Il concetto di bellezza ed estetica

 

Per molti la bellezza delle cose o degli esseri esiste in se stessa in quanto è una loro proprietà intrinseca che li contraddistingue e li qualifica; per altri invece la bellezza è un semplice prodotto della nostra mente, che non esiste in se stessa, ma soltanto in noi e nella proiezione del nostro spirito. Nella prima concezione, la bellezza è universale, assoluta, elargita dalla natura (di cui facciamo parte) da un’entità superiore appunto; per la seconda concezione invece la bellezza è relativa a noi stessi, mutabile quindi con i tempi, con le civiltà, con i luoghi e gli individui. Senza addentrarci troppo in queste puntualizzazioni filosofiche si potrebbe dire che la bellezza nasce dall’uomo come coscienza sensibile di differenziazione delle cose, specifica solo in lui, a differenza di tutti gli esseri animati dalla vita. Con l’emergere nell’uomo della coscienza estetica, egli sente di voler manifestare una propria creatività sul piano pratico. L’esigenza estetica nasce quindi come istinto cosciente della ricerca dell’armonia, della forma, del ritmo e della perfezione. In altri termini, ogni individuo, attraverso l’estetica, può essere trasformato in opera d’arte, in edizioni e forme diverse. Non occorre essere belli per sembrarlo: c’è una bellezza che si riceve dalla natura e c’è una bellezza che possiamo crearci da noi. Questa bellezza fittizia ha il grande vantaggio su quella congenita di essere variabile a piacere. Individui che si creano la loro bellezza sono i “veri padroni del proprio aspetto” e quindi possono essere ciò che vogliono. Solo così, mettendo in risalto attraverso i trattamenti estetici le proprie doti naturali, consenso d’arte e misura, si può conseguire quella bellezza che attraverso i tempi ha sempre costituito motivo di ammirazione estetica e incondizionata da parte dell’uomo.
Tuttavia il mondo della bellezza, oggigiorno, sembra oramai essere diventato una giungla sia per le donne che per gli uomini: migliaia di prodotti e trattamenti, con altrettante promesse scientifiche o stravaganti, infiniti richiami pubblicitari, innumerevoli possibilità di scelta. I trattamenti estetici ai quali si ricorrere per la cura della pelle, dei capelli, del viso e del corpo sono infiniti. Nel XXI secolo abbiamo a disposizione oramai tutto e anche più di tutto e desideriamo ottenere il massimo dei risultati nel minor tempo possibile.

 

laia-nunez-IoQBqSmARv4-unsplash (1)

La pelle:  struttura anatomica e funzionale  e significato simbolico

La pelle, insieme allo sguardo, è il primo strumento di comunicazione tra noi e il mondo. Attraverso la superficie corporea entriamo in contatto con l’esterno già nella vita intrauterina e l’esperienza continua dopo la nascita con i giochi, le carezze, i baci e le cure materne e paterne. La relazione con gli altri inizia da queste prime fondamentali sensazioni corporee. Il ruolo della pelle è essere il confine tra noi e l’esterno: la pelle vuole essere il mezzo di seduzione per attirare gli altri empaticamente, ma anche il limite tra la nostra e l’altrui sensibilità, perché rivela, nostro malgrado,  ciò che accade dentro ciascuno di noi! La pelle è lo specchio delle interazioni tra due mondi intraprendenti: l’interiorità e l’esteriorità in continua comunicazione. La pelle svolge funzioni fondamentali per la sopravvivenza essendo organo di protezione, di rivestimento, di contenimento, di termoregolazione, di secrezione e anche organo di senso e del tatto che è il più esteso organo sensoriale del corpo di cui è impossibile escludere l’attività continua. Noi riceviamo, nostro malgrado, stimoli derivanti dal contatto, dal dolore, dal freddo, dal caldo, dalla pressione sull’intera superficie corporea. Questi contatti sono dei messaggi di riconoscimento, interesse, ostilità, amore.
La pelle è il centro di ricezione sensoriale che crea una rete di stimoli e di risposte tra l’individuo e l’ambiente. Basti sapere che la maggioranza dei ricettori tattili è nei polpastrelli, e ciò spiega come mai le mani siano per eccellenza un organo “visivo” predominante.  Altri recettori sono responsabili dalla percezione del freddo e del caldo. Le labbra solo uno dei punti di massima sensibilità percettiva ed è per questo che il bambino esplora la quantità e la qualità degli oggetti portandoli alla bocca. Senza questa libera attività esplorativa dell’infanzia la conoscenza del mondo circostanze e delle sensazioni corporee che ne derivano resterà un’esperienza tronca, con ripercussioni sulla futura capacità di muoversi con sicurezza in relazione al mondo esterno.

lipstick-1942172_1280

Il viaggio attraverso i segreti della bellezza quindi non può che cominciare dalla pelle. Da un punto di vista strutturale la pelle, o cute, è un apparato continuo, elastico, distendibile che riveste completamente la superficie del corpo umano, e come abbiamo detto è l’organo più esteso del corpo (circa 2 m²) e corrisponde circa al 15%  del peso di tutto il corpo: è un organo che si rinnova continuamente con spessore, colorito che varia a seconda della razza, dell’età, del peso, del sesso e della ragione corporea. Oltre a svolgere le numerose funzioni che abbiamo già elencato, la pelle è di protezione degli organi interni e degli agenti infettivi, da corrente elettriche a bassa intensità e da sostanze debolmente caustiche  o irritanti. Mantiene una temperatura corporea a 37 °C affinché le reazioni chimiche dell’organismo avvengano in modo ottimale. Elimina scorie e tossine tramite le secrezioni sebacee e sudoripare e grazie ai dotti pilo sebacei (i condotti attraverso i quali peli e sebo raggiungono la superficie) assorbe sostanze liofile, cioè affini ai grassi.

Per comprendere come un cosmetico funziona sulla pelle però è opportuno conoscere la struttura della pelle.

La pelle è costituita da tessuto epiteliale, vale a dire una membrana che avvolge il nostro corpo fungendo da involucro di protezione, sia dall’ambito esterno (la pelle) che dall’ambito interno (altri tipo di tessuto epiteliale) 

La pelle è formata da tre strati:

  1. epidermide: il più superficiale 
  2. derma: lo strato intermedio 
  3. ipoderma: il più profondo 

Ogni strato ha caratteristiche ben precise, che lo differenziano dagli altri e in modo chiaro e determinato.

1. Epidermide

È un particolare tipo di tessuto che non presenta né una circolazione sanguigna ne linfatica, ma è proprio in questo strato che avviene il rinnovamento cellulare. Le cellule nascono nella parte più profonda dell’epidermide e il 25-30 giorni “migrano” verso la superficie. Da un punto di vista sia atomico che funzionale l’epidermide si definisce strato corneo (superficiale).
Lo stato corneo è costituito da cellule morte, dure o piatte. Le cellule hanno origine in realtà nello stato germinativo e salgono verso la superficie. Le cellule qui cominciano a produrre la cheratina (una proteina fibrosa presente nell’organismo sotto forma molle o dura) che si accumula completamente all’interno della cellula.  Quindi avviene il cosiddetto processo di cheratinizzazione, in cui le cellule vengono gradualmente trasformata in lamelle cornee prive di vita e formano una validissima barriera protettiva. Il ciclo è continuo e man mano che le cellule si sfaldano e cadono vengono sostituite da quelle nuove che nel frattempo si sono trasformate. Quando c’è equilibrio tra la produzione e l’eliminazione di queste cellule la pelle presenta uno spessore normale. Viceversa sarà piuttosto spessa se le cellule cornee non vengono eliminate velocemente e sottile se sono eliminate troppo velocemente.

2. Derma

Il derma è lo stato connettivo appena sotto l’epidermide, dove è presente una lamina sottile che è collegata attraverso sottilissime fibre elastiche chiamate elaunina. Le stesse poi si ramificano più sotto e prendono il nome di elastina. Lo strato del derma presenta un proprio circolo, sia sanguigno che linfatico, che dato il calibro dei vasi piuttosto ridotto viene definito microcircolo cutaneo, ed è formato da una componente cellulare (dove l’acido jaluronico svolge una funzione di vitale importanza) e da una componente intracellulare (fibre di collagene, fibre elastiche e fibre reticolari).
Il collagene è la proteina più diffusa e rappresenta 1/3 di tutte le proteine dell’organismo

3. Ipoderma

È lo strato più profondo dove sono presenti cellule ricche di grasso, vasi, nervi e annessi.

È indispensabile conoscere esattamente il tipo di pelle per essere in grado di applicare le sostanze cosmetiche più indicate durante i trattamenti.
L’attività delle ghiandole sebacee sudoripare è fondamentale per determinare il tipo di pelle: una giusta secrezione di queste ghiandole determina uno strato protettivo misto di acqua e grassi che conferisce all’epidermide qualità particolari, quali la morbidezza e l’elasticità, rendendola idonea ad opporsi a fattori negativi esterni. Una disfunzione di queste ghiandole da luogo a tipi di pelle diversa dal normale. 

nika-akin-NaWwG6ABSoE-unsplash (1)

In base al concetto appena espresso, quindi è fondamentale prima di utilizzare un cosmetico, classificare il tipo di pelle che si deve trattare. 

Normalmente la pelle viene distinta in: 

  1. pelle normale 
  2. pelle mista 
  3. pelle grassa e acneica 
  4. pelle secca o ipolipidica 
  5. pelle sensibile 
  6. pelle couperosica 


La cosmesi

Oggi si fa un gran parlare di naturale e come risposta alla crescente richiesta di ridimensionamento generale, soprattutto nella cosmesi, è iniziato da qualche anno un ritorno alle sostanze naturali. Le piante sono sempre state utili sia dal punto di vista della salute sia da quello della bellezza, tanto che molte di loro sono diventate indispensabili. Ma vediamo cosa si intende con il termine “cosmetico”.

Il termine cosmetico deriva dal greco “cosmeo” che significa “adornare” “truccare”: ma tale concetto è alquanto limitato ai giorni nostri. 

Oggi giorno per definire i prodotti cosmetici e le funzioni ad essi attribuiti si fa riferimento ad una legge che disciplina l’intero settore,  e che definisce cosmetico “le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinati ad essere applicati sulla superficie esterna del corpo umano (o sui denti o sulle mucose della bocca) allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato”.

gabrielle-henderson-xTLqJqtq8R4-unsplash

I prodotti cosmetici svolgono infatti diverse funzioni: igienica, eutrofica (nutrimento) ed estetica.

Queste tre funzioni possono operare sia indipendentemente che coesistere a seconda dei casi. Esempio: un sapone svolge un’azione prettamente igienica; una crema idratante sicuramente eutrofica; un moderno shampoo-balsamo svolge un’azione igienica ed eutrofica contemporaneamente, un trucco può esaltare la bellezza e quindi avere una funzione estetica.
Anche se chiaramente la legge non impone conoscenze specifiche per utilizzare i prodotti che sono sul mercato, prima di passare a vedere di cosa si compone un prodotto cosmetico sarebbe opportuno avere una piccola conoscenza generale di base. Questo al solo scopo di  capire come funziona un cosmetico e il suo utilizzo e affinché possiamo fare delle scelte utili e consapevoli.

Cellulite: come combatterla a casa

La cellulite è un alterazione dello stato adiposo sottocutaneo ed è considerata una vera e propria patologia. Nei meccanismi di origine si evidenza la profonda modificazione della circolazione sanguigna a livello periferico dei capillari (il microcircolo) posizionati nel derma. Essa provoca la fuoriuscita di liquido che tende a ristagnare tra le cellule del tessuto adiposo. L’edema è aggravato dall’accumulo di sostanze grasse, responsabile della formazione dei cuscinetti e di noduli dolorosi.
Le cause della comparsa di cellulite possono essere diverse: di tipo ormonale e/o genetico, stile di vita sedentario e alimentazione scorretta, fumo, stipsi, la gravidanza, utilizzo di farmaci (ormoni anticoncezionali hanno l’influenza peggiorativa). Anche calzature troppo alte e vestiti e scarpe stretti possono contribuire all’insorgere del disturbo. E’ un problema che interessa il 90% delle donne, ma colpisce anche gli uomini, e si può schematicamente classificare nelle seguenti tipologie:

compatta: si riscontra nei soggetti di buone condizioni fisiche e con muscolatura tonica
flaccida: appare nelle persone ipotoniche e non più giovanissime
edematosa: si manifesta principalmente sulle gambe ed è in relazione soprattutto con situazioni di sofferenza circolatoria.
fibrosa: è caratterizzata dalla presenza di numerosi noduli dolorosi e rappresenta lo stadio più irreparabile a cui è difficilmente apportare miglioramenti con i soli trattamenti estetici.

La superficie cutanea nella quale compare la cellulite ha una temperatura inferiore a quella delle altre zone corporee a causa della ridotta circolazione sanguigna. E’ infatti definita “fredda” ed è frequentemente dolorosa.
La localizzazione è ampia: cosce, parte delle gambe, zona mediale delle ginocchia, regione lombosacrale, glutei, spalle, faccia estensoria e laterale degli arti superiori, base posteriore del collo, addome, ecc.
Pur essendo una patologia esistono in commercio ottimi prodotti cosmetici in grado di migliorare il trofismo cutaneo generale (inteso come levigatezza idratazione e morbidezza) che complessivamente rendono meno visibile “l’aspetto a buccia d’arancia”.

I cosmetici formulati per questi inestetismi sono particolarmente utili ed efficaci per:
– contrastare la formazione di nuova cellulite
– contrastare la trasformazione della cellulite flaccida nella tipologia “dura” e “fibrosa”, ben più difficile da eliminare.

Tra gli ingredienti utilizzati, diverse sostanze vegetali hanno un’azione migliorativa del microcircolo e del drenaggio cutaneo in generale (che consente eliminazione più veloce delle tossine e dei grassi accumulati), contrastando la formazione dei piccoli gonfiori e dei ristagni localizzati (tipici della fluttuazione ormonale). Tra questi di fondamentale importanza sono gli oli essenziali che svolgono un’azione drenante sui ristagni linfatici, stimolando la circolazione. Si possono utilizzare diluiti in olio di mandorle , olio di oliva o vinaccioli, e massaggiati sulle parti interessate dall’inestetismo, oppure diluiti con il sale nella vasca da bagno per un’azione tonificante. Su quali puntare? Sicuramente su quello essenziale di betulla che aiuta in caso di gambe pesanti e gonfie; ma anche sull’olio essenziale di limone e arancio dolce per stimolare la circolazione linfatica e venosa; su quello di rosmarino, per stimolare la circolazione periferica e drenare il sistema linfatico; ottimo l’olio essenziale di cipresso: tonifica e migliora l’aspetto della pelle, oppure l’olio essenziale di geranio che favorisce la circolazione; e ancora l’olio essenziale di foglie di cannella: rafforza il tessuto connettivale, e non da meno l’olio essenziale di lime pressato a freddo: rafforza i capillari e riduce la ritenzione idrica (non usare prodotti a base di lime, limone, arancio prima di prendere il sole perché potrebbero causare macchie, essendo fotosensibili).

glass-4108085_640

Alcune sostanze cosmetiche mostrano una spiccata attività “lipolitica” aiutando a “sciogliere i grassi” di deposito dell’ipoderma. Tra questi ingredienti il più interessante è rappresentato dalla caffeina: maggiore è la sua concentrazione nel prodotto più la funzionalità di quest’ultima si discosta da quella cosmetica avvicinandosi all’azione farmacologica (più profonda ed efficace). Per questo motivo la maggior parte dei gel e delle creme cosmetiche anticellulite non contengono alti dosaggi di caffeina pura, il cui effetto è comunque potenziato dall’associazione con altre sostanze attive come la carnitina.
La fitocosmesi più che l’impiego della caffeina pura propone l’utilizzo di estratti vegetali ricchi di questo componente come la cola, la guaranà, il Matè e la stessa pianta del caffè. Sempre in fitocosmesi è diffuso l’impiego di alghe brune (ad esempio il Fucus Vescicolosus o quercia Marina), contenenti l’elemento iodio, in grado di stimolare il metabolismo a livello dei tessuti (e quindi di favorire la riduzione dei depositi di grasso). Attengono maggiormente alla farmacologia i prodotti formulati con iodio “organico” capace di agire in modo più rapido a mercato dell’ accumulo adiposo. I prodotti coadiuvanti contro gli inestetismi della cellulite sono di tipico esempio di “cosmeceutici”, ovvero di cosmetici con una funzione ben precisa e documentata da studi clinici, che si spinge oltre a quella superficiale prettamente cosmetica.

Riguardo all’efficacia dei cosmetici anticellulite vale la pena sottolineare che, mentre l’applicazione di una crema per cellulite non sostituisce un’ora di sport, è altrettanto vero il contrario: l’esercizio fisico non ha un effetto rilevante sulla staticità, la levigatezza e l’idratazione della cute, se paragonato ai cosmetici specifici. Inoltre come nel caso dell’invecchiamento della pelle, non è dall’utilizzo di un prodotto specifico per un solo mese all’anno che ci si possa attendere i risultati sorprendenti , bensì l’impiego costante e continuativo nel tempo. L’applicazione di cosmetici anticellulite anche durante l’inverno a cicli oppure due o tre volte la settimana è il comportamento ideale per contrastare il peggioramento dell’inestetismo e favorirne un miglioramento apprezzabile (in qualche caso anche la risoluzione completa) e duraturo nel tempo.

Per combattere questo problema occorre tuttavia lavorare su più fronti: oltre a massaggi, trattamenti estetici, automassaggio è fondamentale modificare il proprio stile di vita rendendolo attivo; movimento e cibi depurativi sono la base essenziale da cui partire. Esistono alimenti in grado di contrastare la ritenzione idrica, come altri che invece ne sono i diretti responsabili. Tra quelli utili per prevenire l’accumulo di liquidi ci sono soprattutto frutta e verdura di stagione. I cibi detossinanti per eccellenza sono quelli che hanno azione drenante senza un alto apporto calorico, quali ad esempio asparagi, cetrioli, finocchi, pomodori e zucchine; ottime anche tutte le verdure amare, come carciofi, cardi, radicchi, che eliminano non solo i liquidi in eccesso ma anche le tossine dall’organismo. Come frutta è consigliabile principalmente cocomero e ananas.
Tuttavia, anche se la natura ci mette a disposizioni molti elementi, bisogna fugare ogni incertezza nel pensare che le piante o frutti possano essere utilizzate senza indicazioni esperte. Le erbe medicinali possono essere intossicanti quanto altre cure tradizionali se non usate correttamente. Non tutte le piante e le erbe, nelle forme elencate, possono essere usate indiscriminatamente nel trattamento della cellulite o di qualsiasi altro problema. Alcune di queste sono indicate per un genere di trattamento e controindicate per altri. Alcune contengono principi velenosi, cui la sensibilità dell’organismo reagisce in modi variabili. Altre semplicemente possono alterare altre problematiche in corso di salute. Quindi è sempre opportuno consultare un professionista e non procedere al “ fai da te”.
Nonostante il mercato oggi offra un incalcolabile numero e marche di prodotti specifici per trattare gli inestetismi della cellulite, il momento storico che stiamo vivendo è alquanto problematico. Nell’impossibilità di uscire e poter scegliere con tranquillità il prodotto adatto a noi, e farci consigliare da personale competente, rischiamo di trascurare questo aspetto importante della cura del nostro corpo. Per cui valutiamo alcune soluzioni che si possono realizzare in casa, con pochi elementi naturali.

ivy-1476907_1280

Procediamo per ordine:

1 – SCRUB CORPO
In una tazza miscelare alcuni fondi del caffè con dell’olio di oliva. Mescolare bene il preparato fino ottenere un preparato di consistenza omogenea. Iniziare a massaggiare le parti del corpo interessate dall’inestetismo. Una volta terminato l’automassaggio – scrub, fare un impacco utilizzando lo stesso preparato, sfruttando l’azione della caffeina sul metabolismo dei grassi ( la caffeina è da sempre considerata una sostanza brucia grassi), avvolgendo la parte da trattare nella pellicola trasparente. Mantenere in posa minimo mezz’ora. Procedere poi con una doccia calda.
– In alternativa a questa metodica si può procedere ad uno scrub sostituendo i fondi del caffe con del sale grosso , sfruttando così il processo di osmosi . Quindi procedere miscelando in una tazza 4 cucchiai colmi di sale, sei gocce di olio essenziale di limone , oppure un limone spremuto fresco, olio d’oliva miscelando bene il tutto fino ad ottenere un preparato omogeneo. Iniziare a massaggiare le parti del corpo interessante dall’inestetismo e, procedere poi ad avvolgere con una pellicola trasparente. Mantenere in posa minimo mezz’ora . Procedere poi con una doccia calda.
Questo trattamento è sconsigliato per chi ha una pelle estremamente delicata con evidenti capillari.
In tal caso utilizzare sale fino e aggiungere del miele al composto .

2 – IMPACCO DRENANTE ALL’ARGILLA
Se si possiede dell’argilla verde ventilata in polvere è semplice creare un fango , molto utile per la ritenzione idrica ,ottimo come anti-infiammatorio e senza controindicazioni per chi ha problemi di tiroide, perché non contiene alghe. Si prepara miscelando una tazza di argilla verde con un cucchiaio di olio di oliva, 2 goccie di olio essenziale al limone e 2 di rosmarino, e una quantità di acqua tale da rendere l’impasto morbido e spalmabile. Una volta preparato l’impasto si applica con le mani sulla zona da trattare con un leggero massaggio delicato e si avvolge il tutto con della pellicola trasparente . Mantenere in posa minimo mezz’ora.
Procedere poi con una doccia calda.

3- OLIO ANTICELLULITE
Ci sono diverse soluzioni e si possono creare diversi oli o oleoliti per la cellulite con pochi elementi freschi disponibili in casa.
Il più semplice è un preparato di olio extra vergine di oliva e limone
Con un pelapatate sbucciate uno o due limoni ben lavati e possibilmente Bio, tralasciando la parte bianca della pelle. Mettete le bucce dentro un barattolo precedentemente sterilizzato e ben asciutto e coprite completamente con olio d’oliva, oppure di vinaccioli , o olio di riso . Coprire con un panno scuro e mettete a riposare in un luogo asciutto e al buio per 8 gg. Trascorsi gli 8 giorni filtrare il preparato, levate le bucce di limone e diluire la parte restante con altrettanto olio di oliva. Il composto è così pronto per essere massaggiato sulle parti dove è presente l’inestetismo. Importante non sottoporsi ad esposizione di raggi solari dopo l’automassaggio.
Se avete disponibili degli oli essenziali potete aggiungere 2 gocce di olio essenziale di rosmarino, 2 gocce di geranio e 2 gocce di lavanda.

4. OLEOLITO ALL’EDERA
Occorre prendere 15-20 di foglie medie di Edera (foglie dei rami sterili), Olio extravergine di oliva (sostituibile con altri oli vegetali a piacere) , se avete disponibile qualche goccia di olio essenziale di Rosmarino o di Ginepro, un Vasetto in vetro della dimensione che si preferisce nuovo o precedentemente sterilizzato.
Raccogliete le foglie di Edera e lasciatele essiccare. Ponetele ben distribuite sopra a un foglio di carta assorbente e lasciatele essiccare per un giorno in un ambiente riparato.
Successivamente in un pentolino ponete le foglie di Edera essiccate e aggiungetevi l’olio vegetale fino a completa copertura delle foglie. Scaldate il tutto a bagnomaria. Una volta raggiunta la temperatura di 50°C (aiutandovi con un termometro ad immersione per i liquidi), spegnete il fuoco e lasciate riposare in infusione per tutta la notte. Successivamente facendo uso di un colino e di una garza in cotone filtrate l’oleolito nel recipiente di vetro facendo attenzione a recuperare tutto l’estratto. Si consiglia quindi di pressare le foglie al fine di far uscire l’olio residuo (molto carico di principi attivi). Una volta filtrato aggiungere all’oleolito di Edera l’1% di olio essenziale di Rosmarino o di Ginepro in base alla profumazione che preferite (ciò significa che se si preparano 300 ml di oleolito, bisogna aggiungere 3 ml di olio essenziale).

5. SOLUZIONE ALCOLICA
Un’altra soluzione interessante per combattere la cellulite se la pelle risulta particolarmente spessa è la preparazione alcoolica al rosmarino i quali benefici vengono attribuiti , oltre ad una azione anticellulite, ad una antinfiammatoria.
Occorrono 4-5 rametti di rosmarino fresco con foglie e fiori, ml 150 alcol uso alimentare a 96° e un contenitore di vetro ermetico o un barattolo precedentemente sterilizzato. Procedere con il tagliare i rami di rosmarino a pezzetti piccoli e metterli nel contenitore di vetro e aggiungere l’alcol , assicurandosi di coprire tutte le parti del rosmarino . Chiudere bene il contenitore mettere un luogo buio e lasciarlo riposare per 15 giorni. Trascorso questo tempo , prendere un panno di cotone pulito e filtrare l’alcol per separare i residui di rosmarino.
Dopo aver eseguito uno scrub sul corpo, asciugare bene la pelle. Immergere una manopolina di cotone nel preparato del barattolo e iniziare a massaggiare delicatamente con movimenti circolari la parte interessata dall’inestetismo. Lasciare agire per una decina di minuti e poi sciacquare con acqua fredda. Si consiglia di completare il trattamento con una semplice crema idratante.
Questo trattamento non è consigliato a chi ha la pelle particolarmente delicata e chiara.

Perché si sviluppano i tumori?

Alla Scuola di Naturopatia dell’Istituto Riza, dove ho studiato per diversi anni, ho approfondito molto l’aspetto del significato simbolico delle malattie.
Parlando di salute e malattia dal punto di vista olistico, si vede come la malattia sia il modo utilizzato dalla coscienza per comunicare i nostri profondi disagi, le nostre scelte di vita, tutto ciò che la mente non vuole vedere o accettare: tutto quello che in un momento della vita, o poco prima, non è in sintonia con la nostra reale natura.

Quando una persona sviluppa una qualche forma di cancro, la cellula cancerogena si espande senza limiti, senza confini, senza rispettare l’organismo che la ospita che viene lentamente portato alla morte. È interessante notare come anche noi, come specie, ci comportiamo proprio nella stessa maniera, espandendoci spesso senza ritegno su una terra che inquiniamo e distruggiamo. Al di là della similitudine comportamentale, i tumori insorgono spesso in relazione a comportamenti come una cattiva alimentazione, abuso di alcool, fumo, o altre cattive abitudini, come i pensieri negativi. Non è sempre così meccanico: spesso le forme tumorali compaiono rapidamente in persone che hanno subito grandi sofferenze, separazioni, depressione profonda, disperazione. Altre volte attaccano l’organismo in quello che era considerato il punto forte dell’individuo, come a “segnalare” che quella cosa non è adatta a lui e che sta andando contro corrente, contro la propria reale natura.

La malattia ci obbliga a rallentare i nostri ritmi mettendoci davanti alla realtà, e attraverso essa dovremmo diventare consapevoli delle cause. Eliminare solo i sintomi, far scomparire un dolore o una manifestazione, non significa necessariamente guarigione perché la causa che ha dato origine può presentarsi dopo un certo tempo, in modo più ampio oppure sotto una nuova forma. La strada della consapevolezza della causa delle malattia è tuttavia lunga e difficile.

Per comprendere il messaggio della malattia dobbiamo compiere alcune riflessioni: per prima cosa verificare cosa sta succedendo nella nostra vita o cosa è successo poco prima. Considerare poi con attenzione quali sono le cose che la malattia ci impedisce di fare. Se la malattia non viene compresa, la coscienza proietta continui aggravamenti fino a che noi non riusciamo a terminare questo percorso di comprensione. E’ quindi importantissimo comprendere questi significati e soprattutto accettare le esperienze della nostra vita.

Secondo questo approccio la non accettazione, assieme agli errori alimentari e agli abusi è la più importante causa di malattia.

Ricetta: pancotto alla genovese con pomodoro

 

Altra ricetta veganizzata, il pancotto è una coccola, una di quelle che fanno bene all’anima e che oggi qualcuno chiama comfort food.  Ci vuole un po’ di tempo perché è una zuppa che va cotta a lungo, ma è molto facile da preparare e scalda il cuore, soprattutto nelle sere fredde e piovose.
Ecco la ricetta per quattro persone.

Ingredienti:

600 grammi di pane secco
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto di  basilico
2 pomodori maturi
Lievito in scaglie
Pangrattato
Olio extra vergine d’oliva
Pepe

Preparazione:
Tagliuzzate e schiacciate  bene i pomodori, possibilmente eliminando la pellicina. Metteteli a soffriggere in una casseruola con gli spicchi d’aglio (interi o tritati) e la cipolla. Fate andare il soffritto a fuoco lento e quando il pomodoro sarà giunto a cottura unite un litro di acqua bollente precedentemente salata. Rompete il pane a pezzi e unitelo al tutto. Aggiungete anche il basilico tagliuzzato finemente e portate ad ebollizione. Se il composto fosse troppo denso, potete allungarlo con un po di acqua calda. Dopo un’ora di cottura a fiamma bassa, sbattete il tutto con una forchetta, in modo da sbriciolare grossolanamente i pezzi di pane. Servire caldissimo, quando l’acqua sarà quasi completamente evaporata, cospargendo con abbondante lievito in scaglie, una manciata di pangrattato, un filo di olio extra vergine d’olio a crudo e pepe a piacere.

Acufene: gli oli essenziali più efficaci

Questo “sottofondo sonoro” costituito da ronzii e fischi colpisce circa 2,5 milioni di persone in Italia. Le conseguenze, per chi soffre di acufene, sono: problemi del sonno, nervosismo, mancanza di concentrazione, disequilibrio, addirittura depressione nella maggioranza dei pazienti.
In molti casi l’origine del disturbo è chiara: un concerto rock a 2 milioni di decibel, il ripetuto utilizzo di cotton fioc, un’otite non curata, la malattia di Paget, la sindrome di Ménière, una lesione all’orecchio o un tappo di cerume.
Più spesso di fronte a questo disturbo invalidante si possono fare solo ipotesi: il rumore sul posto di lavoro, nell’ambiente naturale, durante il tempo libero. Più si è esposti a rumori forti, più si rischia di soffrire di acufene. È anche possibile che la causa sia un problema più generale: affezioni vascolari , arteriosclerosi; oppure l’assunzione continua di farmaci, come gli antibiotici della famiglia delle streptomicine, aspirina, antinfiammatori non steroidei, pillola, diuretici, chemioterapici. Anche problemi alle articolazioni mascellari potrebbero dare questo tipo di conseguenza.

L’udito cala principalmente per ragioni fisiche, come abbiamo detto, per esempio, all’esposizione continua a forti rumori. Ma le cause possono essere anche di origine psicologica, come il rifiuto di “sentire le parole degli altri”. La capacità di udire implica anche obbedienza  e sottomissione, e spesso la sordità, o patologie legate alle orecchie, tra le quali appunto l’acufene, analizzate da un punto di vista simbolico -analogico, rappresentano  una forma di ribellione nei confronti di chi tende a soppraffare ed essere ossessivo. Alle volte si “diventa sordi” e ci lascia avvolgere in un suono continuo ed interrotto di suoni perché “stanchi di sentire”.

Esiste un rimedio naturaleelicriso italico in olio essenziale da massaggiare intorno all’orecchio (2 gocce) per 3 volte al giorno fino a sensibile miglioramento.
In caso di persistenza sostituire la formula potenziandola con:

1 goccia di Elicriso in olio essenziale
1 goccia di dragoncello in olio essenziale
1 goccia di lentisco in olio essenziale
1 goccia di cipresso in olio essenziale
1 goccia di ylang- ylang in olio essenziale
1 goccia di wintergreen  in olio essenziale

Il tutto veicolato in 3 gocce di olio di mandorle vegetale

Un ottimo rimedio fitoterapico è anche il Ginkgo Biloba capsule o fiale. Posologia 1- 2 capsule al giorno.

 

Ricetta: il mio carpaccio di zucchine

Il carpaccio di zucchine va fatto con le prime, tenere e piccole, verdurine. Meglio se sono dell’orto, ma siccome non si può avere proprio tutto dalla vita, ci accontenteremo di un buon prodotto fresco del mercato. In questa ricetta ciò che più conta è la consistenza della protagonista, la zucchina, che dovrà essere veramente freschissimasottilissima e ben marinata.
Oltre ad essere vegan e salutare, questo piatto è anche light, per cui è consigliato nelle diete ipocaloriche, perché esalta il sapore della zucchina.
Le zucchine appartengono alla famiglia delle curcubitacee e sono tra gli ortaggi meno calorici (100 grammi contengono 17 calorie) e più digeribili, perché contengono moltissima acqua. Tra i nutrienti contenuti nelle zucchine ci sono soprattutto potassio e manganese, il che le rende anche un alimento anti fatica.

carpaccio

 Ingredienti:
– 4 zucchine – 1 cucchiaio di tahin
– 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
– olio extravergine di oliva circa 20 grammi
– 1 limone
– sale e pepe qb

Procedimento:
Pulire le zucchine e tagliarle a rondelle o a fette con la mandolina, in modo che siano davvero molto sottili. Disporle su un piatto da portata facendo attenzione che non si sovrappongano. Condirle con un’emulsione di succo di limone, sale, tahin e olio (se si desidera anche aglio a fette) e una spolverata di pepe.
Lasciarle marinare in frigo per circa due ore prima di servire.

 

 

Raffreddore da fieno: i rimedi naturali

Da milioni di anni le piante si possono riprodurre grazie al polline. Gli esseri umani sono venuti dopo e hanno colonizzato il pianeta vivendo in perfetta armonia con gli altri esseri viventi. Questo nella versione bucolica. Perché può darsi che per il polline si nutra una profonda ostilità, soprattutto se si soffre di raffreddore da fieno.
In questo caso l’utilizzo degli oli essenziali è determinante per migliorare lo stato di salute, specialmente nell’immediata crisi.

Rimedio: dragoncello in olio essenziale da inghiottire: 2 gocce su una compressa neutra o una zolletta di zucchero da lasciare sciogliere in bocca 2-3 volte al giorno. Questo rimedio è perfetto come prevenzione. Se la fase è già avanzata il rimedio più adatto è sia da applicare che da respirare: mescolare 1 goccia di o.e. di dragoncello, 1 goccia di o.e. di ravintsara. Applicare 2 gocce su: seni paranasali, torace, parte superiore della schiena, o su un fazzoletto per la respirazione, evitando il contatto con gli occhi.
In alternativa o in accostamento, anche in questo caso un ottimo rimedio fitoterapico da associare alla terapia è il Ribes Nigrum (ribes nero) in gemmoderivato. Posologia consigliata: 150 gocce al giorno (50 gocce per 3 volte al giorno)

Ascessi dentali e rimedi naturali

Chi non ha mai avuto un forte mal di denti causato da un ascesso? Ecco un piccolo vademecum per affrontare questo fastidioso problema con i possibili rimedi naturali.
Intanto vediamo quali sono le cause.
Per traumi a carico del dente o in seguito a carie si origina il disturbo detto ascesso dentale. A seconda della localizzazione dell’ascesso, si parla di ascesso periapicale e di ascesso parodontale.

L’ascesso periapicale è un processo infiammatorio che interessa la parte più interna del dente, può essere anche definito pulpite (infiammazione della polpa). È un ascesso legato a un atteggiamento di trascuratezza verso una carie profonda.

Il secondo caso invece, l’ascesso parodontale, è una lesione vera e propria legata alla distruzione dei tessuti del parodonto e dalla presenza di un’essudazione che produce pus all’interno di una tasca parodontale. Molto spesso l’ascesso parodontale si verifica in soggetti affetti da parodontite.

Tra i sintomi che possono accompagnare questo disturbo, insieme all’ovvio mal di denti, ci sono la febbre, eccessiva sudorazione, alitosi, gonfiore a livello delle ghiandole del collo e alla mascella.

Alimentazione per prevenire l’ascesso
Una buona masticazione è alla base della digestione. Lo zucchero è il primo nemico dei denti. Importante è non abusare di caffé o alimenti fortemente macchianti come i carciofi, il té e il vino rosso. Mai trascurare la pulizia serale perché di notte la placca si accumula e i pericoli per la bocca si moltiplicano.

Il limone è un potente alleato contro la paradentosi, si usa strofinando la buccia su denti e gengive: un’applicazione al giorno.

La prevenzione e la cura naturale devono accompagnarsi a una visita dal dentista o da uno specialista per verificare prima l’entità dell’ascesso, perché in casi molto avanzati di infezioni si può rischiare di intaccare altri organi, come occhi e cuore.

Fitoterapia in caso di ascesso
La propoli è un’ottimo antibatterico naturale, specie per le infezioni del cavo orale. Anche la camomilla ha notevoli proprietà antinfiammatorie e antibiotiche, perché uccide i batteri, è indicata non solo nelle infezioni del cavo orale, ma anche per congiuntiviti batteriche e infezioni vaginali. Molto utile anche la bardana in caso di ascesso.

Fiori di Bach
Il fiore consigliato per attenuare ascessi a stadi non gravi è Crab Apple. In altri casi si usa il Rescue remedy per via topica, diluendolone 4 gocce circa su una garza imbevuta in acqua o si effettuano anche sciacqui ripetuti. Se l’ascesso è accompagnato da dolore con tumefazione effettuare prima la visita dallo specialista.

Medicina tradizionale cinese
A seconda del tipo di ascesso si può agire in differenti maniere con l’agopuntura, ottenendo risultati efficaci. In generale, però, per avere un sollievo immediato in caso di mal di denti occorre premere il punto 4 del meridiano del Grosso Intestino. Il punto va individuato sulla fossetta che si crea sulla mano quando allontanate pollice e indice. Massaggiare questa zona è efficace anche per il mal di testa.

Olii essenziali
Molti olii essenziali tra quelli che la natura ci offre uccidono o rendono inoffensivi i batteri – ad esempio l’olio essenziale di garofano – e per questo sono indicati contro le infezioni dell’apparato digerente, del cavo orale, dell’apparato respiratorio. Infezioni di naso, orecchie e gola, vie urinarie e zona vaginale. Anche in questo caso chiedete al vostro erborista di fiducia e controllate che si tratti veramente di olii essenziali di alta qualità.

Altre cose utili da sapere: come pulire i denti
Il movimento più idoneo per prevenire l’ascesso è lo spazzolamento, che va eseguito con cura e delicatezza. Ma qual è il modo corretto per pulire i denti? Il movimento dello spazzolino deve essere verticale, partendo dalle gengive e andando verso il dente, mai viceversa.
In altre parole, per pulire i denti superiori il movimento dello spazzolino deve avvenire verso il basso, non verso l’alto, in modo da penetrare con le setole anche negli interstizi dentali e con un’inclinazione di 45 gradi, per rimuovere la placca da sotto il colletto gengivale.
Per la parte inferiore della bocca vale l’opposto, cioè il movimento deve procedere verso l’alto; ovviamente l’operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura che su quella interna, spesso tralasciata. I denti vanno spazzolati per almeno due minuti.
Lo spazzolino molto usato non serve a niente e può anche essere dannoso: è bene cambiarlo ogni tre mesi, deve avere setole forti ed elastiche (chi ha problemi di sanguinamento o gengivali ha bisogno di setole morbide) e una testa abbastanza piccola per raggiungere anche i denti più nascosti, senza danneggiare le gengive.

 

Pansotti vegan

 

Per la serie “veganizziamo alcuni piatti liguri” ho pensato di proporvi i pansotti (o pansòti, in genovese), deliziosa pasta fresca ripiena di erbette tipica ligure, il preboggion. Secondo al tradizione ligure i pansotti (cioè panciuti) si preparano con un mazzetto di erbe che si compera nei mercati, specie nella zona di Genova, ed è chiamato il “preboggion”.  La sua composizione varia durante le stagioni: può contenere verza primaticcia, erbette, borragine, radicchio selvatico, pimpinella, cerfoglio e altre erbe ancora. La borragine è un’erba poco usata nella cucina “alta”, ma molto presente in quella popolare: ha foglie grosse, ovali e ruvide e fiori azzurri. Anche questi si possono mangiare, soprattutto nelle insalate. Utilizzata come erba aromatica accompagna bene la menta, la salvia, il rosmarino, il finocchio, il prezzemolo e l’aglio.

Dosi per quattro persone

Pasta:
400 g di farina
3 dl di acqua
1 cucchiaio di vino bianco
sale

Ripieno:
700 g di erbette e borragine
500 di preboggion *
2 patate
250 g  di tofu
500 gr di noci
50 g di pinoli
20 g di lievito a scaglie
olio extra vergine di oliva
vino bianco
aglio
prezzemolo
sale
panna vegetale

Preparazione:
Mondare e lavare il preboggion, le erbette e la borragine e metterli a lessare. A parte mettere a lessare anche le patate. Scolare le verdure, strizzarle e tritarle versando tutto in una ciotola. Unire le patate bollite e schiacciate (private della buccia), il lievito a scaglie, il tofu frullato, l’aglio tritato, un pizzico di sale. Mescolare gli ingredienti fino a ottenere un composto omogeneo. Lasciare riposare in frigo per il tempo in cui preparerete l’impasto per la sfoglia.

Preparare la sfoglia, impastando la farina con 3 dl di acqua, un cucchiaio di vino bianco e un pizzico di sale. Tirare la pasta e da questa ricavare i pansotti ritagliando dei pezzi quadrati. Farcire ognuno di questi quadrati con un po’ del composto e richiuderli, piegandoli a metà. Quindi scottare i gherigli delle noci, pelarli e metterli in un mortaio (o in un frullatore), insieme ai pinoli, al pangrattato, all’aglio, a un ciuffetto di prezzemolo e a un pizzico di sale. Deve risultare una pasta omogenea: aggiungere la panna vegetale e mescolate con cura, aggiungendo olio extra vergine q.b.

Lessare i pansotti  in abbondante acqua salata, scolare e condire.

 

Ricetta: risotto alla fantasia di melanzane

Ecco una ricetta buona per tutte le stagioni, un risotto all’onda da gustare caldo, magari spolverato di scaglie di lievito.

Ingredienti:
200 grammi di riso
due melanzane grandi
uno spicchio di aglio
½  cipolla
mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 lt di brodo vegetale
Lievito in scaglie  (facoltativo)
olio extravergine di oliva
prezzemolo tritato
basilico fresco
sale e pepe

Preparazione:
Per prima cosa lavare le melanzane, cimarle e tagliarle a cubetti, cospargerle di sale fino e mettere da parte.
Preparare il brodo vegetale portando a bollore un litro di acqua con il brodo vegetale.
In una padella antiaderente mettere tre cucchiai di olio extravergine di oliva, unire l’aglio tritato, precedentemente sbucciato e privato dell’anima interna, e lasciare soffriggere qualche minuto.

Versare nella padella le melanzane, unire il basilico lavato e spezzettato con le dita, un pizzico di pepe, amalgamare bene gli ingredienti e lasciare cuocere per 5 minuti. Se le melanzane dovessero attaccarsi alla padella, aggiungere un poco di brodo.

Versare, sulle melanzane, il riso e farlo tostare per 2 minuti mescolando e amalgamando bene gli ingredienti. Quando il riso comincerà ad attaccarsi al fondo della padella, unire il mezzo bicchiere di vino bianco e lasciarlo evaporare.

Proseguire la cottura del risotto unendo un mestolo di brodo caldo alla volta, aggiungendo il successivo quando il brodo sarà assorbito e il riso quasi asciutto, avendo cura di mescolare in continuazione per non far attaccare il riso alla padella.

A cottura ultimata, togliere il risotto dal fuoco, mantecare con 2-3 cucchiai di lievito in scaglie, spolverare con un po’ di pepe macinato al momento, aggiustare di sale se necessario, unire un cucchiaio di prezzemolo tritato e coprire la padella con il coperchio. Lasciare riposare per 2 minuti.

Servire in tavola il risotto alle melanzane accompagnato, a parte, da altro lievito in scaglie da aggiungere a piacere.

Il risultato finale del piatto deve essere un risotto “all’onda”: non un risotto asciutto e secco, ma morbido e cremoso. Se non avrete ottenuto questo risultato, basterà aggiungere qualche cucchiaio di brodo.