e sorrido pensando che era solo un semplice gesto che annunciava un lungo e inseparabile cammino di guarigione per tutta la famiglia.
L’aloe vera non manca più in casa mia! Dopo aver sperimentato di persona diversi prodotti presenti sul mercato, derivanti da differenti fitoestratti, qualitativamente validi ma spesso molto specifici, ho deciso di fare una profonda ricerca nell’ambito dell’utilizzo dell’aloe vera. Anche qui il mercato offre tantissime soluzioni che spesso però non corrispondono alle reali aspettative descritte. Oggi sono una grande sostenitrice di questa pianta e delle sue proprietà. Credo che siano pochi i prodotti sul mercato che io non abbia ancora provato e utilizzato a base di aloe vera e, dopo attente valutazioni, ho fatto le mie scelte. Mi trovo molto bene con i prodotti di Vegas Cosmetics.
E ho scelto di utilizzarli per me, di consigliarli alle persone nel mio lavoro e soprattutto ho trovato la soluzione alla gran parte dei problemi del miei amici a quattro zampe, trovando veramente benefici e soluzioni per il benessere psicofisico di tutta la famiglia.
L’aloe vera non manca più in casa mia. La trovate sia in succo da bere, puro e biologico e sia in alcuni prodotti che io definisco di “pronto intervento” per qualsiasi tipo di problema si possa manifestare.
Vorrei condividere con voi l’incredibile risultato di salute del mio cane King.
Infezione oculare del cane
Gli occhi sono una delle parti più delicate del cane, per questo vanno regolarmente controllati, soprattutto nelle razze che sono naturalmente predisposte a patologie oftalmiche. Le patologie possono essere diverse, più o meno gravi e necessitano chiaramente di una visita specialistica veterinaria.
La blefarite riferisce ad una condizione che coinvolge l’infiammazione della pelle esterna e medio (muscolo, tessuto connettivo e ghiandole) porzioni delle palpebre. Questa condizione è anche generalmente vista come l’infiammazione secondaria della superficie interna della palpebra (congiuntiva palpebrale). I sintomi, tipi e cause possono essere di diversa entità e ognuna necessita di cure specifiche e mediche. Il corso del trattamento dipende chiaramente dalla causa sottostante la malattia.
Tra le cause che possono portare a questo tipo di infezione rientra appunto la possibilità di intolleranze ad alcuni alimenti o peggio una vera e propria allergia alimentare. In tal caso l’allergene alimentare deve essere identificato ed eliminato dalla dieta. E questo è stato appunto il caso del mio cane.
L’occhio di King con l’infezione
Le integrazioni sono state diverse e inserite con modalità consequenziali, nelle quotidiane abitudini del cane, fino al raggiungimento di uno stato di salute decisamente migliore e dove alcuni dei disturbi sopracitati sono scomparsi o decisamente attenuati.
Ho utilizzato aloe vera pura biologica in succo da bere, e 4 applicazioni locali al giorno con due prodotti specifici a base 99,98% di succo di aloe vera in lozione spray e gel.
ALOE drink natural di Vegas Cosmetics
Gel aloe vera al 99,98% di aloe vera (Barbadensis Miller) di coltivazione biologica senza zuccheri aggiunti garantisce un sistema immunitario forte nel tempo e un metabolismo cellulare ottimale. Insostituibile per deacidificare, depurare e disintossicare l’organismo, compensa i deficit alimentari. Processo produttivo che mantiene inalterate le caratteristiche del gel puro, privo di aloina.
L’intestino pigro, migliora la regolarità intestinale riducendo i problemi di cattiva digestione. Aiuta l’organismo a difendersi, fornisce un supporto naturale con i sali minerali come zinco, magnesio e ferro. Dose giornaliera di minerali importanti per il nostro organismo – e in questo caso per il nostro amico a quattrozampe – come calcio, sodio, potassio, cromo, manganese, rame, zinco e tanti altri stimolando i processi enzimatici per garantire un buon equilibrio organico. Apporto giornaliero di vitamine quali A, B1, B2, B12, C ed E, per soddisfare e compensare la loro carenza dovuta ad una dieta non equilibrata. Contiene aminoacidi e numerosi enzimi, molto utili per i processi di rinnovamento cellulare e per la sintesi delle proteine. Come depurativo facilita l’eliminazione delle scorie tossiche. Ripara la pelle con le sue proprietà rigenerative in virtù del fito complesso ricco di mucillagini, minerali,vitamine e aminoacidi. Ha proprietà anti-infiammatorie: l’aloe vera contiene 12 sostanze naturali che hanno dimostrato di poter combattere le infiammazioni autonomamente. Aiuta anche le articolazioni e la mobilità muscolare. Procura un’azione lenitiva per piccole scottature, tagli, graffi e irritazioni della pelle. Igiene e salute dentale, con l’azione anti-infiammatoria è molto utile a chi soffre di gonfiori continui alle gengive.
Con un unico prodotto sono stati trattati diversi sintomi e manifestazioni del disagio. La posologia è stata inizialmente per i primi due mesi di 30/40 ml giornalieri direttamente nel cavo orale (inseriti attraverso l’uso di una siringa priva di ago) e altrettanti nella ciotola dell’acqua del fabbisogno giornaliero. Successivamente a questo periodo la posologia per mezzo dell’inserimento diretto nel cavo orale viene somministrata a giorni alterni. Si fa riferimento al peso del cane che è circa 45 Kg.
L’occhio di King finalmente guarito 🙂
Per il trattamento topico, in particolar modo dell’occhio (come da foto) sono stati utilizzati altri due prodotti a base di aloe vera e precisamente:
ALOE VERA intense spray di Vegas Cosmetics
• Spray per il corpo ad alta concentrazione di aloe vera
• Sollievo dalle scottature e irritazioni
• Idratante e calmante allo stesso tempo
• Cura rinfresca e rigenera la pelle
• Aloe vera (90%) l’effetto avviene tramite estratti naturali preziosi: calendula, eucalipto, salvia, allantoina, propoli, achillea, timo, camomilla, passiflora, oltre a zenzero e curcuma.
In questa particolare applicazione evitare di spruzzare direttamente sulla zona perché estremamente delicata. Utilizzare un quadrato di cotone (tipo quello che si usa per struccare), spruzzare qualche goccia della lozione senza eccedere nel quantitativo, e passare delicatamente sulla zona esterna dell’occhio, come per effettuare una pulizia.
Successivamente con lo stesso criterio (utilizzando sempre un quadrato di cotone e senza eccedere nella quantità) passare qualche goccia esterna di:
ALOE VERA gel di Vegas Cosmetics
• Idratazione pura per tutto il corpo
• Rinfrescante e calmante
• Ottima per pelli arrossate
• Dona sollievo dalle scottature
• Contiene 99% aloe vera
Il nostro amico a quattro zampe potrebbe dimostrare un leggero fastidio, dato da un leggero pizzicore o bruciore, ma basta impedire che si gratti per qualche secondo e poi tutto ritorna normale.
Questo trattamento è stato applicato per circa tre settimana per quattro volte al giorno (mattina e sera) fino a completa guarigione.
A tal proposito ricordo che questi due prodotti possono essere utilizzati per i nostri amici a quattro zampe con gli stessi criteri con cui li utilizziamo per noi, dimostrando solo particolarmente attenzione alla posologia.
Con lo stesso procedimento sopra indicato si possono trattare e alleviare:
– infezioni del cavo uditivo
– infiammazioni delle gengive e denti
– piodermiti e infezioni dello stato cutaneo ( in questo caso direttamente sulla parte da trattare)
– ferite e abrasioni, ustioni.
NB: i prodotti sono naturali per cui non creano nessun problema nel caso l’animale abbia la tendenza a leccarli o ingoiarli
Secondo piatto gustoso e fonte importante di proteine vegetali, le polpettine di fagioli cannellini sanno conquistare anche i palati più difficili. E piacciono tantissimo anche ai bambini! 🙂
Si possono friggere o cuocere in forno, se vuoi un risultato più light
Ingredienti: – 1 scatola di fagioli cannellini (o la quantità equivalente di fagioli secchi o freschi)
– 2 foglie tenere cuore di lattuga romana
– 1 spicchio di aglio (o anche poca cipolla tritata fine o a cubetti)
– un ciuffo di prezzemolo
– una spolverata di farina di riso
– sale q.b.
– pepe nero o bianco (facoltativo)
– olio extravergine di oliva
– pan grattato q.b.
Per una preparazione più veloce si possono usare i fagioli in scatola, anche se io consiglio sempre quelli freschi o secchi.
Versare i fagioli nello scolapasta e dare una veloce sciacquata sotto l’acqua corrente, giusto per togliere il liquido di conservazione.
Se usi fagioli secchi, basta mettere a bagno una tazza di cannellini almeno circa 12 ore prima e farli bollire fino a cottura ultimata.
Metti i fagioli in una terrina e schiacciali con una forchetta. Aggiungi l’aglio schiacciato o la cipolla e le foglie di cuore di lattuga tagliate a pezzettini. Sale quanto basta, prezzemolo, pepe, una spolverata di farina o di pan grattato (o di entrambi, se preferisci). Mescola bene il composto.
Dato che i fagioli hanno una consistenza che si presta bene per fare le polpette non c’è bisogno di usare tanta farina o pan grattato: comincia con una spolverata e poi regolati in base all’impasto. Fai una polpetta di prova e controlla che non si attacchi troppo alle mai. Lascia comunque riposare il composto in frigo per almeno 20 minuti.
Poi forma delle palline un po’ schiacciate e passale nel pan grattato.
Cucina le polpette in padella con l’olio (non troppo poco, altrimenti si attaccano) non più di 10 minuti, oppure in forno per circa 15 minuti a 160°
Servi su foglie di cuore di lattuga , se vuoi puoi decorare il fondo con crema di aceto balsamico.
La spuma di ceci è una salsa ricca e un’ottima fonte di proteine vegetali. Si può servire con i crostini per accompagnare un aperitivo sfizioso o come antipasto, ma è anche un secondo piatto versatile e sano, soprattutto se servito con crudité di verdure., a cui si accompagna splendidamente
Questa crema di legumi ha anche un altro grandissimo vantaggio: se non hai molto tempo a disposizione è molto veloce da preparare anche all’ultimo minuto e prevede ingredienti che si possono tenere in dispensa sempre pronti all’uso.
La spuma di ceci è davvero un passepartout che si può usare per condire crostini, bruschette, gallette di riso, verdure crude e addirittura come condimento per la pasta.
Ingredienti:
– 1 barattolo di ceci già cotti, scolati dell’acqua di conservazione e ben sciacquati (oppure 250 grammi di ceci bolliti da voi)
– 1 cucchiaio di tahin
– 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
– 20 grammi di olio extravergine di oliva
– panna vegetale o di soia
– un pizzico di zenzero in polvere
– sale
– pepe
Per ottenere una crema dalla consistenza corposa e spumosa bisogna frullare i ceci in una terrina aggiungendo l’olio a filo. Successivamente si aggiungono gli altri ingredienti e si continua a frullare fino ad ottenere una crema liscia.